Affrontare le persone so-tutto-io

Affrontare le persone so-tutto-io
Sergio De Dios González

Scritto e verificato lo psicologo Sergio De Dios González.

Ultimo aggiornamento: 18 febbraio, 2022

Le persone so-tutto-io creano spesso problemi nella relazioni personali o professionali. Il loro comportamento ci irrita, forse hanno più esperienza e conoscenze di altri, ma ciò non dà loro il diritto di agire come se conoscessero tutto, come se avessero sempre ragione. Vediamo in questo articolo come affrontare le persone so-tutto-io.

Nel contesto lavorativo, purtroppo, la maggior parte degli impiegati ha a che fare con almeno un collega o un capo so-tutto-io. Lavorare con una persona del genere si trasforma in un cammino tortuoso che può ostacolare il nostro sviluppo professionale e finire persino col farci lasciare il lavoro. Risulta importante, dunque, conoscere le strategie adeguate per affrontare le persone so-tutto-io.

Strategie per affrontare le persone so-tutto-io

Per affrontare le persone so-tutto-io, possono essere utili le seguenti strategie:

1. Cercare di essere comprensivi

Il collega può risultare irritante, ma ricordate che il suo comportamento può essere dovuto a una mancanza di fiducia o a un problema personale più profondo.

Invece di arrabbiarvi, per quanto grande sia la tentazione, non cercate lo scontro, bensì l’empatia, per cercare di modificare il modo in cui si approccia. Se gli dimostrate che la scala che sta salendo non la favorisce, sarà la persona stessa, di propria iniziativa, a voler scendere.

Ragazza infastidita come affrontare le persone so-tutto-io

2. Scegliere le proprie battaglie

Affrontare una persona so-tutto-io può essere sconfortante e talvolta la cosa migliore da fare è ignorare i suoi “utili consigli”. Sviate i suoi commenti con un semplice “grazie per il suggerimento” invece di intraprendere una lunga discussione.

3. Dare l’esempio

Un capo o un leader, in particolare, deve imparare che in molti casi non solo è un bene non sapere tutto, ma è addirittura consigliabile. Dicendo “non lo so, ma cerchiamo di trovare delle risposte o delle buone idee” dimostra di essere flessibile e aperto a opinioni diverse. Anche dire “non lo so” può generare fiducia, in quanto dimostra apertura, vulnerabilità e onestà.

4. Armarsi di argomenti

Se state facendo una presentazione, vendendo un’idea o rivolgendovi a un’assemblea, siate sicuri degli argomenti esposti. Verificate le fonti e i fatti. Quante più conoscenze avete, tanto più difficile sarà per una persona so-tutto-io provare a prevaricarvi.

Quando siete in riunione, appellatevi a un programma, che deve essere reso pubblico in anticipo, e stimate una quantità di tempo specifica per ogni intervento. Arrivate preparati con dati e statistiche per iscritto, così se la persona so-tutto-io vi interrompe, avrete qualcosa di scritto da condividere con l’assemblea. Quanto più preparati siete, tanto meno spazio avrà il so-tutto-io per occupare il vostro.

Il fatto positivo è che, se gli intralciate la strada due o tre volte, smetterà di comportarsi così con voi, infatti le persone non sono solite ripetere i comportamenti che non hanno avuto esito.

5. Conservare il senso dell’umorismo

Le persone so-tutto-io possono mettersi sulla difensiva e in alcuni casi essere anche aggressive. L’ultima cosa da fare è affrontare le persone so-tutto-io mettendole con le spalle al muro. Quindi, anche se è molto invitante usare il sarcasmo, risulterebbe senza dubbio controproducente.

Invece, respirate profondamente e dite:”Non lo sapevo! Che strano!”. Ridete per ricordare che, spesso, il vostro comportamento è inoffensivo. Un’espressione o un commento amichevole possono alleviare qualsiasi tensione.

6. Porre domande approfondite

Siate rispettosi, ma ponete domande dettagliate per “cogliere in fallo” un so-tutto-io. Chiedete perché crede che qualcosa sia vero e quali sono le sue fonti. /Fare domande dirette su dettagli specifici può insegnare a un so-tutto-io che deve informarsi prima di parlare.

7. Fornire critiche costruttive alla persona sul suo comportamento

Le persone so-tutto-io possono non sapere l’effetto del loro comportamento sugli altri. Se sospettate che sia così, considerate di segnalarglielo con discrezione e tatto durante una conversazione privata. L’importante è che l’altra persona si senta motivata ad analizzare il proprio comportamento e non si senta attaccata personalmente. In tal caso, potremmo ottenere l’effetto contrario, intensificando il suo “insopportabile” modo di relazionarsi.

Non dimenticate che i so-tutto-io possono essere molto insicuri, quindi potrebbe essere un colpo per il loro ego. Ricordate loro che è importante per il gruppo, ma ancora di più per gli altri, avere uno spazio in cui sentirsi utili.

Donna ride del collega

8. Evitare di coinvolgere il capo purché le persone so-tutto-io non siano una minaccia per il lavoro

Se non avete alternative, siate positivi e, invece di lamentarvi della persona so-tutto-io, concentratevi su ciò che siete disposti a fare per assicurarvi che il lavoro venga svolto nel modo migliore. Se la situazione diventa davvero insopportabile, parlate con il capo e informatelo di come il comportamento del collega comprometta il gruppo e l’ambiente lavorativo.

Queste sono solo alcune strategie che possono essere utili per affrontare le persone so-tutto-io. Tuttavia, avere a che fare con questi soggetti è innanzitutto un esercizio di pazienza che sfida la nostra intelligenza emotiva e le nostre abilità comunicative.


Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.