Cosa sono le distorsioni cognitive?

· 3 gennaio 2015

Le distorsioni cognitive sono quei modi errati che abbiamo di processare l’informazione, ovvero cattive interpretazioni di quello che accade intorno a noi, generando molteplici conseguenze negative. Le persone che soffrono di depressione hanno una visione della realtà nella quale le distorsioni cognitive giocano un ruolo predominante. In maggiore o minore quantità, possiamo presentare tutti ogni tanto qualche tipo di distorsione cognitiva e saper individuarle ed analizzarle, ci aiuterà ad avere la mente più chiara, sviluppando atteggiamenti più realistici e, soprattutto, positivi. A seguire vi presentiamo le distorsioni cognitive più importanti:

Personalizzazione

Le persone si sentono responsabili al 100% di avvenimenti in cui hanno partecipato a stento o persino di quelli in cui non hanno partecipato per nulla. Ad esempio, il figlio di Anna ha sostenuto un esame, ma è stato bocciato. Anna pensa di aver fallito nell’educazione di suo figlio, che ha commesso qualche errore perché se così non fosse stato, suo figlio avrebbe superato l’esame.

Astrazione selettiva o filtraggio

Consiste nel mettere a fuoco gli aspetti negativi ed inadeguati rispetto ai nostri schemi ed ignorare oppure appena tenere in conto il resto dell’informazione. Si filtrano gli aspetti negativi e si dimenticano quelli positivi. Ad esempio, Maria per il suo compleanno ha preparato una cheesecake e ha invitato nove amiche. A quasi tutte le invitate piace il dolce preparato da Maria, tranne a Laura che non trova di suo gradimento la marmellata che lo ricopre. Maria ci resta male e pensa che la torta è un disastro (ha immagazzinato solo l’informazione negativa omettendo del tutto gli aspetti positivi).

Sovrageneralizzazione

Si tratta della tendenza nel credere che se qualche volta è successo qualcosa, accadrà anche altre volte. Ad esempio, Pietro è stato lasciato da Sonia dopo due anni e mezzo di relazione. Pietro pensa “non mi vorrà mai nessuno” “non incontrerò mai nessuno che voglia stare con me”.

Massimizzazione e minimizzazione

Questa distorsione cognitiva consiste nell’ingigantire gli errori propri ed i successi degli altri e nel minimizzare i propri successi e gli errori degli altri. “Non importano i successi che ho ottenuto in passato, non hanno più valore. Quello che importa adesso è che ho commesso questo grave errore”.

Pensiero polarizzato 

Agisce nel valorizzare gli avvenimenti in modo estremo senza tenere in conto gli aspetti intermedi. Vedere o bianco o nero, le cose o false o vere. Ad esempio, “Se non riesco a far venire questo lavoro perfetto, lo sforzo non sarà valso a nulla, sarà un disastro” oppure una persona che non trova lavoro che pensa “sono incompetente ed inutile”.

Ragionamento emotivo 

Si riferisce alla supposizione, da parte delle persone, che le loro emozioni riflettano la realtà del le cose. Credere che quello che si prova emotivamente sia assolutamente vero. Se una persona si sente irritata, è perché qualcuno ha fatto qualcosa per irritarla.“Mi sento incompetente, quindi sono incompetente” o “vedo le cose in questo modo, quindi è la verità”.

Affermazioni del “dovere” 

Sono credenze rigide e non flessibili riguardo a come dovrebbe essere la gente. Le esigenze concentrate su se stessi favoriscono l’autocritica, mentre quelle dirette agli altri favoriscono la rabbia, l’ira e l’aggressività. Alcuni esempi possono essere “Avrei dovuto dedicare più attenzioni a mio marito e in questo modo non mi avrebbe lasciato”, “Non devo commettere errori”, “gli altri devono comportarsi bene con me” oppure “Devo piacere a tutti”.

Inferenza arbitraria

Consiste nel dare per scontato certe convinzioni, anche se non esistono evidenze al riguardo. Ci sono due modi di farlo:

  • Divinazione del pensiero. Credere di sapere quello che pensano gli altri e perché si comportano in un determinato modo. “Vuole farmi innervosire”, “Vuole prendersi gioco di me”, “Prova pena per me” oppure “Lei sta con te per i tuoi soldi”.
  • Divinazione del futuro. Sperare che le cose vadano male, senza prendere in considerazione la possibilità che siano neutre o positive. “Non passerò l’esame”.

Etichettare

Utilizzare etichette peggiorative per descrivere se stesso, invece di descrivere i fatti o le qualità con obiettività e con esattezza. Per esempio, “Sono un buon a nulla” invece di “Ho commesso un errore, ma di solito non lo faccio”.

Adesso che conoscete le distorsioni cognitive più frequenti, cercate di lavorare su di esse. Non perdete tempo!