La terapia elettroconvulsivante e applicazioni

16 Marzo 2020
La terapia elettroconvulsivante è stata utilizzata con successo nel trattamento di molti disturbi gravi che non avevano risposto efficacemente ai farmaci. In questo articolo approfondiremo gli usi di questa terapia, che viene preceduta da una cattiva reputazione che forse non è del tutto giustificata.

La terapia elettroconvulsivante è accompagnata ancora da un certo stigma, in parte a causa dell’immagine che ne è stata data nei film e in televisione. Tuttavia, nel corso degli anni sono stati apportati numerosi miglioramenti a tale procedura e sono stati stabiliti protocolli e raccomandazioni per la sua applicazione.

Grazie a questo, la terapia elettroconvulsivante oggi è una tecnica sicura e ben tollerata, che ha anche una grande efficacia. Grazie a questa procedura, è stato possibile ottenere una risposta e, addirittura, una remissione dei sintomi in malattie che non avevano risposto alle alternative convenzionali di trattamento.

La terapia elettroconvulsiva e il cervello

Cos’è la terapia elettroconvulsivante?

La terapia elettroconvulsivante (TEC) prevede l’invio di piccole scosse elettriche attraverso il cervello. L’obiettivo è innescare una breve convulsione in grado di causare cambiamenti cerebrali che riescano a migliorare alcuni sintomi problematici.

Tale procedura viene sempre eseguita in ospedale e in anestesia generale di breve durata. Sul cuoio capelluto della persona vengono posizionati diversi elettrodi, attraverso i quali viene inviata una leggera scossa elettrica.

La convulsione generata dura circa 40 secondi e la persona si sveglierà alcuni minuti dopo senza ricordare nulla del trattamento.

Per essere efficace, la terapia elettroconvulsivante deve essere applicata in modo ripetitivo, più volte durante la settimana, fino a raggiungere un totale di 6-12 sessioni. A volte è consigliabile continuare con una terapia elettroconvulsivante di mantenimento, in cui le applicazioni sono più distanziate nel tempo.

Usi della terapia elettroconvulsivante

Depressione

La terapia elettroconvulsivante si è dimostrata particolarmente efficace nel trattamento della depressione. Indici di un miglioramento significativo sono stati riscontrati nell’80% dei casi. Risulta quindi più efficace del trattamento farmacologico. Si tratta inoltre di una procedura sicura e veloce.

È specificamente indicata nei casi di depressione grave, quando il paziente non reagisce al trattamento farmacologico. È anche un’ottima alternativa alle depressioni con rischio di suicidio, in cui è importante ottenere un rapido miglioramento. Inoltre, è particolarmente efficace nel trattamento della depressione geriatrica.

Disturbo bipolare

L’efficacia dimostrata dalla terapia elettroconvulsivante per trattare questo disturbo è simile a quella della somministrazione di litio, uno dei farmaci più usati per trattare questa condizione. Tuttavia, la TEC ​​provoca una risposta più rapida. I casi che più spesso traggono beneficio da questa tecnica sono quelli che presentano una maggiore agitazione motoria.

Catatonia

La catatonia è una condizione clinica che può derivare da vari disturbi. La persona rimane immobile, muta e non risponde agli stimoli esterni. I tassi di risposta in seguito all’applicazione della terapia elettroconvulsiva in questi pazienti sono compresi tra l’80% e il 100%. La TEC è dunque una delle migliori alternative di trattamento per questo disturbo.

Disturbi psicotici

Nel trattamento di schizofrenia e ad altri disturbi psicotici si raccomanda di applicare la TEC ​​in combinazione con farmaci antipsicotici. Nei casi in cui è possibile procedere con questa terapia, il miglioramento è più rapido se si combinano entrambe le soluzioni.

L’efficacia è maggiore quanto più l’inizio dell’episodio psicotico è acuto e la durata breve. Allo stesso modo, i casi con un’importante alterazione motoria e comportamentale sono maggiormente avvantaggiati da questo trattamento.

Terapia elettroconvulsivante per la schizofrenia

Effetti collaterali della terapia elettroconvulsivante

  • A seguito di un trattamento con TEC, si può verificare una sensazione temporanea di disorientamento e confusione.
  • Potrebbero riscontrarsi anche difficoltà nel conservare e ricordare nuove informazioni dopo essere stati sottoposti alla TEC. L’effetto è transitorio e il paziente di solito guarisce in un periodo che, in genere, può durare fino a due settimane.
  • Si verifica un’ amnesia di eventi passati. Quest’effetto collaterale riguarda principalmente i ricordi più vicini nel tempo. L’amnesia si riduce in modo sostanziale nei sei mesi successivi al trattamento, sebbene possano rimanere alcune lacune.
  • Con una frequenza di gran lunga inferiore, possono verificarsi complicanze cardiache o respiratorie.

Indicazioni per l’uso

Attualmente la TEC ​​è considerata un trattamento di ultima istanza. Di solito è riservata ai casi in cui la persona non reagisce ai farmaci o lo fa in modo insufficiente. Viene presa in considerazione anche nelle situazioni di rischio, che richiedono una risposta rapida o nel caso in cui il trattamento farmacologico sia controindicato.

Tuttavia, molti ricercatori ipotizzano che questo trattamento dovrebbe essere preso in considerazione in via prioritaria, in quanto ha dimostrato di essere un’alternativa efficace e veloce. Se si seguono attentamente i protocolli di somministrazione, la terapia elettroconvulsivante è una procedura sicura, pur consapevoli che qualsiasi intervento o cambiamento è accompagnato da un rischio; e potrebbe essere l’opzione migliore per trattare molte malattie.

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