Io non credo nella psicologia

· 7 marzo 2017

Io non credo nella psicologia. Questa è una delle frase che sentiamo dire di più dalle persone che criticano questa disciplina. Come se la psicologia fosse una questione di fede e non di scienza. Tuttavia, è curioso sapere che si tratta di una frase detta anche da molti che non sono mai stati da uno psicologo.

Su che cosa si basano, quindi, per dire una cosa del genere se non conoscono nessuno psicologo? Ovviamente, sui falsi miti che circondano la psicologia stessa. Tuttavia, non tutto ciò che si dice è vero, poiché bisogna specificare che noi psicologi non siamo dei chiacchieroni che cercano di incantare i propri pazienti con belle frasi e belle parole, bensì abbiamo un gran numero di conoscenze alle spalle.

La psicologia è quel ramo della scienza che si occupa del comportamento umano e della sua relazione con i processi mentali, emotivi e dell’apprendimento. Sì, si tratta proprio di un ramo della scienza perché usa il metodo scientifico per il proprio progresso e per accertarsi dei risultati ottenuti.

La psicologia è anche una disciplina medica, ma questa è solo una delle sue facce. Una parte importante della psicologia si dedica ad altre aree, come quella sociale, le aziende, la pubblicità, l’istruzione, ecc. Tuttavia, queste aree non sono tanto criticate, è la psicologia medica ad essere avvolta da una serie di falsi miti. Miti come quelli che vedremo a seguire.

1. La psicologia è una disciplina “light” per la salute mentale

Si tratta di un falso mito che nasce dall’ignoranza delle funzioni della psicologia per la salute mentale. D’altra parte, si tratta di un’affermazione falsa non perché lo dica io, ma perché la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia le terapie psicologiche per qualsiasi tipo di patologie mentali, incluse le più gravi, come la schizofrenia.

Ciò si deve al fatto che la cura migliore per le patologie come la schizofrenia, il disturbo bipolare o la depressione grave, è una combinazione di una cura farmacologica e di una terapia psicologica, e sono molti i protocolli internazionali che sono d’accordo e che sostengono questa pratica.

Nel caso dei bambini e degli adolescenti, inoltre, è consigliato soprattutto l’uso della psicoterapia, poiché la farmacologia ha molti effetti collaterali che possono causare gravi danni ad un cervello in via di sviluppo, come quello dei bambini.

Tuttavia, se la malattia mentale è causata da qualcosa che non funziona bene nel cervello, ovvero un problema biologico, come possono esserci d’aiuto gli psicologi? La psicologia è molto utile perché l’essere umano non è composto solo dalla biologia, e lo stesso vale per i disturbi mentali. È possibile capire più chiaramente questo concetto se parliamo di patologie specifiche, come la depressione.

In casi di depressione grave è stato dimostrato che il paziente presenta bassi livelli di un neurotrasmettitore che chiamiamo serotonina, tra gli altri indicatori. In questi casi, i farmaci conosciuti come ISRS (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) aiutano ad aumentare questi livelli e, quindi, a migliorare i sintomi della depressione. Nonostante ciò, risultati simili sono stati ottenuti grazie a psicoterapie cognitivo-comportamentali.

2. Quando si va dallo psicologo, è necessario sdraiarsi su un divano

Questo è il mio falso mito preferito. Il divano equipara la psicologia alla psicoanalisi freudiana. In realtà, però, nemmeno la psicoanalisi moderna segue alla lettera ciò che diceva Freud, perché anche questa disciplina si è evoluta con il tempo. Non bisogna dimenticare che, in fondo, la teoria freudiana nacque agli inizi del XX secolo.

Perché possiate avere un’idea più chiara, agli inizi del XX secolo la medicina ancora praticava il salasso se il paziente soffriva di influenza. Questa pratica consisteva nel drenare grandi quantità di sangue dall’organismo, perché si pensava che così facendo fosse possibile eliminare i virus. Ciò aveva una sua logica, anche se non era scientificamente dimostrato, poiché era risaputo che le sostanze nocive viaggiano nel sangue. Nonostante ciò, quello che non sapevano è che le difese immunitarie viaggiano lungo lo stesso canale.

