L’economia delle carezze

28 gennaio 2015 in Psicologia 1275 Condivisi

Fra il dolore e il nulla, io scelgo il dolore”- “Palme selvagge” William Faulkner.

La vita è uno scambio di stimoli. Il nostro modo di interpretare il mondo e di dare senso alla vita si modella in base a concetti economici, lavorativi e sociali. Sguardi, gesti, silenzi, carezze, parole formano la nostra vita. Spesso la sensazione di vivere in un vuoto emozionale, intellettuale e sensoriale è terribilmente più insopportabile del dolore.

Lo psicoterapeuta Claude Steiner sviluppò una teoria conosciuta come “L’economia delle carezze” grazie alla quale mette in rilievo gli effetti che producono nell’essere umano crescere, svilupparsi e vivere, a seconda dell’abbondanza o scarsità di affetto. Siamo fragili fin dalla nascita, ma non solo l’acqua, il pane e l’aria possono assicurarci una vita soddisfacente. Oggigiorno, alcuni studi evidenziano che l’assenza di carezze in tutti i sensi, provoca un ritardo nello sviluppo dei neonati e può condurli anche alla morte, anche se hanno un’alimentazione e un’igiene corretta per sopravvivere.

“La necessità di stimoli è così importante nell’armonia dello sviluppo umano che quando non ne riceviamo una quantità minima per sopravvivere, il corpo entra in una dinamica di malattia e morte”. Sappiamo che buona parte delle malattie psicologiche in occidente hanno come principale causa la mancanza di amore: depressione, neurosi, ansia sono generate in qualche modo da questa mancanza; Steiner assicurava che le carezze erano indispensabili per sopravvivere.

Se ci mancano le carezze ed il contatto fisico in generale, un meccanismo interno sarebbe disposto ad ottenerle a qualsiasi prezzo- conclude lo specialista- anche accettando carezze negative, piuttosto che non riceverne. Faulkner scrive: preferiamo il dolore al nulla, gli schiaffi all’ignoranza, la sofferenza al vuoto, il disprezzo all’indifferenza, le grida all’apatia. Non dovremmo dimenticare che nasciamo uomini e donne, ma ci trasformiamo in esseri umani grazie alle carezze, alla tenerezza, alla compassione, all’affetto.

Immagine per gentile concessione di Miguel Ángel Peligri y Suradej Chuephanich

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