La mente è di per se meravigliosa

16 dicembre 2014 in Psicologia 484 Condivisi

“Quando nascono, insegniamo ai bambini a parlare e a camminare, per poi chiedere loro che stiano zitti e che si calmino”, dice un vecchio detto popolare. Quando avevo appena due anni, lottavo con tutte le mie forze per poter andare in esplorazione con i miei fratelli maggiori e, sebbene ancora con le rotelle, montavo in sella alla mia bicicletta rossa vicino alla porta per farmi portare con loro.

Con gli anni questa gioia di imparare ad andare in bici si è persa nella routine e adesso sembra che mi debba sforzare per fare qualcosa che il mio istinto naturale già mi chiedeva! Spesso crediamo che si tratti di apprendere, ma forse a volte c’è più bisogno di disimparare per recuperare ciò che di più semplice c’è in noi, la cosa più ESSENZIALE. Abbiamo avuto la necessità di istituzionalizzare, razionalizzare e porre dei parametri alle azioni che altrimenti in modo naturale avremmo già fatto senza nessuno sforzo.

Respirare, saltare, correre, ballare, ascoltare, domandare, fare le capriole… Sono cose che i bambini fanno senza pensarci due volte, come parte della loro natura. Tuttavia, noi siamo così “evoluti” o “istruiti” che abbiamo bisogno di strutture per recuperare il lato più semplice delle cose. In Africa nessuno dà lezioni di ballo, né pratica yoga, né si appunta nella propria agenda “voglio imparare ad ascoltare di più”. Non esce a correre la mattina né deve iscriversi in palestra.

Nonostante ciò, questo è il prezzo da pagare per essere civilizzati. Non si tratta di negare la nostra cultura né di allontanarci dalla realtà attuale, bensì di essere coscienti che dentro di noi c’è un bambino che è nato per saltare, correre e cantare. Essere capaci di rendere naturali e spontanee queste attività nella vita di tutti i giorni è la vera sfida! Proprio per questo motivo mi piace utilizzare la parola “incorporare”, perché la sua etimologia significa “mettere nel corpo”, e quindi credo che il segreto per raggiungere questo scopo sia “mettere nel corpo” tali abitudini, in modo che risultino tanto naturali quanto dormire o mangiare. Quello che al principio scatenava una lotta interna tra quello che desideravamo fare e quello che dovevamo fare, quindi, finisce per essere pratico, creando un’armonia dentro di noi; una coerenza e integrità tra ciò che siamo e ciò che vogliamo.

Immagine per gentile concessione di: Shoothead

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