Fattori dell'ambiente di lavoro che influenzano il cervello

Trascorriamo buona parte della giornata sul posto di lavoro. D'altra parte, è un luogo dove le difficoltà tendono a riprodursi. Pertanto, il tempo e la domanda costituiscono un fertilizzante essenziale affinché alcuni cambiamenti avvengano nel nostro cervello. Se volete sapere quali sono e quali implicazioni hanno, ve lo diciamo in questo articolo.
Fattori dell'ambiente di lavoro che influenzano il cervello

Scritto da Edith Sánchez

Ultimo aggiornamento: 24 novembre, 2022

Ci sono fattori dell’ambiente di lavoro che influenzano il cervello in modo negativo. Sono situazioni o circostanze che modificano lo stato d’animo o la percezione e che influenzano la concentrazione, la motivazione e la produttività.

Il posto di lavoro è un ambiente che può aiutare o ostacolare le prestazioni. Oggi si sa che anche il colore delle pareti stimola certi stati d’animo e ne inibisce altri. Da fattori di poco conto ad altri fattori più rilevanti, tutti finiscono per influenzare la produttività.

Molte volte durante la routine quotidiana compaiono stanchezza, scoraggiamento o addirittura rifiuto di ciò che si sta facendo. In molti casi, ciò è dovuto al fatto che ci sono fattori sul posto di lavoro che devono essere identificati e modificati. Vediamo quali.

Il riposo appartiene al lavoro come le palpebre agli occhi ”.

-Rabindranath Tagore-

1. L’umore negativo dei colleghi è tra i fattori dell’ambiente di lavoro che influisce sulle prestazioni

Il “contagio” dello stato d’animo degli altri è un fenomeno che tutti abbiamo sperimentato di volta in volta. Questo di solito è vissuto più intensamente sul posto di lavoro, soprattutto se vi si trascorrono molte ore o il contatto con i colleghi è molto stretto.

Se siete in casa o vi ritrovate in una situazione sociale determinata e notate uno stato d’animo negativo nelle altre persone, avete la possibilità di prendere le distanze o voltarvi e andarvene. Al lavoro non potete sempre farlo. Pertanto, la cosa migliore da fare è imparare a proteggersi da queste situazioni.

Colleghi che parlano al lavoro

2. La mancanza di autonomia rispetto allo spazio di lavoro

Un altro dei fattori dell’ecosistema lavorativo che può influenzare il cervello è l’impossibilità o la difficoltà di configurare e collocare ogni elemento in un luogo per voi ergonomico. In generale, le persone che hanno l’autonomia di decorare la propria scrivania in ufficio, si sentono più motivate a lavorare.

Quando invece lo spazio non basta, la privacy si riduce, raggiungendo limiti davvero scomodi per alcune persone, oppure se il posto occupato da certi strumenti è stato scelto per soddisfare i bisogni di altri, è molto più facile che insorga la demotivazione, che a un certo punto comincerà a riflettersi sulla performance.

3. Luce artificiale

Uno studio condotto dalla Northwestern University ha scoperto che le persone che lavorano con la luce artificiale si stancano prima, hanno prestazioni peggiori e hanno più difficoltà a riposare rispetto a quelle che lavorano con la luce naturale.

Ivy Cheung, una delle scienziate che ha guidato la ricerca, ha sottolineato che la luce artificiale può alterare il rilascio di melatonina, un ormone secreto dagli stimoli luminosi. Quando i cicli di luce e oscurità vengono alterati, l’organismo ne soffre, il che finisce per influenzare i cicli di veglia e riposo.

4. L’incapacità di prendersi una pausa quando lo si desidera

La scienza ha stabilito che il cervello ha bisogno di punti di riferimento nello spazio e nel tempo per funzionare correttamente. Un ampio studio, condotto da Microsoft, che cita diverse fonti, lo ha confermato. Idealmente, una persona dovrebbe fare una breve pausa di un paio di minuti, ogni quarto d’ora.

Tuttavia, molti datori di lavoro non ne sono al corrente. Per questo motivo impongono ai lavoratori di rimanere sul posto di lavoro, senza uscirne, per diverse ore consecutive. Ciò non solo influisce sul cervello e sul suo funzionamento, portando all’affaticamento, ma riduce la produttività e aumenta il numero gli errori.

Fattori dell'ambiente di lavoro e la stanchezza.

5. Fattori dell’ambiente di lavoro che influiscono sule prestazioni: non bere abbastanza acqua

Il cervello ha bisogno di una buona scorta di acqua per funzionare bene. Se non bevete abbastanza spesso, compaiono segni di disidratazione e questo influenza l’attività cerebrale. In particolare, colpisce la memoria e la concentrazione. Può anche causare mal di testa e lievi segni di depressione.

Pertanto, è molto importante che sul posto di lavoro sia disponibile acqua potabile a sufficienza. L’ideale sarebbe assumere tra 1,5 e 2 litri durante una giornata di otto ore. Vanno bene anche tè e infusi, ma non il caffè.

Il posto di lavoro non è solo il luogo in cui vengono svolte le attività quotidiane. È anche uno spazio di vita e di convivenza. Per gestirlo correttamente bisogna tenere conto non solo delle esigenze della produzione, ma anche di quelle degli esseri umani che vi lavorano.

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