Amore egoista: dare tutto senza ricevere niente

6 Luglio 2019
Ci sono persone che non ci amano come meritiamo. Restano insieme a noi solo per trarne beneficio o per soddisfare i propri desideri o riempire un vuoto. L'amore egoista ferisce e lascia il segno. Reagire in tempo è l'unico modo per uscire sani e salvi da queste relazioni tossiche.

L’amore egoista può provocare vere e proprie catastrofi personali. C’è gente che, dietro i panni di persone adulte, nasconde un modo di relazionarsi attraverso un Io infantile, che vede le relazioni affettive come un mezzo per soddisfare le proprie necessità.

Sono persone che prendono invece di dare, figure immature che non capiscono, né vogliono capire, il linguaggio della reciprocità.

Diceva Abraham Maslow che non tutti i comportamenti egoisti sono negativi. Almeno, non lo sono quelli di cui possiamo capire le motivazioni e l’origine. Così, ad esempio, dare ogni tanto la priorità a noi stessi e investire le nostre energie sul nostro benessere personale, non solo è un comportamento positivo, ma è altamente consigliato per migliorare la propria autostima.

Erich Fromm fu uno dei primi a parlare dell’amore egoista. Secondo l’autore di Fuga dalla libertà e L’arte di amare, alcune persone  concepiscono le relazioni in modo strumentale, in una dinamica di dare-avere. Sono uomini e donne incapaci di vedere al di là della loro preziosa sfera personale.

L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare, ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.

-Oscar Wilde-

Donna triste che subisce gli effetti dell'amore egoista

Amore egoista: il quinto cavaliere

Quando lo psicologo John Gottman, dell’Università di Washington, enunciò la sua famosa teoria dei quattro cavalieri dell’Apocalisse per prevedere l’arrivo di una separazione, ignorò totalmente la dimensione dell’amore egoista.

Nel suo saggio, Gottman presentava i 4 pericoli più grandi di una relazione: l’ostruzionismo o indifferenza, la difesa, la critica e il disprezzo. In questo contesto, l’egoismo potrebbe essere il quinto cavaliere, altrettanto devastante come i suoi predecessori.

Tuttavia, il dottor Gottman non lo considerò un elemento utile per la predizione delle rotture affettive, probabilmente perché l’egoismo è sotteso a ciascuna delle altre quattro dimensioni citate. La persona che critica, ferisce e disprezza il partner o che evita le sue responsabilità, non fa altro che trasudare egoismo da ogni poro.

Tuttavia, anche se sembra una cosa evidente, non sempre ne siamo coscienti quando ci troviamo coinvolti in un amore egoista. Come ben sappiamo, l’amore a volte fa male, e questo perché – soprattutto agli inizi – l’amore è cieco. La maggior parte di noi, in un momento della sua vita, ha rischiato tutto per qualcuno. Ci siamo lanciati all’attacco con tutta la cavalleria per conquistare quella persona, apparentemente perfetta e affascinante, per finire in un precipizio emotivo.

Perché la persona egoista è sibillina e ingannevole, soprattutto all’inizio di una relazione, ed è facile cadere nella sua ragnatela.

In seguito, quando ha conquistato la sua preda, ne approfitta rivelando la sua vera natura. Usa il ricatto emotivo e la manipolazione per trasformarsi in un vero e proprio buco nero, che ingoia qualsiasi cosa. E, come se non bastasse, non restituisce nulla di quello che prende, perché la personalità egoista non ha nulla da offrire, a parte mancanze e delusioni.

Coppia abbracciata con occhi chiusi

Le persone egoiste non amano, perché non sanno amarsi

Questa frase può sembrare contraddittoria, ma vale la pena rifletterci su un momento: l’amore egoista nasce dall’incapacità di amare se stessi. Com’è possibile? Siamo abituati a pensare che l’egoismo, come il narcisismo, risponda a quelle personalità che amano solo se stessi, ma così facendo ignoriamo la realtà occulta di questi comportamenti.

Come segnalava giustamente Erich Fromm nel suo libro L’arte di amare, la persona egoista, in realtà, si detesta. È totalmente priva di amor proprio, è una persona frustrata e così piena di bisogni che strumentalizza le relazioni per trarne un momentaneo beneficio.

La persona egoista non si ama a sufficienza, anzi si ama molto poco; in realtà, si odia. Una tale mancanza d’amore e di rispetto per se stessi, che altro non è se non l’espressione della sua mancanza di produttività, la lascia vuota e frustrata. Si sente necessariamente infelice e ansiosamente preoccupata di strappare alla vita le soddisfazioni che, lei stessa, si impedisce di ottenere.

-Erich Fromm-

Nell’amore egoista, il partner reclama l’amore che non ha per se stesso

Qualche anno fa, il dipartimento di psicologia della New York State University ha condotto uno studio che metteva a confronto il comportamento altruista con l’egoismo. Risultò chiaro che le persone altruiste si mostravano più realizzate dal punto di vista personale ed emotivo. Danno senza ricevere niente in cambio, offrono il loro tempo e le proprie risorse agli altri liberamente, perché lo vivono come un atto spontaneo che genera benessere.

Al contrario, le persone egoiste reclamano dagli altri ciò che non hanno. Non hanno nulla da offrire, né vogliono dare nulla a coloro che li circondano, perché l’unica cosa che hanno sono mancanze. All’egoista manca autostima, amor proprio e sicurezza.

Per questo, l’amore egoista altro non è che uno specchio per le allodole, una trappola per catturare una persona sufficientemente buona, perché possa servire da devota donante.

Mani con un fiore

Come abbiamo visto, l’amore egoista è un comportamento tossico e doloroso che può minare le relazioni affettive. Questo ci ricorda, ancora una volta, il principio fondamentale delle relazioni: amare se stessi è indispensabile per poter amare gli altri.

Impariamo quindi ad applicare questo principio in modo corretto e sano, perché l’amore egoista è come una barca senza vela: non porta mai da nessuna parte.

Fromm, E. (2016). Selfishness and Self-Love. Psychiatry2(4), 507–523. https://doi.org/10.1080/00332747.1939.11022262

Rachlin, H. (2002). Altruism and selfishness. Behavioral and Brain Sciences25(2), 239–250. https://doi.org/10.1017/S0140525X02000055