Nella psicologia è successa la stessa cosa, per esempio con l’introduzione del concetto di inconscio, che è uno degli usi più importanti ed esatti della teoria freudiana, mentre si è scoperto che altri termini erano più un prodotto della cultura dell’epoca piuttosto che un concetto veritiero.

Con il divano è successa la stessa cosa. Farne uso, infatti, non è necessario e la maggior parte degli studi psicologici ne è priva. Ciò si deve al fatto che il ruolo del paziente in terapia è cambiato: non è più considerato un soggetto passivo che va dallo psicologo solo per raccontargli i suoi problemi.

3. Gli psicologi ci dicono che cosa fare

Se siete mai stati dallo psicologo e vi ha detto esattamente cosa fare, allora siete andati da uno psicologo incapace. Noi psicologi aiutiamo a risolvere le domande e a trovare strade da percorrere ampliando il punto di vista dell’altra persona, persino mostrandole delle alternative, ma non le diremo mai che cosa deve fare della sua vita.

Le risposte ai propri problemi devono essere trovate dal paziente stesso: noi siamo delle guide lungo la sua strada, ma non sostituiamo i suoi passi. Quando si tratta di una malattia mentale grave, allora insegniamo al paziente alcune abilità grazie alle quali condurre meglio la propria vita quotidiana ed imparare a vivere con una migliore qualità di vita, ma di certo non la gestiamo noi.

4. Andare dallo psicologo è uno spreco di soldi, serve solo un po’ di tempo

Beh, se vi serve solo un po’ di tempo, allora non avete bisogno di uno psicologo. Proprio come è normale che, se avete bisogno di uno psicologo e aspettate che sia il tempo ad aggiustare le cose, il problema diventerà cronico e il tempo di certo non lo cancellerà, come fa una marea con le montagnette di sabbia.

Il tempo è un semplice mezzo nel quale il paziente deve situarsi per integrarsi in una narrazione, accettare gli avvenimenti del passato e trovare una speranza che, forse, quando entra per la prima volta nello studio di uno psicologo, ancora non ha.

5. Smettila di psicoanalizzarmi!

Quale psicologo non ha mai sentito questa frase dopo aver spiegato a qualcuno di cosa si occupa? Forse è una dei falsi miti più diffusi, insieme a quello secondo cui gli psicologi sanno leggere nella mente.

Non so voi, ma se io sapessi leggere nel pensiero, di certo non leggerei la vostra di mente. Forse leggerei nella mente di un testimone che la polizia è convinta stia mentendo, ma di certo non i pensieri di chi è in discoteca un sabato sera.

Al di là degli scherzi, noi psicologi non leggiamo nella mente e non analizziamo o psicoanalizziamo tutti costantemente. Proprio come un cardiologo non sta sempre lì ad assicurarsi che ciò che le persone fanno sia benefico o meno per la salute del loro cuore o come un macellaio che, quando è con il proprio cane, non pensa a come dovrebbe affettarlo.

La psicoterapia non è solo  ascoltare qualcuno. La psicoterapia richiede un’ampia formazione, costante e che duri tutta la vita dello psicologo. La psicoterapia e la psicologia richiedono il punto di vista giusto e sono attività mentalmente estenuanti, non certo da svolgere 24 ore al giorno prendendolo alla leggera.

Se dopo aver letto questo articolo pensate ancora di non credere nella psicologia, posso solo consigliarvi di continuare ad informarvi. La psicologia è una delle scienze più complicate che esistano, perché si dedica allo studio dell’essere più complicato del pianeta: l’essere umano.

Si tratta di una scienza giovane e, come tutto ciò che è giovane, in alcuni casi è imprudente, ma ciò non significa che dobbiamo ignorarne l’utilità, soprattutto perché è la strategia principale sulla quale possiamo contare per diagnosticare e valutare i disturbi mentali.