Siamo quello che facciamo, non quello che faremo

· 12 settembre 2016

È sempre stato molto più semplice creare e crearsi aspettative piuttosto che compierle, dunque di solito siamo più abituati alle probabilità che restano in aria che alle certezze. Alla fine ci si dimentica di essere quello che si fa e non quello che si promette di fare: siete quello che le vostre azioni dicono di voi, le intenzioni sono solo decorazioni.

Man mano che si agisce, si lascia intorno a sé una specie di scia che può giungere agli altri oppure ripercuotersi nel proprio futuro più prossimo: una reazione o un atteggiamento dinanzi ad una situazione è capace di fare la differenza. In altre parole, il buon cuore che avete necessita di essere in sintonia con i vostri movimenti ed i vostri pensieriquello che dite trasmette un messaggio, ma quello che fate arriva e si sente.

La frustrazione delle aspettative

Amiamo le aspettative e, in certa misura, ci ispirano per ottenere quello che aneliamo: si costruiscono como impulsi e si riempiono con il nostro desiderio di crescere o di rendere felice gli altri. In questo modo, le aspettative diventano il punto d’origine dell’autenticità perché nascono dalla parte più profonda di ognuno di noi, ma anche dalla fragilità e dalla frustrazione.

“Le aspettative erano come la porcellana sottile. Più ti aggrappavi ad essa, più probabilità c’erano che si rompesse”