Maniaci sessuali sul web: 4 caratteristiche

· 7 Gennaio 2019

I maniaci sessuali sono sempre stati un problema endemico esistente dall’alba dei tempi. Per esempio, tra gli anni ’70 e ’90 del secolo scorso in Russia si sono verificati diversi omicidi e aggressioni sessuali. Andrei Chikatilo, un uomo di mezza età, uccise più di 50 persone, soprattutto giovani donne e bambini (di entrambi i sessi).

Dopo essere stato espulso dalla scuola in cui lavorava come professore per aver abusato di alcuni alunni, trovò lavoro come operaio in una fabbrica. Fu proprio grazie a questo impiego che la sua attività criminale ebbe inizio. Approfittando dei viaggi che faceva per lavoro, si serviva delle stazioni ferroviarie come punti strategici in cui scegliere le sue vittime. Si trattava sempre di bambini o giovani che si trovavano in un momento di vulnerabilità o che non avevano dimestichezza con il funzionamento delle linee ferroviarie. La sua storia fu riprodotta anni dopo nel famoso film Cittadino X.

Come succede per altri crimini, il modus operandi degli stupratori si è evoluto nel corso del tempo. Andrei Chikatilo si è adattato alla sua epoca servendosi delle stazioni ferroviarie, ma col sorgere delle nuove tecnologie informatiche, le strategie per adescare le vittime sono drasticamente cambiate.

Avere dimestichezza con i social network, le chat e i forum permette la connessione con un maggior numero di persone. Lo spazio in cui si muovono permette ai maniaci sessuali di selezionare le vittime e di creare un’identità fittizia molto credibile e facile da sostenere grazie al mezzo di comunicazione utilizzato.

Andrej Chikatilo

Grooming e molestie sessuali

Con la parola grooming ci si riferisce all’adescamento in rete. La velocità a cui viaggiano le informazioni e la mancanza di sicurezza sono due dei principali fattori che favoriscono il verificarsi di queste tragedie.

Secondo uno studio sulla cyberdelinquenza, gli aggressori sono generalmente di sesso maschile. Si tratta di uomini appartenenti a qualsiasi fascia di età, seppur compresa soprattutto tra i 18 e i 50/60 anni. Allo stesso modo, le vittime più vulnerabili sembrano essere i minorenni.

4 caratteristiche dei maniaci sessuali sul web

Esistono diverse caratteristiche psicologiche in grado di spiegare anche le strategie e la personalità dei maniaci sessuali, in particolare sul web:

Manipolazione

Gli aggressori sessuali sanno sfruttare la situazione a loro vantaggio. Generano continue distorsioni cognitive che lasciano la vittima inerme. In questo modo riescono a ingannarla per approfittarne in ogni maniera possibile. Con i più piccoli questa strategia è piuttosto facile da attuare.

Dominio 

In seguito a quanto spiegato, i maniaci sessuali cercano di creare un dislivello tra il loro potere e quello della vittima, riuscendo così a sottomettere i minori alla loro volontà.

Iniziano a imporsi già a partire dalla conversazione, che cercheranno di dominare per ottenere quello che vogliono. Nella vita di tutti i giorni, tuttavia, in presenza di altre persone adulte è possibile osservare un’inversione dei ruoli, pertanto l’aggressore apparirà come una persona facilmente manipolabile.

Fretta apparente

I maniaci sessuali creano l’atmosfera perfetta e mettono la vittima a proprio agio. Si immedesimano nei suoi problemi, mostrandosi comprensivi e manifestando interesse nei confronti di quando le accade, dei suoi gusti, dei suoi desideri, ecc.

Sanno adattarsi alla situazione. La bassa autostima degli aggressori sessuali li porta ad avere difficoltà a relazionarsi con i loro coetanei, pertanto tentano di avvicinarsi a soggetti più vulnerabili e più facili da raggiungere.

Depersonificazione e oggettificazione 

I maniaci sessuali tendono a trattare la vittima come un oggetto il cui unico scopo è soddisfare i loro desideri sessuali. Il contatto attraverso lo schermo, che non permette di vedere la persona con la quale si parla, fa sì che i maniaci si dimentichino in fretta di star parlando con un altro individuo e non con un oggetto. In quest’ottica, si tende a giustificare le azioni criminali attraverso la colpevolizzazione della vittima, affermando che è stata lei a fare il primo passo, provocando l’aggressore.

Nell’era di internet, una domanda che la gente si pone spesso è “come possiamo proteggere i bambini e i giovani dai maniaci sul web?”. Sul fatto che i più giovani costituiscano le principali vittime di questi crimini, e dei “cyber crimini” in generale, ormai non ci sono dubbi. Si tratta di bambini nati nel boom della tecnologia e, com’è normale che sia, durante l’infanzia e l’adolescenza iniziano a stringere i loro primi legami sociali, pertanto per loro la comunicazione, soprattutto virtuale, è l’elemento più importante. Bisogna prestare particolare attenzione ai siti che visitano, così come ci preoccupiamo dei posti che frequentano.

“Oggigiorno alla domanda: dove sei stato? si aggiunge una sfumatura in più, quella relativa al mondo cibernetico.”