Mi piace quando rischi, lotti e non ti arrendi

· 24 gennaio 2017

Tu, che ti nascondi dietro parole di lotta e sforzi. Tu, che ti domandi come farai a superare i giorni che ancora devono venire. Tu, che hai tatuata sulla pelle la sofferenza. Tu, che leggi attentamente sperando di trovare un po’ di respiro. È a te che voglio dedicare queste righe.

Per superare la paura, bisogna prima provarla

Hai conosciuto la paura, lo so. Hai avuto l’impressione di perdere il controllo e che niente di ciò che facevi potesse aiutarti. Hai provato a fuggire o, per meglio dire, avresti voluto fuggire. Il tuo primo istinto è stato quello di metterti a correre; tuttavia, c’era qualcuno che te lo impediva: te stesso. Le tue ragioni ultime sono state quelle che ti hanno impedito di voltare le spalle alla paura.

Sappi che per poter combattere la paura, prima devi sentirla in tutto il suo splendore, devi sentire il suo fiato sul tuo collo. Non è una sensazione piacevole e non ti piace provarla, ma capisci che è passeggera e che, prima o poi, svanirà. Le nuvole della tormenta  arrivano ma, se sai aspettare, vanno via. Potranno fare ritorno, ma una volta vinte, non saranno più così grandi.

Nessun mare calmo ha reso esperto un marinaio

Hai sentito che l’acqua ha preso la forma dei fiumi nella valle degli sguardi o dei nodi negli strapiombi delle parole. Hai cercato di creare dighe nei mari senza ottenere risultati e con il tempo hai compreso che è sempre meglio lasciare che l’acqua segua il suo corso. Invece, hai scelto di conservare il potere di decidere dove andare.

Perché l’acqua non solo inonda e affoga, ma pulisce e modella il terreno. È in grado di spazzare via la sporcizia accumulata lasciando scoperto un orizzonte incerto che ora si ammira chiaro e definito.

Così come è necessario che piova per poter vedere l’arcobaleno, hai dovuto lottare per poter assaporare i tuoi successi. È grazie a questo sforzo che hai imparato che ciò che desideri ha il valore necessario a sopportare le tormente che hanno inondato il tuo copro ripetute volte.

È consentito riposare e lasciarsi trasportare

Hai trasformato la tua lotta in un’abitudine e questo rende complicata la sosta. Hai l’impressione che, se ti concedi un minuto di calma per sederti, fermati e guardarti intorno, non potrai più rialzarti.

Tuttavia, come marinaio sai che se la tormenta non si affievolisce durante la navigazione, puoi utilizzare il mare e il vento a tuo favore per sconfiggere il temporale e rifugiarti per un po’ in acque tranquille.

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Il viaggio della nave è lungo e le viste che offre durante il tragitto sono varie e fugaci. Ogni volta che ti guardi intorno, il paesaggio cambia ed è difficili trovare nuovamente quello scenario che i tuoi occhi hanno ammirato qualche istante prima. Dipende solo dal marinaio se buttare l’ancora ogni tanto per osservare e per lasciarsi trasportare.   

Lotta per ciò che vale la pena ottenere

Se sei arrivato fin qui, è chiaro: ne vale la pena. La paura e la sofferenza saranno passeggeri, ma la soddisfazione di esserci riuscito sarà permanente. Ricorda che la morte non è provocata dalla sofferenza della lotta, ma dall’intenzione di evitarla.