Persone pettegole: perché ne esistono tante?

· 14 febbraio 2018

Le persone pettegole non esistono solo nei piccoli paesini, e non sono solo le tipiche casalinghe che si scambiano chiacchiere in un cortile interno. Il contesto non rende le persone predisposte a preoccuparsi di ciò che accade nella vita degli altri, né a criticare o diffondere informazioni private e intime di chi le circonda.

La pratica del pettegolezzo è diventata moderna e più generalizzata. Al giorno d’oggi, è insita nella nostra vita quotidiana ed è una pratica molto presente in quasi ogni società. Ma perché tanta gente ne fa uso? Cosa la rende tanto diffusa?

Linguaggio e incertezza

Per alcuni autori, questa pratica di trasmissione dei pettegolezzi vede la sua nascita con l’inizio del linguaggio umano. In qualche modo, lo scambio di pettegolezzi ne ha permesso lo sviluppo e la comparsa delle grandi società moderne.

Le storie su altri raccontate da alcune persone erano finalizzate a fornire informazioni sul loro status sociale, sui ruoli che occupavano nel gruppo o sulle norme sociali vigenti. Per alcuni potevano persino rappresentare un aiuto per raggiungere degli obiettivi, come trovare un partner o conoscere lo stato d’animo e le disgrazie altrui.

Ragazze che spettegolano

A un livello più profondo, la necessità psicologica basilare soggiacente al pettegolezzo è quella di eliminare l’incertezza. Quando intuiamo di essere sprovvisti di alcune informazioni che consideriamo rilevanti, ci sentiamo male, incompleti, nervosi.

La nostra risposta è cercare di ristabilire subito il nostro equilibrio cognitivo. Come? Ottenendo questi dati. Con il pettegolezzo accade la stessa cosa.

La nostra motivazione è sapere qualcosa che ci interessa molto di un’altra persona e che ignoriamo. Cerchiamo di carpire, estrapolare, chiedere, opprimere. In questa pratica, il fine giustifica i mezzi. Sembra che valga tutto.

Come sono e come si considerano le persone pettegole?

Vivere in un luogo e in condizione specifiche, non giustifica spettegolare, criticare, inacidire o diffondere messaggi falsi che possono danneggiare la reputazione altrui. Chi è vittima di questi commenti, spesso si pone una serie di quesiti sulle persone pettegole: Si annoiano? Non hanno una vita? Vogliono farmi del male? 

In linea generale, le persone pettegole sono solite avere un mondo interiore molto limitato. Per questo, le loro conversazioni sono prettamente incentrate su aspetti esterni. Il mondo che ci circonda è generalmente un riflesso del nostro Io interiore. Quanto più ricco è quest’ultimo, tanto più lo sarà il nostro ambiente circostante.

Quando parliamo male degli altri, stiamo parlando male di noi stessi.

Le persone pettegole hanno delle vite, come tutti del resto! Tuttavia, preferiscono scappare dai loro stessi problemi, non risolverli e preoccuparsi di più del resto. È il loro meccanismo di difesa. Non sanno, però, che perdono del tempo che potrebbero investire in loro stessi.

Uno degli aspetti più curiosi è che sono rare le volte in cui riconoscono di esserlo. Le persone pettegole non hanno questa considerazione di sé. Di fatto, sono convinte del contrario.

È utile? Positivo? Dannoso?

In generale, associamo il concetto di pettegolezzo a un’informazione superflua o comunque poco rilevante ai fini pratici. E, a volte, è proprio così. Per esempio, le informazioni che otteniamo riguardo ai personaggi famosi, che conosciamo solo tramite i programmi televisivi e il gossip.

Altre volte, però, spettegolare è utile da un punto di vista individuale. Chiedere più cose può permetterci di ottenere informazioni valide e importanti per generare nuove opportunità e spianarci la strada. Tuttavia, questo comportamento, oltre a essere riconosciuto come opportunista, può anche non farci godere di un’immagine troppo positiva.

D’altra parte, quando si tratta di stabilire dei poli, la psicologia opta sempre per una via di mezzo. Più che positivo, è conveniente mostrare interesse per le persone che ci interessano. Essere curiosi non significa impicciarsi della loro vita, né spettegolare con terze persone, ma solo saper chiedere e ascoltare. Prudenza e rispetto prima di tutto.

Se, al contrario, le accusiamo costantemente, indaghiamo e ci impicciamo sempre dei loro affari, intromettendoci nella loro vita (e nella loro casa) finiranno per rifiutare il nostro eccessivo “interesse”.

Coppia che parla

Come reagire quando qualcuno vuole spettegolare con noi?

Se sospettate che una persona sia pettegola, la prima cosa da fare è osservare. Dopo, potete porvi due domande: Perché mi sta raccontando questo? Perché me lo dice? E, inoltre, se lo credete opportuno, fatele anche al diretto interessato. A seconda della sua risposta, potrete subito farvi un’idea e capire se potete e dovete o meno prendere sul serio le sue parole.

Normalmente, se non siamo noi l’oggetto del pettegolezzo, si tende a non dargli troppa importanza. Tuttavia, dobbiamo ricordare che la prossima volta potrebbe toccare a noi. Per questo motivo, la cosa migliore da fare per evitare che diventi un’abitudine molto dannosa per terze persone, è non diffonderlo. Il pettegolezzo finisce con noi.

Per avere una bocca pettegola si ha bisogno di un orecchio pettegolo.

D’altra parte, se qualcuno vi ossessiona con le sue domande, è preferibile che gli comunichiate il vostro fastidio o che semplicemente interrompiate il discorso. Qualsiasi scusa può essere buona per liberarvi delle persone pettegole. Sono in gioco le vostre libertà e privacy, quindi tutelatevi!

Sapere tante cose degli altri li rende affidabili?

Categoricamente no. La fiducia si guadagna sulla base della discrezione e della comprensione; non va in funzione delle informazioni che avete degli altri. Se qualcuno vi racconta un segreto che gli ha confessato qualcun altro, potete confidare i vostri segreti a questa persona? Perché con voi dovrebbe essere diversa e mantenere il vostro segreto se con gli altri non lo fa? Potete fidarvi ciecamente di lei?

Non si tratta solo di raccontarlo ai quattro venti, poiché queste persone tendono ad aggiungere condimenti alla vostra storia. In altre parole, mentono o per lo meno dicono mezze verità che rendano più incredibile e interessante il racconto.

Tutti noi, in qualche occasione, diventiamo degli informatori delle vite altrui. Il problema subentra se lo si fa in modo compulsivo e costante, senza pudore né rispetto per gli altri. Se ci rendiamo conto che stiamo diventando troppo curiosi, dobbiamo cercare di dedicare più tempo a noi stessi. Viviamo la nostra vita! Non quella degli altri.