Il pensiero del Marchese di Sade sulla sessualità

· 26 settembre 2016

Passò 30 anni in carcere, fu condannato, gli venne tagliata la testa, i suoi libri vennero proibiti dalla Chiesa e fu accusato di omicidio e di perversione. Questa è solo una parte della vita del Marchese di Sade. Volete conoscerla meglio?

Il suo nome completo era Donatien Alphonse François de Sade. Proveniente da una famiglia benestante, nacque a Parigi nel 1740 e fu filosofo e scrittore. Tra le sue opere ricordiamo Justine o le disavventure della virtù, Le 120 giornate di Sodoma, I crimini dell’amore e Aline e Valcour.   

La sessualità e il Marchese di Sade

Uno dei motivi per cui viene ricordato il Marchese di Sade sono le sue idee sulla sessualità. Alla fine del XVIII secolo  introdusse un nuovo concetto di piacere sessuale, che all’epoca venne inteso come un incoraggiamento al crimine e alla perversione.   

“Dedichiamoci completamente a tutto ciò che ci suggeriscono le nostre passioni e saremo felici. La coscienza non è la voce della natura, ma dei pregiudizi”.

La società dell’epoca veniva criticata con cinismo dal Marchese di Sade nelle sue opere, poiché inculcava nelle donne l’idea di essere pudiche e di vedere il sesso come un peccato; tuttavia, allo stesso tempo si permetteva agli uomini di soddisfare le proprie necessità sessuali tramite la prostituzione.

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Per la gente del suo tempo, il Marchese di Sade era un pazzo che scriveva sul sesso in modo macabro; quando cominciò a pubblicare i suoi scritti, venne considerato uno scrittore maledetto e le sue opere furono fatte sparire per anni.

Al giorno d’oggi, il Marchese di Sade viene associato al termine “sadismo”, la tendenza sessuale che mira al raggiungimento del piacere mediante il dolore fisico proprio o di un’altra persona. Si associa a Sade tutto ciò che è perverso: tuttavia, quest’uomo era molto di più.

La vita di un personaggio peculiare

Non possiamo dimenticare che il Marchese di Sade fu un uomo erudito della sua epoca. Ricevette un’educazione privilegiata e mostrava un particolare interesse per i luoghi esotici. Divorava libri di filosofia e storia, le sue due materie preferite.  

Fu suo zio ad occuparsi della sua educazione, l’Abate di Sade, uomo libertino e appassionato di Voltaire. A 23 anni dovette sposare una donna che non amava, Rénee Pelagie, di alto rango sociale. Nel suo libro Aline e Valcour parla proprio di questo matrimonio forzato.

“Il pudore è una chimera, risultato unico delle tradizione e dell’educazione. È ciò che si definisce  un’abitudine”.

Passò la maggior parte della sua vita in prigione, con l’accusa di abuso e torture di giovani donne. In queste accuse ebbe molto peso la società dell’epoca e l’avversione che suo suocero provava nei suoi confronti.

La libertà sessuale

Nonostante tutte le idee del Marchese di Sade e il fatto che sia sempre stato associato alla perversione, in realtà le sue opere spronavano alla libertà sessuale, intesa come il godere della propria sessualità senza pudori e limiti imposti dalla cultura e dall’educazione.

Le opere di Sade possono essere interpretate da molti punti di vista: sociale, politico, religioso, morale, antropologico, storico, letterario… Ma, in qualsiasi caso, le parole che utilizzava erano cariche di ironia e di metafore, al fine di risvegliare la mente dei suoi lettori.

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La verità è che il Marchese di Sade non era uno scrittore pornografico, ma un critico politico che venne valorizzato da autori di epoche successive, come i surrealisti. La sua opera fu una vera e propria condanna dell’aristocrazia dell’epoca.

Fondamentalmente, proponeva una libertà morale estrema e univa due idee fondamentali: l’uguaglianza tra individui e l’egoismo radicale basato sul fatto che nasciamo in una società e che a quella siamo condannati, senza poter avere relazioni dirette con altri individui.

Il Marchese di Sade, pertanto, ebbe idee all’avanguardia per il tempo in cui visse, ma venne fatto tacere per molto tempo, anche dopo la sua morte e, ancora oggi, continua a suscitare una certa curiosità per essere stato uno dei personaggi più particolari e irriverenti della storia.

 “Predicare e non mettere in pratica equivale a costruire una barca e poi abbandonarla a riva”