Rivolgersi allo psicologo

· 23 febbraio 2015

Non prendiamoci in giro: decidere di rivolgersi ad uno psicologo non è una decisione semplice. È vero, viviamo in un’epoca di apertura mentale e liberazione dai pregiudizi. Tuttavia, quando si tratta di certe cose, non c’è niente da fare. “Tizio va dallo psicologo”, dicono alcuni a voce bassa. A partire da quel momento, “Tizio” sarà sempre circondato da sguardi sospetti e caritatevoli. “È da deboli, io i miei problemi li risolvo da solo”, dicono alcuni. “Poverino” diranno altri. “Mi ero accorto che aveva qualcosa di strano”, penseranno i meno fiduciosi.

Insomma, non sono poche le persone che dimostrano una vera e propria avversione nei confronti degli psicologi. Molti pensano che si tratti di apprendisti “stregoni” che danno consigli ovvi e che guadagnano perdendo tempo con i pazienti.  Si dice che vendano l’aria.

Quando bisogna rivolgersi ad uno psicologo?

È difficile non ascoltare ciò che dicono gli altri e prendere la decisione autonoma di rivolgersi ad uno psicologo. Di solito questo succede dopo una forte crisi, quando ci si rende conto che se non si fa qualcosa si potrebbe impazzire. Non è necessario aspettare di trovarsi in una situazione estrema per prendere la sana decisione di chiedere aiuto.

Queste sono una serie di condizioni che richiedono necessariamente l’intervento di uno psicologo:

* Quando sentite di aver perso la speranza.

* Quando avvertite una forte sofferenza senza sapere da cosa dipenda.

* Quando i litigi, le aggressioni o la dipendenza sono il fondamento delle vostre relazioni con gli altri, il che vi porta a pensare che sono gli altri il problema.

* Quando l’angoscia e la paura in generale sono il vostro pane quotidiano.

* Quando la vostra frase ricorrente è ” Sono stanco”.

Se vi è capitato di pensare  di rivolgervi ad uno psicologo, fatelo e basta. In questo modo la situazione non si aggraverà. Nel peggiore dei casi avrete vissuto una nuova esperienza che potrebbe essere o non essere ciò di cui avevate bisogno.

Cose da tenere in conto

Uno psicologo non è un nuovo migliore amico.  Si tratta di un professionista preparato per aiutarvi a riorganizzare le vostre idee e i vostri sentimenti, in modo che soffriate meno e abbiate una vita più armoniosa.

Il risultato delle sedute dallo psicologo non è la piena felicità. Ciò che uno psicologo fa è cercare di rafforzarvi affinché possiate affrontare i vostri problemi e i vostri conflitti in maniera più tranquilla. Questo migliorerà la qualità della vostra vita, però non vi renderà immuni alla sofferenza o alla confusione.

Non tutti gli psicologi sono uguali. Ci sono quelli più diretti, che cercano di costruire insieme a voi delle soluzioni puntuali per il problema che vi ha portato a rivolgervi allo stesso psicologo e optano per una terapia breve. Altri invece cercano di andare oltre e di non incentrarsi solo sul problema per il quale vi siete rivolti allo psicologo, cercando di analizzare il contesto della vita che avete vissuto. Altri ancora vi porteranno a cercare quella forza incosciente che c’è dentro ognuno di noi, tramite un lungo processo.

L’importante è che studino la tecnica da mettere in pratica prima di scegliere il tipo di sedute alle quali sottoporvi. Dovete inoltre essere sicuri di rivolgervi ad uno psicologo idoneo e domandarli le sue tecniche e i suoi metodi lavorativi.

Qualcosa che potrà piacervi un pò meno è la parte riguardante il tempo ed i soldi. Non è facile abituarsi ad aprirsi totalmente davanti a qualcuno che in qualsiasi momento può dirvi ” Il suo tempo è scaduto” e che successivamente vi fa pagare. Inizialmente fanno venire voglia di piangere. Però con il trascorrere del tempo, vi renderete conto che buona parte della vostra cura dipende da questi due fattori: capire quand’è il momento di rivolgersi ad uno psicologo e liberarsi da vincoli con lo stesso, pagandolo per il suo lavoro.

Foto per gentile concessione di: Danilo Urbina.