La pazzia è il sale della vita

9, gennaio 2017 in Psicologia 1678 Condivisi

Conosco moltissime persone che passano la maggior parte del loro tempo a cercare di mettere ordine nella propria vita, e probabilmente anche voi ne conoscete.

In realtà detestano questo compito, eppure nei loro cervelli esiste una specie di molla che impedisce loro di porre fine a questa spossante abitudine. Ed ecco che, là dove non v’è traccia di logica e regna la pazzia, la loro mancanza di tranquillità e la loro inquietudine prendono il sopravvento.

Questa sorta di confronto tra cosmi e caos, tra ordine e disordine, ci caratterizza in qualità di esseri pensanti e soprattutto di interpretati del mondo che siamo. L’ordine esercita su di noi un fascino innegabile – è ciò che apporta logica, ciò che rende il mondo prevedibile e, di conseguenza, controllabile.

Esistono persino persone che cercano di far regnare l’ordine sulle loro emozioni, come se nel loro cervello esistesse un armadio pieno di cassetti in cui riporle ordinatamente per poter scegliere ogni giorno quale emozione abbinare ai propri pensieri. Forse, con l’aiuto della tecnologia, un giorno raggiungeremo un simile livello di controllo, ma quello sarà anche il segnale di uno dei punti più bassi nella storia dell’uomo: la nostra denaturalizzazione.

La pazzia fa parte della vita

Non potremmo dirlo in altro modo: l’aspetto primitivo continua ad essere parte fondamentale della nostra vita. Parliamo dell’intuito, della creatività, dell’improvvisazione e della genialità. Della rottura dal probabile e dall’atteso. Del fatto che non tutto abbia un perché e che questo non rappresenti un problema, non nel senso causale (origine) né in quello pragmatico (fine).

In altre parole, non casca il mondo se ci capita qualcosa che non ha connessioni con il passato o con il futuro, rompendo il nostro schema di pensieri: qualcosa che nasca e muoia nello stesso momento. Di fatto, non porterà altro che ad una riconciliazione con il presente, inteso come forma temporale e regalo. Si tratta di un bellissimo paradosso semantico.

Perché siamo qui? Perché siamo venuti? Questo adesso non importa, probabilmente nessuno lo sa. Eppure siamo qui. Non ci è dato sapere chi o cosa abbia determinato che fossimo qui oggi né il motivo per cui ci siamo. Siamo qui e basta, insieme.
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Non è meraviglioso?

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Accettare la pazzia e apprezzarla è segno di maturità

Senza pazzia, la passione non ha di che nutrirsi. L’ordine alimenta forse la sicurezza, ma è la pazzia il fuoco dell’anima e della speranza. La pazzia sana fa incetta di cuori e li mantiene lontani dalla logica, perché con la sua forza preferisce mantenere in vita i cuori rubati ancor prima del proprio. Innamorarsi è una pazzia che rende proprio ciò che è degli altri.

Innamorarsi è logicamente una cosa senza senso. È un atto che implica un enorme investimento di risorse, un’instabilità emotiva quasi faticosa e che permetta al passare del tempo – la nostra risorsa più limitata – di galoppare alla velocità della luce. A volte arriva persino a superarla, poiché in questo stadio tutto sembra perdere forma e materia. Tutto, tranne l’amore stesso.

Quando tutto intorno a voi sembra uscire dagli schemi e cominciate a sentirvi inquieti, pensate a questo: gli schemi, proprio come le statistiche, sono lì per essere infranti. Cominciate ad ignorare quella vocina della vostra coscienza che vi rimprovera perché non riuscite a controllare tutto e perché il caos regna su alcune parti della vostra vita. Se determinati aspetti della vostra adesso sono scombussolati dal caos, forse questo può portare l’ispirazione in voi o negli altri.

La pazzia non è l’alimento o la sostanza della vita, bensì quell’aspetto che le apporta sapore e la completa. Ciò che fa risaltare il suo gusto e le sue sfumature.
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Non a caso i ritmi costanti fanno addormentare i bambini e annoiano gli adulti. Sono le variazioni a farci risvegliare e ad accelerare il nostro cuore, sono quelle cose che non ci aspettiamo a dare intensità alle nostre emozioni. In fondo, la pazzia è il sale della vita: pericolosa se usata in eccesso, incapace di accendere i sapori quando manca… Ricordate: la vita è un piatto che merita di essere gustato al massimo.