Quino, l’indimenticabile padre di Mafalda

La morte di Quino nel 2020 ha reso il mondo un posto più triste. Ma la bambina argentina sagace e “risvegliatrice” di coscienze che ci ha lasciato in eredità resterà nella storia per le sue indimenticabili lezioni di vita e libertà.
Quino, l’indimenticabile padre di Mafalda

Ultimo aggiornamento: 22 luglio, 2021

Quando nel 1964 Quino creò il personaggio di Mafalda, molti disegnatori gli consigliarono di non concentrarsi su un unico soggetto. Una scelta che avrebbe potuto renderlo schiavo del suo personaggio limitandone il potenziale artistico. Eppure, quella bambina irriverente riuscì a conquistare il mondo.

Come spesso succede quando un personaggio acquisisce una valenza tanto forte a livello culturale, diventa difficile separare il creatore dalla sua creatura. Lo stesso accadde, per esempio, ad Arthur Conan Doyle, il padre del celebre Sherlock Holmes. Così, Joaquín Salvador Lavado Tejón, conosciuto con lo pseudonimo di Quino, non riuscì mai a liberarsi del personaggio di Mafalda.

Dopo averla raffigurata in oltre 1928 vignette e aver sfogato nei confronti di prepotenti e oppressori tutta la sua rabbia, abbandonò il personaggio nel 1973, rimanendone comunque legato per sempre. Senza saperlo, il disegnatore argentino dal grande spirito critico aveva dato alla luce una delle figure culturali più potenti di sempre.

Tazza di Mafalda sulla scrivania.

Addio a Quino, disegnatore e umorista grafico indimenticabile

Quino ci ha lasciati da quasi un anno ormai, il 30 settembre 2020 all’età di 88 anni, lasciando senza parole il mondo dell’umorismo grafico, della cultura e della critica sociale.

Ma come sempre succede quando ad abbandonarci è una figura ormai entrata nella memoria collettiva, Quino non morirà mai del tutto. In fin dei conti, una persona può essere definita davvero morta quando viene dimenticata. Per questo, sia lui sia il suo leggendario personaggio di Mafalda continueranno a vivere negli anni a venire.

Mafalda è una novella Peter Pan, una creatura che non crescerà mai, eterna bambina sempre pronta a dare lezioni di saggezza, libertà e cinismo. Perché, nonostante sia ormai scomparsa dalla scena fumettistica agli inizi degli anni 70, il suo umorismo continua a mostrarsi tremendamente attuale.

Chi era Joaquín Salvador Lavado Tejón (Quino)?

Joaquín Salvador Lavado nacque a Guaymallén, Argentina, nel 1932. I genitori spagnoli lo soprannominarono Quino fin da piccolo per distinguerlo dallo zio, il disegnatore Joaquín. Di fatto, fu proprio la figura dello zio a ispirare la carriera professionale di Quino.

Studiò presso la scuola di Belle Arti di Mendoza e dopo aver perso entrambi i genitori a soli 17 anni, decise di lasciare gli studi per dedicarsi a ciò che amava fare di più al mondo: il fumettista.

Dal 1954 in poi cominciò a collaborare con diverse riviste e media pubblicitari come disegnatore. Ma fu a partire dal 1963 che la sua vita prese una svolta, quando venne contattato da un’agenzia pubblicitaria allo scopo di promuovere la marca di elettrodomestici Mansfield.

Gli chiesero di creare una vignetta comica sulla stessa linea dei Peanuts, con un bambino come protagonista il cui nome doveva iniziare con la lettera “M”.

La proposta che Quino fece loro non piacque, ma convinse invece Joaquín Delgado, direttore della rivista Primera Plana. Quino, simpatizzante del movimento femminista, decise che la protagonista di quelle vignette dovesse essere una bambina.

La bambina a cui diede vita con la matita era davvero particolare; una piccola coraggiosa contestatrice che viveva con i genitori in un appartamento di Buenos Aires. Non era né ricca né povera, amava i libri, possedeva una radio per ascoltare i Beatles e i notiziari, infine, amava consultare un grande mappamondo.

Che lezioni ci ha lasciato Quino attraverso Mafalda?

Quino si avvalse della figura di una bambina argentina come tante, dandole però voce e pensieri di un adulto. Un po’ come faceva in America Schulz con i famosissimi Charlie Brown e Snoopy. Nemmeno Quino poteva immaginare l’incredibile successo che avrebbe ottenuto con quel personaggio nato nel 1964.

Mafalda divenne presto la bambina più famosa del Sud America, arrivando ai lettori anche del resto del mondo. Il motivo del suo successo era la voce critica che, nonostante le chiari origini di pensiero argentine, la rendevano universale e sempre al passo con i tempi.

Non importa da dove veniamo o in che epoca siamo, le parole di Mafalda suoneranno sempre attuali e divertenti. Ecco alcuni esempi.

« Se uno non si affretta a cambiare il mondo, poi è il mondo che cambia lui»

Attraverso questa massina Quino ci porta a riflettere su un aspetto sempre attuale. Non importa il periodo storico né il momento in cui ci troviamo. Dovremmo sempre cercare di imparare, fare qualcosa di nuovo, trasformare la società e abbandonare i vecchi modelli.

Eppure, alla fine, arriva un momento in cui, quasi senza rendercene conto, preferiamo lasciarci trascinare dalla corrente finendo per ricadere sugli stessi vetusti modelli.

« Troppe volte l’urgente non lascia tempo per l’importante. »

Frase indimenticabile di Mafalda. Poco importa se il personaggio di Quino ha ormai oltre 50 anni… i suoi ragionamenti sono più attuali che mai. Siamo una società malata della fretta, asservita all’immediatezza che non lascia tempo né spazio a ciò che è realmente importante.

Mafalda, la creazione di Quino.

« Inizia la giornata con un sorriso, vedrai quanto è divertente andare in giro ed essere diverso da tutti. »

Questo è senza dubbio uno dei suoi messaggi più iconici. In un mondo di facce serie, in uno scenario sociale segnato da preoccupazioni e indecisioni, perché non sfidarlo con un gran sorriso?

Conclusioni

Mafalda è polemica, ingegnosa, ribelle, paladina della libertà e, soprattutto, straordinaria. In altre parole, Quino ci ha lasciato nelle sue vignette l’archetipo sociale anticonformista che tutti dovremmo assumere ogni tanto.

Acquisire una visione critica sugli eventi è un eccellente modo per rivalutare la nostra realtà, trasformarla e renderla migliore. Anche se è passato ormai un anno dalla morte del disegnatore argentino, non dimenticheremo mai né lui né l’irriverente bambina che abbiamo imparato tutti a conoscere.

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