Ansia e paura

· 25 febbraio 2015

Utilizziamo continuamente le parole ansia e paura con una certa leggerezza. Spesso per parlare di una stessa situazione o esperienza, ma conosciamo realmente la differenza tra questi due termini?

Paura

La paura è una delle emozioni basiche per eccellenza, necessarie molto spesso in diverse occasioni. Tutti in diversi momenti della vita abbiamo provato questa emozione con maggiore o minore intensità. Tuttavia, quando la sperimentiamo?

La paura si attiva di fronte alla presenza di una minaccia, che può essere una percezione o un’interpretazione di pericolo per il nostro benessere fisico o psicologico. Solitamente si presenta di fronte ad un pericolo reale, presente ed imminente,  anche se gli studiosi sostengono che si prova paura anche verso i pericoli immaginari.

In qualsiasi caso, il denominatore comune di tutto questo è dato dalla capacità di mettere in funzione il comportamento d’emergenza dell’individuo che lo sperimenta, in modo da far scattare l’attivazione necessaria per evitare o fuggire dalle situazioni che la generano. La maggior parte delle volt,e le nostre paure sono passeggere, perché non suppongono un problema importante per la nostra vita, però le forme di risposta emotiva alla paura possono alterare in forma significativa le nostre abitudini di vita.

Grazie all’intervento della corteccia prefrontale, prendiamo coscienza della sensazione di paura, e possiamo interpretare la situazione in maniera corretta, sovrainterpretarla o malinterpretarla, a seconda di come valutiamo la situazione nella quale ci troviamo. Quando proviamo paura, quindi, si attivano due considerazioni importanti: la perdita e l’immediatezza, che determinano il nostro comportamento.

Le risposte e le strategie che adottiamo dipendono dalle nostre convinzioni e aspettative di come affrontare la paura e possono essere attive (affrontare) o passive (evitare o fuggire). Quanto più saremo convinti, tanto più saranno efficaci le nostre abilità e i nostri mezzi per regolare questa emozione. Se la paura non viene controllata in modo adeguato, infatti, ci creerà sfiducia, preoccupazione e malessere.

Ansia

L’ansia è relazionata agi avvenimenti che dovranno succedere, ovvero quando stiamo aspettando che qualcosa succeda e prevediamo gli effetti negativi che questo qualcosa produrrà. Ci fa oscillare, come la paura, tra l’accettazione e l’incapacità.

La funzione dell’ansia, quindi, sarà di attivarci davanti all’aspettativa di un possibile pericolo, facendoci capire in modo selettivo o amplificando le informazioni che sono considerate minacciose, e non dando peso al resto delle condizioni stimolanti che consideriamo neutre.

Possiamo quindi fare una chiara distinzione tra paura e ansia, e si tratta della certezza della presenza dello stimolo, essendo chiara nel caso della paura e confusa e imprecisa nel caso dell’ansia. Quando proviamo ansia, sperimentiamo una grande preoccupazione prodotta dall’anticipazione degli effetti negativi di una situazione futura e questo può determinare in molti casi la salute mentale di un individuo.

Come tenerle sotto controllo

Come abbiamo già detto, la paura è relazionata alla valutazione di un pericolo imminente, mentre l’ansia con l’aspettativa di qualcosa che succederà nel futuro.

Entrambe le risposte smettono di essere normali quando superano i nostri limiti di tolleranza, quando perdiamo il controllo e quando si produce continuamente un rifiuto agli stimoli che interferisce con il funzionamento dell’individuo stesso.

In questo tipo di situazioni una delle raccomandazioni è quella di intraprendere un processo di disattivazione, poiché il nostro cervello tende a ripetere le risposte emotive positive o negative di fronte alle situazioni che consideriamo particolarmente importanti.

Per questo, dobbiamo imparare a disconnettere, ad eliminare il collegamento esistente tra l’ansia o la paura e le situazioni per ottenere risposte che ci permettono di adattarci meglio. Possiamo utilizzare tecniche di rilassamento e respirazione per esempio, oltre ad informarci sul funzionamento del nostro cervello e ad arrivare a capirlo. In questi casi è di grande aiuto l’intervento di un professionista. Questi ci aiuterà a capire le associazioni che facciamo delle valutazioni negative sotto forma di preoccupazioni, e anche la differenza tra preoccuparci di qualcosa o occuparsi solo di quel qualcosa e di come le valutazioni che realizziamo siano associate alla paura, a sua volta associata all’aspettativa dell’arrivo di un pericolo imminente.

Ogni caso è differente, per cui un esperto utilizzerà metodi e tecniche differenti a seconda dell’individuo che si troverà davanti.