Mangiare per noia: perché lo facciamo?

09 settembre, 2020
Sapevate che mangiare per noia è tanto naturale quanto malsano? Esploriamo la natura di questo comportamento.

Il bisogno di mangiare può essere descritto da diversi punti di vista. Quello che conosciamo meglio è di natura biologica, ma esistono altre spiegazioni da considerare. Analizzare più prospettive ci aiuta a capire cosa si cela dietro l’abitudine di mangiare per noia.

È un comportamento tipico di molte persone, ma è modificabile. Diventa indispensabile cambiarlo nel momento in cui si trasforma in un’abitudine poco sana o pericolosa.

In questo articolo proviamo ad approfondire la tendenza a mangiare per noia e vediamo quali strategie usare per interrompere questo comportamento se diventa insalubre.

Uomo che mangia la pizza davanti alla televisione.

Perché mangiare per noia?

Di solito mangiamo per permettere al nostro organismo di portare a termine tutte le sue funzioni. Siamo tuttavia “esseri integrali”, questo significa che entrano in gioco altre dimensioni importanti per il nostro benessere, per esempio emotive e sociali. Il cibo, ad esempio, è collegato al piacere o alla pressione sociale.

“Mangiare per noia”, partiamo dal significato delle parole. Mangiare significa, naturalmente, ingerire del cibo. La noia, secondo il dizionario Hoepli, è “un senso di stanchezza e insofferenza morale causato da inerzia prolungata, dalla mancanza di interessi, dalla monotonia di un’azione o di un discorso”.

Mangiare per noia significa dunque ingerire cibo quando il nostro stato d’animo è stanco e insofferente. Riguarda, quindi, la sfera emotiva; infatti, parliamo di fame emotiva quando cerchiamo nel cibo ciò che non riusciamo a ottenere altrimenti.

Perché lo facciamo, quando è poco sano e quando invece è sano?

L’alimentazione è anche una questione di modelli di apprendimento. A spingerci verso il cibo possono essere fattori di diversa natura.

Quando ci sentiamo annoiati, entriamo in un circolo vizioso in cui entrano in gioco i sentimenti, i pensieri e il comportamento. Non sapere cosa fare ci opprime, dunque cerchiamo qualcosa che ci distragga. In questo caso, il cibo.

Fame emotiva e noia

Può accadere che non trovando “aiuto” nella mente, ci rivolgiamo al corpo per trovare un meccanismo di difesa per evitare il malessere. Mangiare per noia ha carattere d’urgenza, non ha limiti, genera senso di colpa o vergogna ed è un comportamento improvviso.

La fame fisiologica, al contrario, è graduale, può aspettare e non genera emozioni negative. L’attuale ricerca, di fatto, sottolinea la relazione tra eccesso di cibo ed emozioni.

Mangiamo per noia, inoltre, perché nutrirsi è un comportamento appreso: siamo condizionati a farlo in alcune circostanze.

Un altro motivo è il tentativo di riempire, inconsapevolmente, i vuoti interiori con gli alimenti. Cominciamo quindi ad associare le emozioni a situazioni vissute e in cui ci siamo rivolti al cibo. In seguito, ogni volta che accade, penseremo a mangiare se abbiamo associato il cibo alla noia.

Diventa poco sano quando lo facciamo in modo eccessivo, ovvero quando diventa un’abitudine. Ed è facile che sia così perché il cibo provoca il rilascio di neurotrasmettitori come la dopamina, responsabile del comportamento motivato.

In alcuni momenti non riusciamo a reagire e mangiamo, soprattutto quando siamo sotto stress. Questo può essere parte di un processo adattivo e naturale, purché avvenga solo in determinate circostanze.

Ragazza annoiata seduta a tavola.

Strategie per evitare di mangiare per noia

Mangiare per noia è un gesto che non sempre compiamo in modo consapevole; identificarlo è già un passo avanti. Ma come evitarlo? Vediamo alcune strategie.

  • Cambiare attività. Invece di mangiare, se vi sentite annoiati provate a realizzare un’attività che vi faccia stare bene e che vi porti fuori dallo stato di noia. Per esempio, l’esercizio fisico aumenta il livello delle endorfine e aiuta a sentirci felici. Sarà diverso per ognuno di noi, non resta quindi che trovare l’attività più adatta.
  • Prendete nota di quello che mangiate. Consiste nel tenere traccia dei pasti quotidiani. In questo modo saprete cosa mangiate, quando e dove lo fate. Da questa autoesplorazione potrete prendere provvedimenti per evitare di mangiare perché siete annoiati.
  • Evitate di comprare. Se già sapete che di solito scacciate la noia con determinati alimenti, evitate di tenerli a portata di mano.
  • Tempo. Non lasciate passare troppo tempo tra un pasto e l’altro.
  • Sazietà. Se quando siete annoiati, mangiate alimenti sazianti, sarà più difficile esagerare.
  • Gestione delle emozioni. Consiste nel riconoscere le nostre emozioni, esplorarle e non lasciare che nessuna diventi protagonista. In questo modo preveniamo la fame emotiva. Per riuscirci, sono necessarie conoscenza di sé e volontà.

Per gestire queste situazioni possiamo chiedere un aiuto professionale, ad esempio, il nutrizionista, il medico o lo psicologo. L’importante è cercare strategie che ci riportino verso abitudini sane.

In conclusione…

Mangiare per noia risponde a diverse cause: bisogno di colmare un vuoto, meccanismo di difesa, comportamento appreso, bisogno di uscire da un circolo vizioso, soddisfazione generata dal rilascio dei neurotrasmettitori, ecc.

È importante capire quando diventa un gesto compulsivo per poter scegliere un percorso in direzione del nostro benessere.

Córdoba, D.L., Cacho, A.E.K., & Morales, M.H.C. (2002). Relación entre el comer en exceso y el manejo de las emociones: una experiencia con estudiantes. Psicología y Salud 12(2), 261-268.