Educhiamo persone, non sessi!

· 30 gennaio 2017

Vestireste vostro figlio di rosa per andare a scuola? Lascereste giocare vostro figlio con le bambole o lo fareste andare a lezione di danza classica? Vi piacerebbe se vostra figlia vi dicesse che vuole giocare a rugby? E se volesse diventare meccanico o portare un taglio da maschio? Per molte persone la risposta teorica a queste domande è molte semplice, ma non sarebbe lo stesso se tali questioni riguardassero i propri figli. La definizione dei sessi è tanto debole da permettere che un colore, una danza, uno sport o l’abbigliamento possano cambiarla?    

Per molte persone sì, sopratutto se si tratta di uomini. Con il potere acquisito negli anni dal femminismo, alcuni comportamenti che prima erano unicamente caratteristici degli uomini, ormai sono del tutto normali anche per le donne. Poter votare, portare i pantaloni o lavorare è ormai normale per il genere femminile, nonostante siano necessari ancora diversi cambiamenti.

Tuttavia, il contrario, ovvero che gli uomini facciano “cose da donne”, continua ad essere visto come un sacrilegio. Le condotte considerate femminili sono forse ritenute inferiori o è la stessa donna ad essere inferiore e voler essere tale è una vergogna? Cosa c’è di male nel volersi comportare come una donna? Cosa accadrebbe se smettessimo di sessualizzare la vita dei nostri figli?

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Ai bambini non importa il sesso

A volte non ci rendiamo conto che i bambini vogliono solo essere felici, che si divertono con una moltitudine di cose, giochi, colori o vestiti, ma che non associano ad essi alcun significato. Ai bambini non importa il sesso, ma solo ciò con cui si divertono, e siamo noi a privarli di questo, perché siamo noi ad intenderli in maniera diversa.

Situazioni come quelle descritte da Quique Peinado si verificano tutti i giorni e siamo noi adulti ad averne la colpa. In questo modo, i bambini crescono pensando che il rosa abbia un significato negativo, che assoceranno alle “cose da donne”In realtà, cosa c’è di male?

Sono le donne a rimanere incinte e partorire, ma i bambini vanno cresciuti da entrambi i genitori. Entrambi li nutrono, cambiano loro il pannolino e li portano a passeggiare, quindi perché le bambine giocano con le bambole per capire cos’è la maternità, mentre i bambini non possono? Non staremo forse trasmettendo il messaggio che sono solo le madri ad occuparsi dei figli?

Questa idea non vale solo per le bambole. Sembra che esprimere le emozioni sia una cosa da donne e non ci rendiamo conto che stiamo privando i nostri figli di una parte di se stessi. Diciamo ai bambini che sono guerrieri e forti e che devono lottare, che piangere è da femminucce e che la tristezza è per i deboli. In questo modo, però, non staremo forse insegnando loro che provare delle emozioni è negativo o ancora peggio, non staremo trasmettendo loro l’idea che essere se stessi è negativo?

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I nostri figli possono essere ciò che vogliono?

Ci piace pensare che, nella società attuale, con tutti i progressi raggiunti in termini di uguaglianza, i nostri figli, siano bambini o bambine, possano essere ciò che desiderano quando crescono. Tuttavia, decidiamo poi di educarli agli stereotipi di genere, come se tutto dipendesse dal sesso.

Salvo minime eccezioni, a natale i cataloghi dei giochi propongono bambole per le bambine e costruzioni o macchinine per i bambini.

Le bambine possono solo aspirare ad essere madri e casalinghe, mentre i bambini a lavorare fuori casa? Se continuiamo a dire ai bambini che ballare è una cosa da femminucce e che le bambole sono per le bambine, dicendo, invece, a queste ultime che il calcio è da maschiacci e che le costruzioni sono per bambini, la risposta è sì. Solo se permettiamo ai bambini di scegliere in totale libertà ciò che desiderano, solo allora potranno essere ciò che vogliono.

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L’educazione che trascende il sesso dipende da noi

La lotta dei sessi, di ciò che va bene o meno per un bambino o una bambina, come abbiamo visto, è all’ordine del giorno. Tuttavia, la buona notizia è che dipende da noi, gli adulti, fare in modo che questo cambi. Siamo noi ad avere in mano le chiavi del futuro.

Come genitori, educatori e adulti in generale, dobbiamo comprendere che l’educazione che trascende il sesso, priva di stereotipi di genere, dipende da noi. Dobbiamo lasciar scegliere ai nostri figli, in totale libertà, ciò che preferiscono ed educarli rispettando le loro scelte, perché non esistono cose da bambini o da bambine, solo cose divertenti e sane per tutti i bambini. Educhiamo persone, non sessi.