Ossitocina: l’ormone sociale

· 10 marzo 2015

“L’uomo è un animale sociale. Nasciamo in uno stato immaturo come qualsiasi altro animale. Per questo gli esseri umani hanno un assoluto bisogno degli altri. Hanno bisogno di adulti, dei genitori, che li aiuteranno a vivere e a maturare. E non parliamo solo di maturità psicologica, ma sopratutto di maturità fisica”.

Così ci definiva in maniera magistrale il filosofo Aristotele, uno dei pilastri dell’umanità che la scienza ha tardato secoli nel riconoscere empiricamente.  Tuttavia, oggigiorno sappiamo bene che i processi sociali sono definiti già poco dopo la nascita.

L’ossitocina interviene attivamente nel legame materno e si intuisce- anche se non ci sono studi chiari su questo- che anche l’orgasmo sia intimamente relazionato con questo ormone. Questi studi  hanno come oggetto il dimostrare che questo ormone interviene nei processi di socializzazione, come quando si stabiliscono legami sociali.

L’ormone ossitocina è sociale e sessuale

Conosciuto anche come “l’ormone dell’amore”,  é uno dei più importanti per quanto riguarda lo sviluppo dei legami sociali durante l’infanzia. Questo è ciò che dicono alcuni studi realizzati da differenti entità, come quella della Universidad Complutense di Madrid, riguardante la relazione esistente tra le reti sociali e il benessere personale, che dimostra che l’ossitocina viene liberata in grandi quantità quando si è vincolati ad un gruppo di appartenenza.

Questi vincoli si estendono anche all’impulso che sentono tutte quelle persone che cercano nei legami sociali la propria felicità dal momento che il livello di ossitocina aumenta notevolmente rispetto a quelle persone che non sono legate a nessun gruppo. Con questo vogliamo dirvi che l’ossitocina è l’ormone umano per eccellenza, che si attiva durante i processi complessi di scambio che conformano in un certo modo il carattere sociale di ogni essere umano.

Autismo: quando non viene liberato ossitocina

Tutte quelle persone che soffrono di carenza di ossitocina, hanno difficoltà a concepire la vita in società. Per una persona autistica, che secerne poca ossitocina, il resto degli esseri umani sono totalmente distanti. Ovviamente, esistono diversi gradi di autismo; nei casi più gravi si rileva incapacità di realizzare azioni come parlare, in altri casi, che apparentemente non sembrano gravi, si verificano problemi nel relazionarsi poiché mancano le abilità di base per lo scambio sociale.

Il principale inconveniente appare quando determinati comportamenti, come la mancanza di contatto visivo, di empatia o di assertività causano problemi nelle relazioni sociali di questi individui che si devono confrontare con universi completamente distinti dal loro. È in questo momento che queste persone da “persone strane” si trasformano in “persone autistiche”.

Per molti anni gli autistici sono stati visti come persone con handicap intellettuali e anche oggi continuano ad esistere giudizi di questo tipo sulle persone che soffrono di questo problema. Tuttavia, la verità è che queste persone hanno un atteggiamento e delle capacità intellettuali ampie solo che, a livello funzionale e di utilità all’interno della società, non soddisfano le aspettative e i ruoli sociali.

Per questo, l’ossitocina è stata proposta come trattamento a questo problema, ed è stata indicata come la responsabile dello sviluppo delle relazioni sociali. Così, secondo alcuni studi realizzati negli anni ’90, si è arrivati a capire che questo ormone può essere determinante per il trattamento dell’autismo. Tuttavia, si è ben lontani dallo scoprire tutti i segreti riguardanti uno dei disturbi più misteriosi e, da un certo punto di vista, appassionanti del mondo neuroscientifico.