La depressione non intende ragioni

· 20 gennaio 2017

Vi sarà capitato di sentirvi tristi, scoraggiati, privi di forze, magari senza un motivo apparente. Forse nella vostra vita le cose vanno più o meno bene, avete un lavoro che vi permette di vivere, un compagno, una casa, ma qualcosa dentro di voi non va bene. Una tristezza che, senza motivo, vi impedisce di alzarvi dal letto, la cosiddetta “depressione endogena” o “depressione malinconica”.

È molto difficile spiegare questa depressione che sorge dall’interno, che quasi vi impedisce di respirare, che vi fa sentire come se aveste sulle spalle tutto il peso del mondo. Agli occhi della gente non sta succedendo nulla, ma voi non riuscite a combattere quel sentimento che vi fa sentire stanchi e senza voglia di fare nulla.

Per le persone è più difficile capire come vi sentite quando le catene che vi legano al letto sono invisibili, quando il dolore impregna il vostro corpo, ma non ci sono ferite fisiche a dimostrarlo. La depressione non intende ragioni, ma comprende la colpa, la disperazione e la mancanza di piacere o voglia di vivere.

La tristezza dell’anima potrebbe non avere una spiegazione, ma questo non significa che faccia meno male. È una condanna invisibile, difficile da esprimere a parole, ma non vuol dire che non esista.
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Il dolore è invisibile ai tuoi occhi, ma non dentro di me

Il dolore che provo è invisibile ai tuoi occhi perché non ci sono ferite che giustifichino quello che provo. A volte faccio perfino fatica ad esprimere a parole quello che sto vivendo. La depressione semplicemente arriva e mi invade, impedendomi di pensare a tutte le cose belle che ho. Il mondo diventa un luogo ostile e ogni movimento mi ricorda quanto mi sento inutile.

Non c’è nulla che mi dia speranza, tutte le cose belle svaniscono come lacrime nella pioggia e mi impediscono di vedere oltre l’oscurità in cui sono immersa. Non ho forze e fatico a riposare perché i miei pensieri mi impediscono di conciliare il sonno fino al mattino.

I miei pensieri, però, non sono i più sani del mondo. Penso di essere una fallita, una persona inutile che non sa fare nulla, il futuro non ha speranze per me, perché non sono nulla e il mondo è un luogo buio che mi minaccia costantemente dimostrando quanto poco valgo. A volte ho pensato di porre fine alla mia sofferenza, ma non ho la forza per farlo e in fondo so che in questo modo non risolverei nulla.

Avvolta nell’oscurità della depressione, divento il mio più grande tiranno. Mi odio e mi arreco danno.
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Il segreto per sentirmi meglio è solo in mio possesso

La cosa peggiore di tutte è che il segreto, la chiave per sentirmi meglio è solo in mio possesso. La depressione mi impedisce di vedere che sono io a dover chiedere aiuto perché questa malattia sta avendo la meglio su di me. Così come mi impedisce di capire che, anche se mi costa più di quello che posso dimostrarti, devo metterci del mio per tornare a muovermi e a guarire.

Per quanto tu voglia aiutarmi, con tutto l’affetto del mondo, questo atteggiamento di protezione mi fa stare più male che bene. Non ho bisogno di quei “poverina!” o consigli del tipo: “Se io fossi in te…” oppure “Capisco quello che stai passando, però…”.

Non possiamo aiutare tutti, ma tutti possono aiutare qualcuno e a volte quel qualcuno sei tu.

Quello di cui ho bisogno è che tu mi dimostri comprensione, non protezione; che abbia un atteggiamento aperto e cerchi di capire i miei sentimenti, incoraggiandomi a trovare aiuto professionale e non giocando allo psicologo senza esserlo. La depressione è una malattia seria e, anche se non intende ragioni, non ce n’è bisogno perché ci consumi a poco a poco nell’oscurità.

La luce non arriva grazie ai consigli degli amici, ma con un trattamento adeguato. La depressione non si cura solo con le pillole perché è il risultato di una combinazione di fattori genetici, biochimici e psicologici, quindi la terapia deve trattare tutti questi aspetti.