La sindrome di Asperger

· 18 dicembre 2014

La sindrome di Asperger, che prende il nome dallo psichiatra e pediatra austriaco Hans Asperger, è un disturbo pervasivo dello sviluppo caratterizzato da una grave compromissione delle relazioni interpersonali e da disturbi ripetitivi del comportamento. Le persone con sindrome di Asperger si concentrano o sono ossessionate da un solo oggetto o una sola idea, ignorando tutto il resto. Hanno difficoltà a relazionarsi con adulti o bambini della loro età, sono incapaci di reagire emotivamente di fronte a situazioni sociali considerate normali. Sono inflessibili per quanto riguarda la loro routine, non manifestano sentimenti come l’allegria di fronte alla felicità di altre persone. Non si isolano dal resto del mondo, come spesso capita alle persone autistiche, ma cercano di avvicinarsi agli altri; tuttavia, a causa dei loro disturbi del linguaggio, tendono all’isolamento.

I bambini con sindrome di Asperger sono all’apparenza normali e molto intelligenti, senza ritardo del linguaggio. La loro comprensione delle situazioni sociali è molto ingenua, ma sono persone nobili, sincere, fedeli e di una bontà senza limiti. Soffrono di ritardi motori (goffaggine nel modo di camminare, ritardo nell’andare in bicicletta, afferrare una palla o altri giochi). Il loro linguaggio corporeo può essere nullo, a volte parlano con un tono monotono, mentre altre volte non riescono a modulare il volume della voce a seconda del luogo in cui si trovano.

Solitamente vengono definiti “strani”. La sindrome di Asperger colpisce più i bambini che le bambine, in un rapporto di 3 a 7 ogni 1000 bambini tra i 7 e i 16 anni. I sintomi possono manifestarsi già dai primi mesi di vita e si osserva un ritardo motorio nel periodo prescolare. Il deficit nell’interazione sociale appare durante l’età scolare. La malattia ha un andamento continuo per tutta la vita. Gli specialisti valutano un insieme di comportamenti base per diagnosticare con esattezza la sindrome di Asperger, tra cui: il non voltarsi dopo essere stati chiamati per nome, un contatto visivo anormale, l’isolamento, l’incapacità di realizzare gesti, l’assenza di giochi interattivi e con i compagni. Psicologi e psichiatri sono responsabili di una corretta valutazione e del relativo trattamento, in quanto molto spesso si tende a confondere la sindrome di Asperger con l’autismo, i quali, pur rientrando nei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (DSP), sono due disturbi molto diversi.

Immagine per gentile concessione di Richard Hall.