Accogliete il presente per migliorare: 6 segreti della ACT

· 3 aprile 2015

La terapia dell’Accettazione e dell’Impegno, comunemente conosciuta come “ACT”, offre un interessante prisma da cui osservare la vita per trovare nuovi cammini con cui orientare meglio la propria realtà personale. Si tratta di una tendenza eclettica che dà enfasi alla persona, alla sua realtà unica e particolare accettando i suoi valori e il suo momento presente; si tratta di una terapia cognitivo-comportamentale e umanistica che appoggia anche le tendenze mindfulness (piena coscienza) per dimostrare la sua riuscita ed efficacia in una infinità di situazioni personali in cui il suo successo la sta rivalorizzando in situazioni cliniche.

Che cosa cerca la ACT?

Il suo scopo è apportare una vita integra e significativa in accordo con i propri principi. Non cerca di cambiare il modo di essere né la personalità; si tratta di scavare nella coscienza per aiutare ad accettare chi si è, con i propri difetti e sofferenze. Se ci si impegna con se stessi, accettando tutto ciò che si è fatto, vissuto e sentito, si troverà la chiave per rivolgere la propria vita verso le strade più affini ai propri bisogni e desideri.

Accettare i propri demoni

Secondo questa tendenza, il resto delle terapie si centra nel vedere la sofferenza psicologica come qualcosa di anormale, come una malattia. La ACT accetta il dolore psicologico come proprio della mente umana, come una realtà che ogni persona vive in un dato momento; non è anormale né si è persone difettose perché si prova paura, ansia, stress, angoscia e dolore.

Il segreto sta nel proprio linguaggio: la parola aiuta a creare e immaginare cose, a creare mappe e modelli. A volte serve anche a “rivivere i momenti bui”, a criticare se stessi e persino a condannarsi. Bisogna imparare a cambiare il proprio linguaggio per prepararsi alla battaglia per la ricerca di migliorie e superamenti. Valorizzarsi inizia dalle parole.

I sei principi della ACT

L’obiettivo principale della terapia ACT è dare l’opportunità di sviluppare una propria flessibilità psicologica, accettandosi, ma cercando nella coscienza strategie e cammini per migliorare.

1- Accettazione: bisogna accettare le proprie emozioni, sensazioni ed esperienze senza combatterci o evitarle. Soffrire è un aspetto normale della vita, ma l’essere umano ha la capacità sufficiente per mettersi al di sopra e per imparare dal vissuto. Bisogna ammettere, comprendere e accettare l’enorme capacità dell’essere umano di trovare soluzioni e superarsi. Il dolore blocca, è vero, ma non bisogna evitarlo, altrimenti ci perseguiterà ancora di più. La ACT sostiene che a volte bisogna accettare i propri demoni per lasciarli andare.

2- Defusione cognitiva: bisogna imparare a guardare i pensieri, i ricordi e le immagini come un tassello del proprio linguaggio. I pensieri o i ricordi non solo regole a cui obbedire, bensì percorsi del proprio io che possono essere utilizzati a proprio favore.

3- Contatto con il presente: bisogna apprezzare l’hic et nunc. Il presente determina, offre compromessi e responsabilità.

4- L’io osservatore: è consigliabile sviluppare tecniche di ascolto della propria coscienza perché è questa la vera essenza della persona. I pensieri e le emozioni vanno e vengono a seconda del momento vissuto, ma dietro di loro ci siamo noi, il nostro Io.

5- Valori: sapete chiarire che cosa è la cosa più importante per voi? Date un’occhiata dentro di voi, alla vostra coscienza, al vostro cuore; indagate su voi stessi, conoscetevi, scoprite quanto valete e quanto siete importanti.

6- Azione impegnata: è sempre consigliabile stabilire obiettivi che siano associati ai propri valore in modo da essere più motivati ad agire verso questo traguardo, facendogli acquistare maggiore valore personale.