Persone eternamente indecise

· 2 febbraio 2017

“Faccio quello che faccio perché è quello che devo fare”. Forse avete sentito questa frase diverse volte, frase che rappresenta una delle ragioni più potenti, il dovere, di cui l’essere umano deve sempre tener conto prima di agire. Una ragione potente per metterci al lavoro rispetto all’indecisione permanente, che può nascere dai semi della mancanza di motivazione e del disinteresse.

La leader pacifista Indira Gandhi un giorno disse che “non si può essere prigionieri dell’indecisione, perché in questo modo tutte le porte rimangono aperte”. Una frase che allude ad una tesi verificata dalla psicologia: l’aumento del numero di opzioni incrementa l’indecisione; indecisione che, a sua volta, può portarci sulla cattiva strada. Pensate che il non agire, a lungo termine, non è positivo, e di seguito vi spiegheremo perché.

La realtà è piena di decisioni

Un giorno avete concluso i vostri studi o avete avuto dei figli, vi siete sposati o avete deciso di non condividere più la vita con il vostro partner. Forse avete scelto un lavoro o un amico… Tutte decisioni che in un modo o nell’altro hanno influenzato ciò che siete ora e la vostra realtà. Se non ci credete, pensate a come sarebbe ora la vostra vita se non aveste preso tutte queste decisioni; pensate a come sarebbe la vostra vita se tutte quelle azioni trascendentali le avesse prese un’altra persona al vostro posto.

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Ebbene, vogliamo proporvi un’altra idea. Cosa accadde se, dopo aver preso una decisione, la vostra mente si trasforma in una pentola a pressione in cui bollono tutte le decisioni che avreste potuto prendere? Facciamo l’esempio di un giovane che ha scelto di studiare psicologia: come si sentirebbe se, dopo aver preso tale decisione, concentrerebbe tutte le sue attenzioni su pensieri critici, come quello secondo cui avrebbe dovuto optare per un ramo più pratico, che “sforna” meno disoccupati o che garantisce uno stipendio più alto?

Cosa succede se viviamo nell’indecisione perenne?

Per rispondere alle domande sopraelencate, è bene ricorrere alla teoria di Anthony Robbins. Il famoso oratore e coach lo esprime in parole povere: “la mancanza di chiarezza, più di ogni altra cosa, è la principale causa del fallimento delle persone”. Quando Robbins parla di fallimento, si riferisce al fatto che, se non prendiamo delle decisioni, falliremo in tutto, che si tratti di amicizia, della vita di coppia, di un progetto, di un sogno

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Per questo, Robbinson si fa una domanda: “cosa comporta la nostra incapacità di prendere delle decisioni?” A questo interrogativo trova due risposte interessanti. Ve le proponiamo di seguito:

La paura di essere criticati

Una delle risposte del coach è che viviamo eternamente indecisi perché abbiamo paura delle critiche. Come esseri sociali, molto spesso pensiamo che fare una cosa piuttosto che un’altra non piacerà agli altri.

Arrivati a questo punto, dobbiamo pensare che al mondo vivono 7000 milioni di persone, ognuna unica e con la propria opinione personale. Ovviamente ciò che fate non piacerà a molte persone, ma piacerà a tante altre. Quindi, ciò che pensano gli altri non dovrebbe mai essere motivo di indecisione. Difatti, il milionario messicano Carlos Slim esprime questo concetto con una sentenza lapidaria: “quando si vive per le opinioni altrui, si è morti”.

La paura del fallimento

Un altro motivo importante, secondo Robbins, è la costante paura del fallimento. Quindi, sarebbe l’anticipazione di un fallimento ciò che impedisce alle persone di agire.

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Ma cos’è il fallimento? Il contrario del successo? In realtà no. Dobbiamo imparare a convivere con il fallimento, perché durante la nostra vita ci sbaglieremo e falliremo molte volte. Tuttavia, impareremo lezioni importanti che ci aiuteranno a provarci di nuovo con più voglia e conoscenza.

Per Robbins, il vero fallimento consiste nel non provarci. Si fallisce quando non si impara e non ci si rialza. Il vero errore consiste nel non perseverare, nel non imparare, nel non curare i dettagli, nel non constatare gli errori umani quando si pianifica qualcosa, nel non mettercela tutta.

Per questo, Robbins conclude che l’indecisione permanente è un grave errore. L’immobilità causa mediocrità, paura ed infelicità. A volte trionferemo, altre volte no. Ma il fatto che una relazione o un lavoro vadano male, non implica che sarà sempre così: il passato influisce sul futuro, ma non lo determina. Quindi lasciate da parte le scuse, prendete delle decisioni e muovete ogni cosa a vostro favore per godervi il tragitto che vi ha assegnato il destino.