La tecnica dei sei cappelli per pensare

· 25 gennaio 2018

Forse è familiare a molti di noi, mentre ad altri è stata di aiuto per risolvere i problemi in modo più originale. La tecnica dei sei cappelli per pensare sviluppata da Edward de Bono è uno strumento di comunicazione e di ragionamento molto efficace. Grazie ad essa, affrontiamo le nostre realtà personali da diversi approcci e prospettive, applicando anche il pensiero laterale.

Edward de Bono ha già 84 anni, ma è ancora attivo. Questo psicologo maltese e professore presso l’Università di Oxford ci ha dato con le sue opere (ormai dei classici) una più che considerevole eredità nel campo della creatività, mettendo in evidenza le potenzialità del pensiero e arricchendo il mondo del management, quello dei processi che caratterizzano il mondo delle organizzazioni.

“In generale, le uniche persone soddisfatte della propria capacità di pensiero sono quei poveri pensatori che credono che lo scopo del pensiero sia dimostrare che hanno ragione, per la loro personale soddisfazione.”

-Edward De Bono-

È possibile, dunque, che tutti, chi più e chi meno, abbiano già adottato la tecnica dei sei cappelli per pensare. Si fa ampio uso di questa dinamica per promuovere la comunicazione nel mondo degli affari, spesso viene usata anche come un esercizio nelle università e in classe con i bambini per insegnare loro a pensare meglio e a raggiungere accordi in un gruppo.

Con la nota tecnica dei 6 cappelli e con altri dei suoi approcci contenuti in libri come “Practical Thinking”, “Water Logic” o “Lateral Thinking: Creativity Step by Step”, Boni ci trasmette l’idea che tutti dovremmo imparare a pensare meglio. All’interno di questo “dovremmo” in realtà riconosce un dato di fatto, ed è che lo possiamo fare, che si impara anche a pensare.

Aprirci ad altri approcci, imparare a essere più flessibili, riflessivi e originali nei nostri schemi di ragionamento ci permetterà di prendere decisioni migliori e di migliorare la qualità dei nostri rapporti e della nostra produttività.

La tecnica dei sei cappelli per pensare

La tecnica dei sei cappelli

La tecnica dei sei cappelli per pensare di Edward de Bono segue sempre lo stesso schema, la stessa strategia. Tuttavia, per quanto semplice ci possa apparire questa dinamica, non smette di avere un impatto positivo sul nostro cervello, dal momento che svolgiamo un vero e proprio “allenamento” per imparare a pensare meglio.

Un aspetto che de Bono suggerisce nel suo libro è che una cosa semplice come mettersi un cappello in testa è in molti casi un atto deliberato. Anche il pensiero deve seguire questa regola, “essere deliberato e molto attento”. Pensare bene per vivere meglio è una regola da seguire, quindi non c’è niente di meglio che fare uso di “vari cappelli” per ottenere uno stile di pensiero vario, agile e creativo.

Con la tecnica dei sei cappelli si cerca di rappresentare sei direzioni di pensiero contenute in sei cappelli immaginari. Quando sorge un problema o cerchiamo di prendere una decisione, ogni cappello ci darà una premessa, una visione, uno schema preciso. Dopo averli usati tutti in modo proattivo, saremo maggiormente in grado di prendere una decisione.

Vediamo che cosa ci insegna ciascun cappello.

Il cappello bianco

Cappello bianco

Questo cappello ci insegnerà a vedere le cose da un punto di vista obiettivo, neutro e senza deviazioni. Lo stile di pensiero che si applicherà si baserà sull’analisi dei dati, sul contrasto delle informazioni di cui si dispone, senza dare giudizi di valore.

-Il cappello bianco cerca fatti concreti.

-Non interpreta né dà opinioni.

Il cappello nero

Il cappello nero rappresenta il lato logico-negativo e ci insegna a capire perché certe cose possono andare male, non funzionare o non accadere nel modo in cui pensavamo.

La tecnica dei sei cappelli ci aiuta anche ad essere critici e a vedere il lato negativo delle cose per essere più realistici.

A volte è necessario essere a conoscenza dei fatti avversi o complessi, questi muri senza uscita che bisogna accettare per trovare delle uscite più valide.

Questo pensiero si nutre anche della nostra esperienza passata, quella che ci ricorda gli errori di ieri, che ci dice che è meglio provare cose nuove prima di ricadere nelle stesse trappole.

“La cosa importante di una bicicletta – o del pensiero creativo – è stare in movimento; il freno – o pensiero negativo – è soltanto un meccanismo di sicurezza.”

-Edward De Bono-

Il cappello verde

Il cappello verde richiede originalità, creatività, il superamento di certi confini, rendere possibile l’impossibile.

È in questo cappello che è contenuto il pensiero laterale, quello che ci invita a essere provocatori e non troppo conservatori, a usare il movimento innovativo prima del giudizio restrittivo.

Questo pensiero ci ricorda a sua volta che non va bene sentirsi soddisfatti rapidamente, che è necessario trovare più rotte, più alternative, generare più proposte…

Il cappello rosso

Cappello rosso

Nella tecnica dei sei capelli, il cappello rosso è passionale, è emotivo e sente la vita dal cuore e dall’universo emotivo.

Mentre il cappello bianco ci permette di usare la logica più neutrale, attenta e obiettiva, quello rosso ci lancerà nel vuoto per farci abbracciare quel mondo abitato dalle soggettività più palpitanti e libere.

Indossando questo cappello, avremo la possibilità di dire ad alta voce cosa ci emoziona, ci inquieta o cosa ci dice il nostro intuito riguardo alle informazioni che abbiamo. Ci permetterà anche di comprendere le emozioni e i bisogni altrui.

Il cappello giallo

Mentre il cappello nero ci dà un approccio logico-negativo, molto utile per essere più realistici nella nostra vita quotidiana, il cappello giallo ci insegna ad applicare un pensiero logico positivo.

  • Saremo in grado di vedere possibilità dove gli altri vedono porte chiuse.
  • Svilupperemo un approccio costruttivo e ottimista.
  • Questa positività, questa apertura, sarà caratterizzata sempre dalla logica. Se non manteniamo questa linea e ci facciamo sopraffare dalla fantasia o dalla passione a volte irrazionale, useremo il cappello rosso e non quello giallo.

Il cappello blu

Cappello blu

Il colore blu abbraccia tutto, è sempre presente e domina ogni angolo. Trasmette calma, equilibrio e autocontrollo. Nella tecnica dei 6 cappelli per pensare, quello blu ha il controllo su tutto il processo e viene indossato in questa dinamica due volte: all’inizio e alla fine.

  • In un primo momento per decidere quale dei cappelli indosseremo, poi per stabilire quale ordine dobbiamo seguire e infine per prendere una decisione.
  • Il cappello blu rappresenta il pensiero strutturato, quello che ci guida ad ogni passo, sottolineando le alternative, proponendo nuove strategie e mantenendo il controllo in ogni sequenza, in modo da non farci perdere la strada o farci restare bloccati.

In conclusione, la tecnica del sei cappelli per pensare di Edward de Bono è ancora una buona strategia per migliorare la qualità del nostro processo decisionale. Grazie a essa, applichiamo gli stili di pensiero necessari per valutare le questioni o i fatti che ci circondano da tutte le prospettive e i possibili approcci. Le risposte che in seguito formuleremo saranno più esatte, ma anche molto più creative e originali.