Ketamina: droga illegale per trattare la depressione

· 27 dicembre 2017

La ketamina è una droga conosciuta per potenziare la disinibizione durante le feste. Questo composto è stato sintetizzato per la prima volta nel 1962 come analgesico per alleviare il dolore dei feriti in zone di guerra. Molti veterinari, inoltre, la usano per anestetizzare i cavalli.

Dal 2006 gli psichiatri hanno cominciato a scoprire il suo potente effetto antidepressivo. Tuttavia causa forti e pericolosi effetti collaterali. Se dedichiamo qualche minuto a esplorare la farmacologia della depressione, ci renderemo conto che il Prozac e il suo generico, la fluoxetina, sono stati sostituiti da altri antidepressivi più specifici.

Un buon uso e una corretta somministrazione degli stessi sono riusciti a potenziarne l’effetto, a ridurne gli effetti collaterali e a renderli più specifici. Un esempio di ciò sono gli antidepressivi di terza generazione, come la venlaxafina, che funzionano molto bene per depressioni che producono un’ansia generalizzata. È così che, grazie a essa, viene migliorata la disponibilità del paziente a realizzare varie attività, in modo che l’energia che produce trovi nel movimento un modo per dissiparsi.

Nonostante ciò, 1 paziente su 3 con depressione acuta continua a non dare alcuna risposta alle cure previste e le ricadute si verificano nel 75% dei casi (dipende dal tipo di depressione e dal paziente). Con questo panorama, non credete che valga la pena di prendere in considerazione delle alternative?

La depressione nel mondo attuale

Nonostante vogliano metterla a tacere, neanche gli attori, i musicisti e i programmisti più famosi della Silicon Valley riescono a sottrarsi a essa. La depressione sarà, nel giro di pochi anni, la principale causa di invalidità.

Ragazza depressa

Il problema è che oggi, nonostante i progressi, non possiamo ancora contare su cure o interventi multidisciplinari che siano efficaci per tutti i casi. Da qui nasce la necessità di investire nella ricerca e di continuare a esplorare nuove strade.

La sensibilizzazione sull’ecologia, sulla salute mentale e sulla distribuzione di conoscenza e ricchezza saranno fra gli obiettivi centrali negli anni a venire. Ed è importante che ciò accada davvero se vogliamo sopravvivere come specie e persino migrare in altri pianeti.

Tutti questi cambiamenti influiscono sul nostro umore, lo stress si cristallizza in tristezza e vi è una maggiore proporzione di persone che si sentono alienate dal mondo. Sebbene il contesto possa influire, si parla di depressione sin dalla Grecia antica e, nel corso della storia, le sono stati attribuiti significati diversi.

La depressione acuta e lo stress postraumatico: persone che non riescono a riconciliarsi con il mondo

Oltre ai sintomi quali disturbi del sonno, inappetenza, abulia, tristezza e irritabilità, sia in caso di stress postraumatico che di depressione acuta, si verifica un senso di perdita del controllo e di connessione con la realtà. Tutto questo genera un sentimento di profonda disperazione. La depressione sradica il soggetto dal mondo o viceversa.

Gli inibitori selettivi di serotonina, come il Prozac, insieme alle terapie cognitivo-comportamentali, sembrano essere l’opzione più consona a migliorare lo stato del paziente. In concreto, la componente di “attivazione comportamentale” è quella che funziona meglio.
Sorriso a forma di farmaco

La somministrazione di farmaci sembra migliorare i sintomi solo nel caso di depressioni molto gravi, atipiche o con sintomi vegetativi. Il trattamento farmacologico, inoltre, non sembra mostrare dei vantaggi rispetto a quello psicologico, in modo isolato e a medio-lungo termine. Non appare, dunque, un’opzione molto allettante e lo diventa ancor meno se prendiamo in considerazione i numerosi effetti collaterali, anche se vi sono comunque delle circostanze in cui è efficace (senza conoscerne nello specifico il motivo).

L’effetto dissociativo: l’elemento distintivo della ketamina rispetto alla fluoxetina

Come abbiamo detto, gli antidepressivi più comuni agiscono come inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina nello spazio presinaptico, aumentandone così la presenza nel cervello. Qualcosa di simile al “lasciarsi andare al piacere per un po’ di tempo”, attivare il meccanismo della “felicità” in maniera artificiale, stimolando il suo neurotrasmettitore principale.

Tuttavia, non tutte le depressioni acute migliorano in modo significativo con questo trattamento farmacologico. In molti casi, questo stato impedisce l’inizio di una terapia psicologica.

La ketamina non può essere somministrata senza una stretta osservazione medica. In questo senso, si stanno realizzando diversi studi con cui fare luce sui suoi effetti. La cosa davvero rivoluzionaria implicherebbe isolare la molecola che consente di raggiungere gli effetti positivi (potenti e rapidi), eliminando così la parte del composto che produce la maggior parte degli effetti collaterali.

Formula chimica ketamina

Se la confrontiamo con altri antidepressivi, la rapidità e l’effetto prodotti da questa sostanza vanno a favore della ketamina. D’altra parte, questo composto sintetizzato delle esperienze allucinatorie e provoca alterazioni dissociative alla velocità di un’e-mail: l’“io” che si sdoppia, d’improvviso vede una realtà aliena, forse che va oltre alla dissonanza cognitiva estrema che vive il suo “io abituale” rispetto al mondo.

Quando la persona sembra riconciliarsi con esso sotto l’effetto della ketamina, non sappiamo se ciò avviene perché il soggetto è capace di sperimentare una realtà parallela. In questo senso, sembra che l’esperienza percettiva allucinatoria attivi i sensi della persona in modo tale da amplificarne le sensazioni: è così che i ricordi spiacevoli non verranno contemplati in questa “nuova realtà”.

Forse sono la realtà e gli stigmi che creiamo a livello sociale le cause della malattia. Forse sono questi prodotti sociali a indebolire le nostre difese emotive e a produrre questo effetto tunnel nella nostra visione del mondo, che ci permette di percepire solo porte chiuse. In un modo o nell’altro, la depressione si presenta come una sfida sempre più grande: la sua incidenza sta aumentando e l’efficacia delle cure, delle terapie e dei piani di intervento ha bisogno di evolvere per poter dare una risposta efficace a tutti i casi che si verificano. Sarà la ketamina parte della soluzione?