Accettazione o rassegnazione?

Accettazione o rassegnazione?

Ultimo aggiornamento: 24 marzo, 2015

In diverse occasioni crediamo di aver accettato una situazione quando in realtà ci stiamo solamente rassegnando. Qual è la differenza?

Sono due atteggiamenti molto diversi, infatti la rassegnazione ci farà soffrire perché continueremo ad aspettare che la situazione sia diversa da come è realmente. A volte, ci sforziamo di cambiarla. Viceversa, quando la accettiamo, significa che affrontiamo la realtà senza pretendere di cambiarla, senza soffrire e questo ci permette di continuare a fare progetti, cercando opzioni migliori durante il nostro cammino.

Quando non è accettazione, è rassegnazione

Crediamo di accettare una situazione quando riusciamo a “sopravvivere“, quando la dimentichiamo… Tuttavia, ci rassegniamo quando non ci muoviamo nella direzione che desideriamo, ma rimaniamo come intrappolati in quella situazione, autocommiserandoci, sentendoci vittime delle circostanze senza fare nulla al riguardo perché pensiamo che “questo è quello che c’è e non possiamo farci niente”.

In questo modo, ci sottomettiamo a quella situazione, ci adattiamo, ci paralizziamo perché pensiamo che ci è capitata e non abbiamo alternative. Ci rassegniamo.

L’accettazione è felicità

Al contrario, quando accettiamo una situazione, anche se non ci piace, significa che stiamo cercando altre strade per la felicità, abbiamo scoperto che quella non è la direzione della nostra vita, non ci rende felici anche se ci è capitata.

Ma non per questo ci blocchiamo, non per questo pensiamo che sarà sempre così, ma cerchiamo di imparare da tutte le esperienze della vita e andiamo avanti. L’accettazione è questo, non andare contro corrente, ma approfittare di tutte le situazioni per trarne un insegnamento di vita. Esiste sempre la possibilità di reindirizzare la propria vita.

L’accettazione è rispetto

L’accettazione è anche rispetto perché quando accettiamo una persona così com’è, sparisce il desiderio di cambiarla, la rispettiamo profondamente e solo in seguito decidiamo se conviene o meno continuare la relazione con questa persona, se ci sentiamo rispettati o meno.

La rassegnazione impedisce di superare il dolore

Ad esempio, quando ci rassegniamo di fronte alla scomparsa di una persona cara, ne soffriamo, siamo arrabbiati con la vita e con il mondo, non lo accettiamo, vogliamo cambiare la realtà delle cose… Questa è una fase normale del dolore, ma può trasformarsi in un processo duraturo e sempre costante nella nostra vita perché in realtà non abbiamo accettato quello che è successo.

Accettare la perdita significa superare il dolore. Accettare che qualcuno non c’è più significa smettere di soffrire, non essere arrabbiati, andare avanti con la propria vita perché questa non finisce, ma ha molto altro da offrire. In questo caso, l’accettazione è la fase finale di un dolore sano.

Accettare o rassegnarsi?

Accettare o rassegnarsi sono due facce della stessa medaglia perché abbiamo bisogno di “voltare pagina e dimenticare” quanto è successo, abbiamo bisogno di andare avanti con la nostra vita.

Se nella vita accettiamo tutto quello che ci capita, allora saremo i padroni del nostro destino, supereremo gli ostacoli e troveremo la felicità imparando qualcosa da tutte le esperienze che avremo vissuto. Se, invece, ci rassegniamo, il dolore e la sofferenza ci accompagneranno sempre.


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