Bambini malati di cancro: come migliorare la loro vita

· 4 dicembre 2017

Ogni anno vengono diagnosticati 900 nuovi casi di tumori infantili, in bambini al di sotto dei 15 anni. Per fortuna, i progressi medici gli garantiscono una vita più lunga. Tuttavia, non è importante solo curare la malattia, ma anche dedicare grande attenzione alla qualità di vita dei bambini malati di cancro.

Bisogna prestare particolare attenzione agli effetti secondari della malattia e dei trattamenti. È importante, infatti, riunire le tecniche psicologiche più efficaci per ridurli. È raccomandabile anche conoscere gli interventi più adatti per ridurre i problemi di ansia e depressione che possano presentare i bambini. Senza dimenticare il miglioramento della loro qualità di vita durante la malattia, ma anche dopo averla superata.

Bambini malati di cancro: gli effetti della malattia

Il paziente oncologico presenta sintomi fisici e psicologici. Tra i sintomi fisici risaltano vomito, dimagrimento, fatica, etc. A livello emotivo, invece, i bambini malati di cancro affrontano sentimenti quali ira, paura, solitudine o ansia.

In base all’età in cui viene formulata la diagnosi, la malattia si manifesta in un modo o in un altro. Nei bambini più piccoli risalta la preoccupazione per il dolore e la paura di separarsi dai genitori. In quelli più grandi iniziano a presentarsi sentimenti di solitudine. Negli adolescenti, invece, vi è la paura di morire e lo stress relazionato ai cambiamenti fisici.

Bambino su letto di ospedale

Vi sono, comunque, anche alcuni tratti comuni. Il dolore è una delle inquietudini più frequenti. Esso può derivare dalla malattia in sé o può presentarsi a causa dei trattamenti. Ad esempio, l’aspirazione e la biopsia del midollo osseo sono procedimenti molto dolorosi e frequenti durante la cura.

I bambini malati di cancro devono esporsi anche a procedimenti quali la radioterapia, la chemioterapia o i prelievi del sangue, considerati come più dolorosi della malattia stessa. Sono piuttosto comuni anche i disturbi del sonno, la fatica, i problemi d’ansia, i sintomi depressivi e i problemi relazionali.

Intervento psicologico nei bambini malati di cancro

Ricevere la diagnosi produce un impatto psicologico molto forte nella famiglia, in seguito al quale sorge il dubbio se informare o meno il bambino. In questi casi, consultare uno specialista su cosa fare e in che modo può aiutare la famiglia e il bambino.

La diagnosi di tumore è molto delicata e richiede grande comprensione, delicatezza e soprattutto sostegno.

Gli effetti della malattia, le caratteristiche del trattamento e la sua evoluzione, insieme alla sensazione di incertezza, di solito generano numerosi interrogativi che hanno bisogno di risposte. L’intervento psicologico può aiutare a trovarle o, almeno, a imparare a gestire le situazioni che possono presentarsi.

A seguire elenchiamo una serie di trattamenti dimostratisi efficaci in numerose occasioni. Per facilitarne la comprensione, sostituiremo i principali sintomi già citati con i rispettivi trattamenti.

  • Controllo del dolore: distrazione, uso dell’immaginazione, allenamento al rilassamento/respirazione, rinforzo positivo, terapia musicale e ipnosi.
  • Riduzione della fatica: distrazione e pianificazione di attività a seconda della loro priorità.
  • Trattamenti per l’ansia: tecniche di rilassamento e respirazione, visualizzazione di scene gradevoli, rinforzo di condotte adeguate, rinforzo differenziale e auto-verbalizzazioni positive.
  • Trattamenti per la depressione: educazione emotiva, attività gradevoli e ristrutturazione cognitiva.

Adattamento alla nuova vita dopo aver superato il tumore

L’attuale tasso di sopravvivenza dei bambini malati di cancro raggiunge l’80%. Un dato incoraggiante che si spera di portare al 100% grazie al progresso nei diversi trattamenti. Tuttavia, cosa vuol dire davvero essere un sopravvissuto oncologico?

Il cancro è una malattia caratterizzata, tra le varie cose, da lunghi periodi di ricovero. I più piccoli smettono di andare a scuola, possono vedere a stento i loro compagni o professori e il contatto con il mondo esterno è minimo. Questo riduce la loro cerchia sociale e quando arriva il momento di reintegrarsi si presentano alcune difficoltà.

Mani di padre e figlio che formano un cuore

Tornare a scuola, per esempio, è un processo complesso. Sia i bambini sia i loro genitori hanno paura. Da una parte, i bambini non vogliono separarsi dai loro genitori e possono avere certe preoccupazioni per il loro nuovo aspetto (alopecia, amputazioni, etc.). Dall’altro, i genitori hanno paura che i propri figli vengano rifiutati dai compagni oppure temono il contagio di malattie che li facciano ammalare di nuovo.

In questo caso, si consiglia di fornire utili informazioni al bambino e a tutta la famiglia, ma anche al corpo docente che si dovrà fare carico della situazione. Il reinserimento comporta un processo di adattamento che richiede il suo tempo.

Hanno dimostrato la loro efficacia interventi quali realizzare riunioni con il corpo docente per dargli adeguate informazioni sulla malattia e sul trattamento, realizzare attività preliminari per preparare il bambino al rientro a scuola oppure esporre delle presentazioni al resto dei bambini affinché comprendano la malattia e i bisogni del bambino che sta per arrivare.

In definitiva, tramite l’aiuto psicologico, senza dimenticare l’intervento multidisciplinare di altri professionisti, possiamo garantire ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie una vita migliore durante questo duro processo.