Schizofrenia paranoide: definizione, cause e trattamento

2 dicembre 2017 in Psicologia 497 Condivisi
Coppia che si abbraccia schizofrenia paranoide

In più di un’occasione, avrete sentito dire di qualcuno che “ha le paranoie” o che “è un paranoico”. Non è raro che venga utilizzato il termine “paranoico” per designare una persona che crede che qualcuno la perseguiti, le possa fare del male, la prendano in giro oppure che le vadano tutti contro. Tuttavia, in termini accademici, il termine paranoico o paranoide va oltre. In questo articolo, tratteremo una forma di psicosi, la schizofrenia paranoide.

Storicamente, il termine “psicotico” è stato definito in vari modi, nessuno dei quali è stato accettato a livello universale. In questo contesto, col termine “psicotico” facciamo riferimento a una persona con un insieme specifico di sintomi che si possono raccogliere in due grandi gruppi: sintomi positivi e sintomi negativi. Vediamoli nel dettaglio.

Schizofrenia: grave malattia mentale

Il DSM-IV-TR (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definisce la schizofrenia come un’alterazione che persiste per almeno 6 mesi e prevede almeno 1 mese di sintomi della fase attiva. Questi sintomi sono: idee deliranti, allucinazioni, linguaggio disorganizzato, comportamento gravemente disorganizzato o catatonico e sintomi negativi.

Donna triste con maschere sul tavolo

I sintomi positivi sembrano riflettere un eccesso o una distorsione delle normali funzioni, mentre i sintomi negativi riflettono una diminuzione o perdita delle stesse. I sintomi positivi includono distorsioni del pensiero inferenziale (le cosiddette idee deliranti, fra le quali vi sono le idee “paranoiche” di cui abbiamo parlato). Ne fanno parte anche le allucinazioni, il linguaggio disorganizzato e un comportamento gravemente disorganizzato.

D’altro canto, i sintomi negativi comprendono delle restrizioni nell’ambito e nell’intensità dell’espressione emotiva (appiattimento affettivo), della fluidità e della produttività del pensiero e del linguaggio (alogia), e nel mettere in atto un comportamento diretto a un obiettivo (abulia).

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