5 importanti insegnamenti della depressione

· 27 aprile 2016

La depressione in sé non avvisa quando arriva: può comparire da un momento all’altro. Nonostante si possano manifestare alcuni sintomi (anche molto in anticipo), il confine tra la tendenza alla depressione e la depressione vera e propria è talmente labile che è come trovarsi a un passo da un burrone e caderci dentro. La depressione può presentarsi dopo un momento di immensa allegria o proprio quando pensiamo di aver ottenuto ogni cosa.

Lo sguardo di un bambino, osservare un tramonto o altre abitudini quotidiane che apparentemente sembrano piacevoli e confortanti, o addirittura trascendenti, possono tramutarsi in fattori di crisi. Ad esempio, cominciare una ricapitolazione della propria vita oppure evocare un fatto particolare della propria esistenza che ha lasciato qualcosa in sospeso. E a quel punto comincia la tempesta che fino a quel momento era rimasta latente.

I deboli non combattono. I più forti combattono forse per un’ora. Quelli ancora più forti combattono per molti anni. Ma i più forti di tutti combattono per tutta la vita: ed è solo di costoro che non si può fare a meno.
Bertolt Brecht
Depressione rappresentata in quadro

La depressione insegna a non pre-occuparsi

Non pre-occuparsi. Vale a dire, non anticipare una preoccupazione che genera ansia senza diventare disinteressati o apatici nei confronti delle varie situazioni e dei problemi dell’esistenza. La preoccupazione per il futuro e l’impotenza verso l’incertezza e le vicissitudini della vita ci spingono verso una condizione di paura ricorrente e questo, a sua volta, ci può portare a una profonda depressione.

L’esistenza può diventare in certi momenti confusa e difficile. Per questo è fondamentale non dipendere troppo dalle circostanze, da ciò che può o non può succedere.

L’importante è crescere, giorno dopo giorno, nella nostra struttura personale perché, per quanto possa sembrare difficile o avversa una situazione, avremo la capacità di risolverla e di non perderci in un labirinto di dubbi ed errori. O, peggio ancora, aggiungere un altro debito alla nostra vita

La depressione ci insegna chi siamo

Analizzare con razionalità ed obiettività le nostre caratteristiche e le condizioni in cui viviamo: la depressione ci dà la possibilità di sapere chi siamo. Perché se non ci conosciamo, siamo come foglie mosse dal vento: senza direzione, senza criterio, senza potere decisionale. Identificare i nostri punti di forza e le nostre debolezze ci permetterà di sapere su che terreni possiamo muoverci e su quali no.

ragazza depressa

Perché se la depressione, ad esempio, è favorita dall’alcol, la cosa peggiore che possiamo fare è entrare in un bar e chiedere da bere. Abbiamo la tendenza a cercare le circostanze che ci fanno cadere e ci creiamo ostacoli di ogni tipo. Conviene essere prudenti, avere il coraggio quando serve e non negare le nostre debolezze. È il primo passo per non ripetere episodi che non sono andati a finire bene.

La nostra esistenza è piena di processi, alcuni più lunghi di altri, a seconda del livello di complessità della situazione. Quindi, chi si risparmia questi processi, non solo perde la possibilità di imparare qualcosa e di diventare più autonomo, ma aumenterà anche il debito che ha verso se stesso.

La “felicità” può essere la causa della depressione

Bisogna capire che la vita è fatta di momenti di allegria e di tristezza, di successi e di fallimenti e che, dopo un grande attimo di immensa felicità, può sopraggiungere il disinganno. Perché questa “felicità” può essere il sofisma più grande della nostra esistenza. Ma c’è di più, la “felicità” non è sintomo di vero benessere. Il problema è che a volte confondiamo l’euforia con la felicità. La prima è esaltazione, la seconda, invece, è pace.

Possiamo credere di avere tutto, in effetti: successo professionale, lavorativo e anche in amore. Eppure, possiamo cadere nella più profonda depressione. Di fatto, alcune volte avere tutto può essere la causa principale della crisi. Perché mantenere, ad esempio, uno status sociale, costa, e costa molto. Una spesa che compare nella fattura del benessere sociale e spesso a scapito del benessere personale.

Vale la pena provarci

Se le cose stanno in un certo modo e la depressione ha fatto la sua comparsa, è possibile uscirne contando soprattutto sull’aiuto di un professionista e sul sostegno sociale. Ovviamente, non dipenderà da un genio che esce dalla lampada per esaudire i desideri, dipenderà da noi, ma il traguardo merita tutto il nostro sforzo. Noi stessi e la nostra guarigione sono motivi più che sufficienti.

donna abbraccia fragola

Sono processi di guarigione che, in generale, sono graduali e difficili. Il passare del tempo si fa più lento e un giorno può lasciarci la sensazione di durare 100 anni. È necessario avere pazienza e ricordare che i grandi problemi della vita richiedono proprio una buona dose di pazienza.

In queste circostanze, cambiare una o più abitudini di vita è fondamentale per poter uscire da questo terreno oscuro e scivoloso. Fare attività fisica e coltivare passioni che ci stimolino è davvero importante per il processo di guarigione.

Anche condividere diverse esperienze e punti di vista con altre persone che hanno sperimentato malattie simili può essere di grande aiuto per uscire dalla depressione. E ancora, bisogna evitare al massimo tutte le situazioni che potrebbero farci cadere nella depressione, ed è questo atteggiamento il più grande alleato nel processo di guarigione.

Non prendere decisioni precipitose, soprattutto quando si tratta di questioni importanti

In situazioni ad alto rischio o di crisi, è meglio prendersi una pausa e non affrettare decisioni o fare qualcosa che potrebbe addirittura mettere fine alla nostra esistenza. Un brutto, pessimo momento passa, e il giorno dopo la vita continua.

Una cosa molto strana, ma vera, è che se all’improvviso emerge in noi la virtù della solidarietà e della comprensione, possiamo vivere dei momenti di tranquillità e di relax inaspettati.  Il dolore che proviamo si può canalizzare attraverso la generosità di fronte al dolore altrui. Fare spazio ad una sensazione di utilità e di valore è un modo per recuperare una parte bella, ma forse sconosciuta, di se stessi.

Le sofferenze e le ingiustizie nel mondo possono essere un fattore di motivazione più che valido per concentrarci su un obiettivo più trascendentale. Possono essere la via per la nostra realizzazione personale e un modo per curare le nostre ferite, capendo e aiutando gli altri a curare le loro.

immagine sbiadita di persona

Non è qualcosa di facile da ottenere e bisogna essere preparati ad affrontare terreni complessi e spinosi. Tuttavia, vale la pena almeno provarci: per gli altri e, ovviamente, per noi stessi. Abbiamo solo una vita ed è necessario fare tutto il possibile affinché abbia un degno significato e vada ben oltre la semplice sopravvivenza.