4 fattori che distruggono una relazione di coppia

· 18 novembre 2016

La relazione di coppia è un legame che ci mette continuamente a dura prova, poiché si stabilisce un contatto intimo nel quale affiorano tutte le nostre paure ed insicurezze. Per i terapisti di coppia, esistono 4 fattori determinati che causano la fine di una relazioneÈ proprio a questi fattori che dedicheremo l’articolo di oggi.

Vedersi implicati in alcuni di questi comportamenti è sintomo che bisogna modificare aspetti importanti del proprio modo di relazionarsi. In caso contrario, alimenteremo il conflitto ed aumenteremo le possibilità che la relazione giunga al termine.

Le discussioni, i malintesi e i disaccordi fanno parte della relazione di coppia. Tuttavia, esistono molti modi per comunicare le proprie emozioni, e alcuni di essi sono altamente distruttivi. Sono forme di espressione che dobbiamo mettere da parte se vogliamo sentirci compresi e rafforzare la relazione.

1- Le critiche distruttive

Le critiche feriscono, distruggono e dividono. Il loro potere è tale da poter far terminare una relazione, soprattutto quando sono dirette alla persona (e non al suo comportamento) e questa non ha l’opportunità di replicare. In una relazione, sono armi molto pericolose.

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Le critiche si differenziano dalle lamentele. Una lamentela è specifica, si concentra sull’atto in sé più che sulla persona. Non è lo stesso dire “Oggi sei distratto” e “Non mi dedichi mai attenzioni”. La critica include colpa e diffamazione, con le conseguenze che può avere sull’altra persona.

2- Il disprezzo

Il disprezzo è, probabilmente, il peggiore dei quattro comportamenti che analizziamo oggi. Quando disprezziamo il nostro partner, avveleniamo la relazione e causiamo ferite profonde. Il disprezzo attacca alla base, ovvero il rispetto che dobbiamo all’altro.

È difficile riconciliarsi quando si è stati disprezzati. Questo comportamento genera un conflitto ed un dispiacere che diventa difficile da gestire.  

Il sarcasmo, prendersi gioco dell’altro e lo scetticismo fanno parte del disprezzo. Bisogna fare attenzione a non cadere in tali condotte poiché, una volta che ci si comincia a relazionare in tale modo, il conflitto è aperto e il danno che ne deriva presupporrà la necessità di una guarigione lunga e complessa.

3- Atteggiamento difensivo

Quando assumiamo un atteggiamento difensivo, intorpidiamo la comunicazione con barriere che creiamo incolpando il nostro partner. I messaggi vengono distorti e si riempiono di interferenze, con l’obbiettivo inconsapevole di non mostrare la nostra vulnerabilità.

Quando adottiamo questo atteggiamento, blocchiamo il dialogo e il tono affettivo, lasciando spazio all’incomprensione e all’allontanamento emotivo. Sentendoci attaccati, prendiamo scudo ed armi e cominciamo una vera e propria battaglia.   

Adottando un atteggiamento difensivo, lanciamo il seguente messaggio al nostro partner: “il problema non è mio, ma tuo”, aggravando la situazione.  

4- Atteggiamento evasivo

L’approccio violento in una discussione dà origine ai fattori di cui abbiamo appena parlato. Le critiche e il disprezzo possono dare luogo ad un atteggiamento difensivo; successivamente, quando la distanza inizia ad accentuarsi, si fa spazio quello evasivo.

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Arrivati a questo punto della relazione, nella quale è necessario prendere le distanze per sentirsi meglio, è necessaria la forza di volontà da parte di entrambi i membri della coppia affinché questa non giunga al termine. Tutto il contrario di un atteggiamento evasivo.

Possiamo ignorare il problema oppure il partner, ma quando ci guarderemo alle spalle, non ci rimarrà niente. L’atteggiamento evasivo, dunque, è un chiaro indice del fatto che l’amore sta marcendo. D’altro canto, questo fattore si verifica spesso nel caso di coppie che stanno insieme da ormai diverso tempo e che non hanno prestato attenzione ad altri sintomi che segnalavano difficoltà nel relazionarsi ed amarsi.