Cosa vuol dire avere una volontà di ferro?

· 17 giugno 2017

L’ideale sarebbe non dover mai usare la forza di volontà e nuotare sempre in direzione della corrente. In nessun caso vale la pena seguire ciò che per molti è legge di vita: riempire le agende di impegni e responsabilità che mettono a dura prova la forza di volontà. Sfidare la forza di volontà può generare soddisfazione, ma richiede troppo sforzo.

Forse il primo passo per avere una volontà di ferro è proprio quello di non abusarne. In altre parole, non dobbiamo passare la giornata a fare mille cose diverse, ma fare in modo che le attività che svolgiamo non ci mettano continuamente alla prova spingendoci al limite. Anche questo è segno di intelligenza.

La volontà e l’abitudine

La forza di volontà si rivela inutile quando si crea un’inerzia, una routine. In fisica, con il termine “inerzia” si intende il movimento di un oggetto sul quale la risultante delle forze è pari a zero. Immaginiamo una biglia che ruota su una superficie senza attriti o ostacoli: non si fermerà mai o, ad ogni modo, faremmo più fatica a fermarla.

Parlando di persone, l’inerzia ha a che vedere con l’abitudine. Ad esempio, l’abitudine di alzarsi la mattina. Se scegliamo sempre la stessa ora per alzarci dal letto, alla fine la volontà che ci serve per alzarci sarà minore. In un certo senso, si tratta di domare o adattare il nostro comportamento con una disciplina, in modo che il risultato finale dipenda sempre meno dalla volontà e sempre più dall’inerzia che perpetua un movimento a nostro favore.

La motivazione: l’anima della volontà

D’altra parte, se c’è un aiuto assai gradito è quello della motivazione. Ad esempio, se riconsegniamo in ritardo un libro alla biblioteca, ci verrà applicata una sanzione di qualche giorno. In altre parole, in caso di ritardo, quando restituiamo il libro, non possiamo prenderne subito altri. Una volta scaduto il prestito, non possiamo andare il prima possibile in biblioteca perché viene meno la nostra motivazione ad andarci, ovvero quella di prendere subito altri libri.

Sì, subito, perché il costo di non poterli prendere per due, tre o quattro giorni viene percepito come inferiore a quello di andare in biblioteca e non poter prendere subito altri libri. Alcuni utenti, dunque, una volta passato il giorno di restituzione, posticipano l’impegno di restituire i libri a quando è la biblioteca a richiederlo, invece di andarci spontaneamente.

La relazione tra volontà e motivazione può essere intesa anche in un altro senso. Ad esempio, quando fissiamo un obiettivo a medio o a lungo termine, raggiungere obiettivi intermedi ci toglierà il peso della volontà richiesta dai compiti che meno ci piacciono. Immaginiamo di aver deciso di perdere 10 kg, questo significa migliorare l’alimentazione e aumentare l’attività fisica giornaliera. Se ci sembra che questi accorgimenti funzionino, allora è probabile che lo sforzo che dovremo fare per mantenerli sarà minore.

Raggiungere piccoli obiettivi è di grande aiuto per la forza di volontà.

Volontà, autoefficacia e definizione degli obiettivi

La forza di volontà dipende anche dal modo in cui definiamo i nostri obiettivi. Devono essere precisi, divisibili, facilmente valutabili e controllabili, definiti, stabili per rafforzare la nostra forza di volontà. In questo senso, l’incertezza è uno dei fattori che influisce negativamente sulla forza di volontà perché ne elimina la base di appoggio.

La volontà è sensibile all’autoefficacia. Questo concetto ha a che vedere con la sensazione o l’intuizione di essere efficaci durante lo svolgimento di un compito. Ad esempio, un amico atleta ci ha raccontato che nell’ultimo periodo non fa altro che farsi male e che ha dovuto cancellare diversi allenamenti a causa di questo problema.

Se prima gli allenamenti erano faticosi, ora dal punto di vista mentale lo sono molto di più. Il nostro amico ritiene di non poterli portare a termine e addirittura ne ha cancellati molti prima ancora di iniziarli.

In questo caso, è la mancanza del senso di autoefficacia ad aver determinato un aumento nella richiesta di volontà. L’idea di alzarsi presto, andare fino al campo di atletica, riscaldarsi, iniziare l’allenamento per poi interromperlo e tornare a casa con quella sensazione richiede al nostro amico più forza di volontà.

Volontà e supporto sociale

Infine, la volontà può trarre grande aiuto anche dal supporto sociale. Ad esempio, il fatto di condividere con gli altri la nostra intenzione di smettere di fumare può portare queste persone ad aiutarci nei momenti di debolezza. Alla nostra volontà dovremo aggiungere la motivazione che tutti hanno, ovvero quella di essere coerenti tra ciò che si dice e ciò che si fa.

In questo senso, il sostegno sociale è un’arma a doppio taglio. Se non è intelligente e ci ricorda costantemente i nostri errori o li anticipa, aumentando il nostro livello di ansia, può forzare ancora di più la nostra volontà. Quando condividiamo un obiettivo con i nostri amici, dunque, potremmo dire loro anche come vorremmo che ci aiutassero.

Come avete potuto vedere, una volontà più o meno forte è importante, ma spesso ci sono diversi fattori che ne alleggeriscono il lavoro. Qualsiasi prova di volontà richiede grande impegno, un investimento della nostra forza interiore che dovremmo usare con intelligenza perché è limitata.