La sindrome di Superman e come riconoscerla

· 28 Marzo 2019
L'impegno nel lavoro non è negativo, purché non risulti eccessivo; in quest'ultimo caso si può arrivare a soffrire di dipendenza dal lavoro o sindrome di Superman.

Per molti il lavoro è una parte importante della propria vita. Può anche rappresentare tutto: vivono per e in funzione del lavoro. Alcune di queste persone considerate dipendenti dal lavoro possono soffrire della sindrome di Superman.

La sindrome di Superman è caratterizzata da eccessiva autosufficienza, determinazione, bisogno e rapidità di azione nel realizzare qualsiasi attività.

È molto più comune in un contesto lavorativo, anche può manifestarsi in qualunque momento e luogo. A casa, nelle riunioni tra amici, nei momenti ludici, etc.

Fu l’impresario Max Carey a coniare la definizione di sindrome di Superman. Egli ne soffriva e fu il primo a tratteggiarne le caratteristiche. Le persone che soffrono di questa sindrome ritengono di dover fare tutto da sole. Inoltre, non solo svolgono un gran numero di attività, ma pretendono anche di farlo meglio degli altri.

Dopo aver definito la sindrome di Superman, vediamo come riconoscerla e come trattarla.

Superman di spalle

Come riconoscere la sindrome di Superman?

All’interno di un contesto lavorativo si sviluppano diverse relazioni tra i collaboratori, e ognuno di loro vi si districa in maniera differente. C’è sempre il chiacchierone, il pigro, l’introverso, e anche colui che lavora di più rispetto agli altri.

L’impegno nel lavoro non è negativo, purché non risulti eccessivo; in quest’ultimo caso si può arrivare a soffrire di dipendenza dal lavoro o sindrome di Superman.

È importante capire quando ci si trova in presenza di qualcuno che ne soffre, poiché sarà il primo passo per poterlo aiutare. Riconosciamo la sindrome di Superman in colui che:

  • Si sovraccarica, vale a dire si incarica di tutto da solo. Non chiede aiuto a nessuno, anche se ne avrebbe bisogno. Non delega nulla per quanto grande o impegnativa sia l’attività.
  • Ego e orgoglio sovradimensionati. La persona non riconosce mai di aver bisogno di aiuto. Inoltre, non mostra mai fragilità e i propri punti deboli e fa di tutto per nascondere qualsiasi segno di vulnerabilità.
  • Si considera il migliore in tutto e desidera che si pensi che sia l’unica persona competente per realizzare un determinato compito.
  • Si isola, poiché non si fida di nessuno e nessuno riesce a convivere con lui. Questo perché la persona con la sindrome di Superman è estremamente competitiva ed esigente con gli altri.

Effetti fisici e sociali della sindrome di Superman

Chi soffre di questa sindrome spesso danneggia il proprio corpo, soprattutto le spalle, il collo, i fianchi e le ginocchia.

Questo perché lavorano molte ore al giorno e cercano di svolgere qualsiasi attività nel modo migliore possibile. Ciò include attività che implicano l’uso della forza o il carico di oggetti molto pesanti.

A risentirne saranno anche le relazioni sociali, perché si danno un taglio netto alla propria vita privata. Questo include tutte le relazioni, sia familiari che di coppia o di amicizia. Se hanno figli, li abbandonano per raggiungere gli obiettivi desiderati al lavoro.

Tutto questo perché per loro il lavoro è molto più importante della famiglia e degli amici.

Come trattare questa sindrome?

Uomo stanco al lavoro

Il primo passo per trovare una soluzione è riconoscere l’esistenza del problema. Poi, chiedere aiuto. E, ovviamente, accettare quello offerto spontaneamente dagli altri.

Sarà importante imparare a delegare i compiti quando necessario. Dopotutto, molti lavori si svolgono meglio in gruppo.

Infine, compiere un esercizio di umiltà e riconoscere che gli altri possono ottenere un rendimento simile e addirittura superiore. Nel caso in cui alla persona che ne soffre costi realizzare questo ultimo aspetto, lo stesso Max Carey raccomanda di rinunciare per un po’ al lavoro.

Se il problema si complica, cercare l’aiuto di un professionista sarà la scelta migliore.