Ansia adattiva e patologica: differenze

· 25 marzo 2018

È importante sapere che esisto due forme d’ansia: ansia patologica, o disfunzionale, e ansia adattiva o considerata “normale“. È importante saperlo perché la maggior parte delle persone pensa che questa emozione sia sempre negativa.

In termini generali, l’ansia viene definita come lo stato emotivo che anticipa una minaccia o una disgrazia. In altre parole, si presenta quando qualcuno pensa che succederà qualcosa di brutto, dunque viene associata alla preoccupazione. Si manifesta sotto forma di malessere emotivo, un mix di paura, inquietudine e nervosismo. Genera anche alcuni sintomi fisici come palpitazioni, nausee, vertigini, ecc.

Nell’ansia adattiva, il male atteso è una probabilità reale. Per esempio, quando sappiamo che arriveremo tardi al lavoro e ci aspettiamo di essere ripresi. Nell’ansia patologica, al contrario, appare un malessere emotivo di fronte a un danno futuro che è possibile, ma non poi così probabile. Allo stesso tempo, esso si trasforma in uno stato più o meno permanente. Detto in altro modo, ci si aspetta costantemente che ci capiti qualcosa di male.

“L’intensità dell’angoscia è proporzionale al significato che la situazione ha per la persona che ne è colpita. Sebbene ignori completamente le ragioni della sua ansia.”

-Karen Horney-

Donna in un labirinto rosso

Il ruolo dell’ansia adattiva

L’ansia adattiva è un meccanismo frutto dell’evoluzione. Il suo ruolo è quello di proteggerci per garantire la nostra integrità e la nostra sopravvivenza. Quando c’è una minaccia reale, sia il corpo che la mente devono prepararsi per affrontarla. Se non lo facessero, apparirebbe un grosso sentimento d’impotenza di fronte al pericolo. Ecco, allora, che l’ansia è utile per buoni propositi.

L’ansia patologica sopravviene quando la persona si sente incapace di affrontare una minaccia e, allo stesso tempo, percepisce come minacciose situazioni che non lo sono davvero. Quando ciò accade in maniera persistente, si entra in uno stato di angoscia. All’interno di questo stato non si è nemmeno in grado di capire che cosa si teme. Semplicemente, si ha paura di “qualcosa” che potrebbe succedere.

Gli stati d’ansia generano molti cambiamenti fisiologici nel corpo. L’essere umano ha bisogno del lavoro molto intenso di alcuni organi (cuore, polmoni, reni, ecc.) per affrontare la minaccia. In questo modo, se si sperimenta quest’ansia con molta frequenza, è facile che si finisca anche per alterare il normale lavoro del corpo e, così, per ammalarsi.

Caratteristiche dell’ansia patologica

Chi soffre di ansia patologica ha un problema serio. Non serve a nulla battergli la spalla e dirgli che tutto andrà bene, sebbene possa aiutare. Uscire da tale stato richiede molto più che buona volontà.

Innanzitutto, per cominciare a sbrogliare la matassa, bisogna sapere se si tratta di ansia patologica. Per saperlo, bisogna capire se la tensione sperimentata possiede le seguenti caratteristiche:

  • Frequenza e intensità. Nell’ansia patologica esistono episodi frequenti d’ansia, quasi sempre prolungati e ad alta intensità. Nell’ansia adattiva, invece, gli episodi sono poco frequenti, passano in fretta e non sono molto intensi.
  • Risposta. Nell’ansia patologica si presentano risposte sproporzionate allo stimolo, reale o fittizio, che provoca tale stato. Per esempio, quando si ha paura che i ladri entrino in casa e si passa la notte in bianco vigilando che ciò non avvenga.
  • Provare sofferenza. Quando l’ansia è patologica, viene sperimentata come una profonda sofferenza che non cessa. Nell’ansia adattiva, la sofferenza è passeggera e non lascia segni.
  • Funzionalità. L’ansia patologica disturba il normale svolgimento della vita quotidiana. Impedisce di agire o porta ad agire; in questo modo altera o limita la propria routine, a causa di una paura confusa.

Perché l’ansia diventa patologica?

In realtà, la risposta a questa domanda potrebbe riempire interi volumi. Tuttavia, per essere sintetici e agevolare l’esposizione, potremmo dire che alla base di questo tipo d’ansia esiste un trauma irrisolto. A volte la relazione tra il trauma e l’ansia è diretta, altre volte no.

Se qualcuno, per esempio, ha un incidente stradale, è probabile che tale esperienza lo segni. È probabile che la vittima dell’incidente soffra d’ansia ogni volta che deve usare la macchina o camminare per la strada. In questo caso, la relazione tra il trauma e l’ansia è diretta, sebbene sproporzionata, considerando le reali probabilità che ciò si ripeta.

In altri casi, il trauma che origina l’ansia patologica può essere nascosto, inibito nell’incosciente. Un rifiuto o maltrattamento in tenera età possono essere la causa. Anche un pensiero o desiderio potrebbero scombussolare fortemente un individuo.

Uomo con ansia

Come abbiamo visto, l’ansia patologica è una condizione in cui di solito la persona ha bisogno di un aiuto esterno per poter andare avanti. È consigliabile rivolgersi alla psicoterapia o alla psicanalisi per risolvere il problema.