Euristiche: le scorciatoie della mente

4 aprile 2018 in Psicologia 0 Condivisi
Albero a forma di testa con degli uccelli che volano via euristiche

Per molto tempo l’essere umano è stato considerato un animale razionale che giudica il suo ambiente in modo esauriente e preciso. Tuttavia, secondo quanto dice S. E. Taylor, siamo “cognitivi indigenti”. Una metafora per rappresentare l’essere umano come massimo ottimizzatore dei processi mentali. La strategia cognitiva per riuscirci è costituita dalle euristiche.

Le euristiche sono scorciatoie mentali che utilizziamo per semplificare la soluzione di problemi cognitivi complessi. Sono regole inconsce per riformulare i problemi e trasformarli in operazioni più semplici e quasi automatiche. Grazie a esse non dobbiamo fare un ragionamento profondo ogni volta che si presenta un problema. Sono scorciatoie non assolutamente precise, questo sì, e talvolta ci inducono in errore.

Possiamo trovare diversi tipi di euristiche nei processi cognitivi che portiamo a termine nella nostra vita di tutti i giorni. In questo articolo, tuttavia, parleremo di quelle che usiamo più spesso. Queste sono: l’euristica della rappresentatività, l’euristica della disponibilità, l’euristica dell’ancoraggio e l’euristica della simulazione.

Diversi tipi di euristiche

Euristica della rappresentatività

Questa scorciatoia mentale consiste nel fare inferenze sulla probabilità che uno stimolo (persona, evento, oggetto…) appartenga a una determinata categoria. Attraverso le caratteristiche superficiali e con l’aiuto dei nostri schemi precedenti, eseguiamo questa categorizzazione. Tuttavia, il fatto che le informazioni disponibili si adattino a questi schemi precedenti non significa che siano vere; come abbiamo detto, è possibile sbagliare.

Un esempio di euristica della rappresentatività può avere luogo nella seguente situazione: immaginate che vi presentino tre nuove persone e che in precedenza vi avessero detto che una di loro era un’insegnante in una scuola materna. Dopo una breve conversazione, due di loro dicono che non amano i bambini, mente l’altra dice il contrario. Se usate l’euristica della rappresentatività, penserete che la persona che ha detto che le piacciono i bambini è l’insegnante.

DOnna che parla con due colleghi

Euristica della disponibilità

Questa euristica viene utilizzata per stimare la probabilità di successo, la frequenza di una categoria o l’associazione tra due fenomeni. Questa stima viene fatta attraverso la disponibilità o la frequenza dei casi che tornano alla nostra mente attraverso l’esperienza. Sarebbe l’equivalente di un’inferenza statistica intuitiva, usando come campione i ricordi della nostra esperienza.

Un esempio di ciò può verificarsi quando facciamo domande del tipo: ‘ci sono più psicologi uomini o donne?’ Per rispondere a questa domanda, possiamo fare uso di questa euristica e vedere quale dei due casi ci risulta più frequente. Se ci vengono in mente più psicologi donne che uomini, risponderemo che ci sono più psicologi donne.

Euristica dell’ancoraggio

Quando ci troviamo in una situazione di incertezza e non abbiamo alcuna conoscenza esperienziale dell’evento, possiamo prendere un punto di riferimento. Se lo facciamo, useremo l’euristica dell’ancoraggio, nella quale il punto di riferimento sarebbe l’ancora da cui partire e, attraverso regolazioni intuitive, risolvere questa situazione di incertezza.

Solitamente usiamo questa euristica, ad esempio, quando ci chiediamo quale sarà il reddito medio del paese. In questo caso ci risulta facile pensare al nostro reddito annuale e valutare se siamo sopra o sotto la media. E dopo aver apportato le modifiche pertinenti, diremo che l’importo che deduciamo può essere il reddito medio del paese.

Un errore che deriva da questa euristica è l’effetto del falso consenso. Un pregiudizio cognitivo con il quale sovrastimiamo il grado di accordo che gli altri hanno con noi. Deduciamo le loro convinzioni, opinioni e pensieri secondo i nostri e creiamo questo falso consenso. In questo caso, la nostra opinione funge da ancoraggio per dedurre il pensiero altrui.

Donna che ricorda servendosi degli euristici

Euristica della simulazione

È la tendenza a stimare la probabilità di un evento in base alla facilità con cui possiamo immaginarlo. Più è facile creare un’immagine mentale di esso, più è probabile che si creda che un tale evento sia possibile.

Questa euristica è altamente associata al pensiero controfattuale. Un modo di pensare a partire dal quale cerchiamo alternative ai fatti o alle circostanze passati o presenti con lo scopo di mitigare il nostro dolore. Anche se la verità è che a volte l’unica cosa che otteniamo è aumentarlo. Un esempio di pensiero controfattuale è il tipico “cosa succede se…?”, ovvero immaginare che cosa sarebbe potuto succedere se qualcosa fosse andato in modo diverso.

Un altro esempio è il fatto che a volte il secondo sul podio sia meno felice del terzo. Questo perché per il secondo è molto facile simulare la situazione di essere stato il primo, e ora è in una situazione peggiore. D’altra parte per il terzo è facile immaginare la situazione in cui qualcosa sia andato storto lasciandolo nel terzo gradino del podio, quindi ora si trova in una situazione migliore. Il risultato, dunque, è una maggiore soddisfazione del terzo rispetto al secondo.

Ora che conosciamo le euristiche, vi verranno senz’altro in mente molti esempi in cui le usiamo. Nonostante non siano precise e si basino sull’intuizione, le euristiche rappresentano le nostre “armi” evolutive per affrontare certi problemi in modo rapido ed efficace. Naturalmente, non possiamo cadere nell’errore di usare queste scorciatoie mentali quando prendiamo decisioni rilevanti nelle nostre vite. Bisogna fare molta attenzione.

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