Perché diamo la colpa agli altri?

10 febbraio 2015 in Emozioni 43 Condivisi

I seguenti sono degli esempi molto comuni, dal momento che a tutti sarà capitato che in alcuni momenti è più facile dire “il taxi era troppo lento” (invece di “mi sono alzato con un’ora di ritardo”) oppure “il forno non funziona bene” (invece di “stavo guardando la televisione e mi sono dimenticato la cena nel forno”). La nostra mente cerca sempre di liberarsi dei problemi e, soprattutto, delle colpe, come per proteggerci dagli attacchi degli altri, che a volte non sono altro che il risultato delle nostre paure e della nostra immaginazione.

L’essere umano commette un tipico errore: cerca sempre il colpevole al di fuori di se stesso, per qualsiasi problema. Se facciamo qualcosa bene è merito nostro, però se le cose vanno male, sarà sicuramente colpa di qualcun altro. Prima di dire “ho sbagliato”, è probabile che diciamo che è successo per sfortuna, per il clima, il capo, i trasporti, l’oroscopo o l’allineamento dei pianeti. Inventiamo qualsiasi cosa piuttosto di affrontare la realtà e assumersi le proprie responsabilità.

Il primo passo: accettare gli errori

Si tratta di qualcosa per niente facile da fare, ma nemmeno impossibile. Il primo passo da fare è smettere di dare la colpa agli altri, abbandonare la comodità del corpo e iniziare ad accettare quando sbagliamo. Permettere agli altri di correggerci, lasciare da parte l’orgoglio e soprattutto essere sinceri con noi stessi in primo luogo, per esserlo poi con le altre persone.

La soluzione, fortunatamente, è dentro di noi e nessuno al di fuori di noi può cambiare la situazione. Potete cominciare a mettere in pratica tutto ciò già dalla prossima volta che commetterete un errore, uno sbaglio che ripetete da tempo. Accettare che è difficile alzarsi quando la sveglia suona, concentrarci per consegnare in tempo dei lavori, studiare per un esame o fare attenzione alla cena ci farà sentire meglio, sia dentro e, di conseguenza, anche esteriormente. Forse avrete la fortuna di contagiare l’idea e tutte le persone che vi circondano impareranno a dire “ho sbagliato”, qualcosa di così difficile da sentire ai nostri tempi.

Immagine per gentile concessione di  Sharon Mollerus.

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