Atassia: sintomi, cause e trattamento

· 7 Febbraio 2019
L'atassia è un disturbo del movimento che compromette la coordinazione, la postura e il controllo volontario degli arti

L’atassia arreca molti disturbi che interferiscono con il normale sviluppo delle attività quotidiane. Molti agenti possono condizionare la nostra salute e, per esteso, la nostra qualità della vita. Avete mai pensato che può essere coinvolto anche il movimento?

Esiste un sintomo clinico peculiare in questo senso: l’atassia. Un disturbo del movimento che compromette la coordinazione, la postura e il controllo volontario degli arti, tra gli altri deficit.

Parliamo di una patologia che consiste nella mancanza di controllo muscolare per realizzare i movimenti e che può manifestarsi per motivi diversi. A seguire, vi descriveremo di cosa si tratta, quali sono le cause, la diagnosi e il trattamento.

Cos’è l’atassia?

La parola atassia deriva dal greco antico e significa “senza ordine”. Consiste nell’alterazione della coordinazione di ogni tipo di movimento. E, in loro assenza, nella paralisi.

L’atassia può coinvolgere l’equilibrio, il tronco, gli arti o una loro combinazione. Inoltre, si evidenziano i seguenti sintomi:

  • Nistagmo. Movimento ritmico e involontario degli occhi.
  • Disartria. Difficoltà ad articolare le sillabe.
  • Ipotonia. Diminuzione del tono muscolare.
  • Dismetria. Incapacità di realizzare atti motori, che risultano sproporzionati ai fini che si propongono.
  • Disdiacinesia. Incapacità di realizzare rapidamente movimenti alternati.
  • Disfagia. Problemi nella deglutizione.
  • Difficoltà a camminare. Inclusa la perdita totale del movimento.
  • Mancanza di coordinazione. Inclusa la difficoltà di precisione.
  • Alterazioni cognitive a livello del pensiero.
  • Alterazioni emotive. Instabilità emotiva, dovuta alla difficoltà di accettare la malattia e le aree interessate.

L’atassia può manifestarsi come sintomo di un’altra malattia, per esempio la sclerosi multipla, o in forma isolata, anche se accade di rado.

Purtroppo, non è limitata all’età adulta. Secondo alcuni studi epidemiologici suggeriti da Salman (2007), in Europa si stima una prevalenza di atassia cerebrale pari a 26 bambini su 100.000.

Cervelletto

Quali sono le cause dell’atassia?

Le cause di questo disturbo possono essere diverse. Come già sottolineato, non è una malattia in sé, bensì un sintomo clinico. Alcune delle possibili cause sono:

  • Atassia acquisita. Si manifesta a causa di una patologia sofferta dal paziente. Può avere diverse radici:
  1. Tossica. Provocata dal monossido di carbonio o la degenerazione cerebrale alcolica.
  2. Autoimmune. Atassia da glutine o quella relativa alla degenerazione cerebrale subacuta paraneoplastica.
  3. Deficit nutrizionali. Il deficit di vitamina  E, la sindrome di Wernicke o la degenerazione combinata subacuta.
  4. Malattie neurodegenerative. La sclerosi multipla, l’atassia spinocerebellare e quelle dovute a malattie cerebrovascolari.
  5. Tumori. Come il medulloblastoma, l’astrocitoma e l’emangioblastoma.
  • Atassia genetica. Di solito si manifesta precocemente, poiché si tratta di una patologia ereditaria. Può essere autosomica recessiva o dominante.
  1. Recessiva. La più comune è quella di Friedrich. Una neurodegenerazione delle cellule gangliari della radice dorsale, dei tratti spinocerebellari e corticospinali, oltre al nucleo dentato.
  2. Dominante. A seconda del decorso della malattia, può essere episodica o progressiva. All’interno dell’atassia dominante troviamo quella spinocerebellare, cerebrale congenita e la sindrome da aplasia cerebrale verminiana, tra le altre.

Come potete osservare, ne esistono di diversi tipi. Purtroppo, non esistono cure, ma trattamenti. Questi aiutano la persona a sopportare meglio la malattia nel contesto in cui si trova.

Psicologa

Diagnosi

Esistono diversi esami per diagnosticare l’atassia:

  • Dito-naso. Si invita il paziente a sollevare l’arto superiore e toccare il naso con il dito indice. Poi gli si chiede di toccare l’indice del dottore.
  • Tallone-ginocchio. Il paziente assume la posizione decubito-supina. Gli si chiede di appoggiare il tallone sul ginocchio opposto. Poi di farlo scivolare verso il basso, sulla cresta tibiale. Si realizza con gli occhi aperti e chiusi, con entrambi gli arti.
  • Esercizi alternati rapidi. Si chiede al paziente di girare simultaneamente le mani, da una parte e dall’altra.
  • Elettromiogramma. Un esercizio di conduzione nervosa.
  • Psicodiagnosi. Studi neuropsicologici per valutare le funzioni esecutorie del paziente.

Questi sono alcuni degli esami realizzati per formulare la diagnosi di atassia. Il loro impiego facilita la valutazione da parte degli specialisti, in grado di interpretare i risultati emersi dagli stessi.

Trattamento

I trattamenti sono limitati e non specifici per la malattia, ma diretti alle cause, come per i tumori e i deficit cerebrovascolari.

In questo caso, i trattamenti sono rivolti alla riabilitazione. Così, la persona potrà adattarsi più facilmente all’ambiente con questo sintomo clinico.

È importante l’intervento psicologico per raggiungere un obiettivo fondamentale. Il paziente deve comprendere cosa succede e imparare a gestire le emozioni e i pensieri generati dalla malattia. Parliamo, dunque, di un intervento diretto anche a chi accudisce il paziente così da saper intervenire nel migliore dei modi.