Solitudine post-moderna e miti sull’amore

· 12 luglio 2018

La solitudine post-moderna è il risultato di un lungo processo per cui si è imposto progressivamente il concetto di individualismo. A poco a poco, si sono diffuse due idee contraddittorie: che ognuno deve crearsi il proprio rifugio e che la solitudine è una cosa terribile.

Le varie forme di solitudine post-moderna dipendono da un fattore ormai sempre più palpabile: la paura dell’altro. Il concetto di “prossimo” è quasi completamente scomparso. Fanno parte del nostro mondo persone del nostro ambiente, ma ci sono anche estranei, di cui in genere non vogliamo sapere nulla… C’è qualcosa di minaccioso negli sconosciuti.

“Non ho mai trovato un compagno che mi facesse così buona compagnia come la solitudine.”

Henry David Thoreau

La nostra società è formata da persone che sono sempre più sole, ma che lottano contro la solitudine. Abbiamo creato un mondo in cui non siamo capaci di vivere in comunità, ma non sappiamo nemmeno stare soli. Tanto la solitudine quanto la compagnia sono diventati dei problemi.

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La solitudine: un concetto diventato problematico

Il tema della solitudine ha acquisito una certa popolarità durante l’epoca del Romanticismo. Prima di allora non aveva mai ispirato grandi riflessioni né veniva considerato causa di problemi esistenziali. Si nasceva soli e si moriva soli.

Ragazzo in riva al mare

Nemmeno l’individualismo ricopriva un ruolo importante. Le persone, sostanzialmente, vivevano in comunità. Di solito tutta la famiglia viveva in un’unica casa: nonni, figli, nipoti e spesso anche parenti stretti. I rapporti con i vicini erano molto solidi, tutti conoscevano tutti perché si abitava nello stesso posto.

Esistevano molti rituali collettivi che coinvolgevano praticamente tutta la popolazione, come la messa o le funzioni domenicali, le feste del paese, ecc. Era ben chiaro che ogni persona faceva parte della comunità.

Con l’avvento del Romanticismo, le cose cambiarono. La coppia diventò la risposta a tutto. Una coppia isolata, privata, immersa nel proprio mondo. La società iniziò a organizzarsi intorno al concetto di coppia e di nucleo familiare. La solitudine cominciò ad acquisire una connotazione drammatica e a suscitare un certo rifiuto.

La solitudine post-moderna

Dopo il passaggio dalla famiglia/comunità alla società di coppia, una nuova realtà ha cominciato a delinearsi con l’introduzione delle nuove tecnologie: la solitudine post-moderna. Questo concetto risponde a una contraddizione di fondo: siamo continuamente connessi con tutti e ci sentiamo più soli che mai.

Ragazza triste con il cellulare in mano

Alcune persone si sentono tremendamente sole quando non ottengono abbastanza “mi piace” su Facebook. La sensazione di solitudine è tale che si crea una vera e propria dipendenza dai social network. Ricevere e inviare messaggi, anche se privi di contenuto, affascina queste persone.

Nell’ambito della solitudine post-moderna, il concetto di coppia ha acquisito un significato del tutto diverso: sembra che non avere un partner significhi essere soli, come se il mondo fosse formato esclusivamente da coppie. Una rottura amorosa, quindi, implica la disfatta totale, come se il rapporto con un’altra persona sia l’unica fonte di gratificazione e soddisfazione.

I miti sull’amore e la solitudine

Forse è giunto il momento di mettere in discussione i miti sulla solitudine e sull’amore. La solitudine post-moderna ci dimostra che stiamo sbagliando qualcosa; la cultura non ci sta infondendo un sentimento di pace, di soddisfazione o di felicità, tutto l’opposto. Sono sempre più frequenti i disturbi emotivi o i problemi psicologici.

Ricordiamo una cosa che la maggior parte di voi già sa, ovvero che abbiamo bisogno tutti d’amore. L’amore di coppia, però, è solo una delle molteplici manifestazioni di questo sentimento. C’è anche l’amore per la famiglia, tra amici, per le proprie convinzioni e per le giuste cause, verso l’umanità e ovviamente l’amore che proviamo verso noi stessi. Ridurre le preoccupazioni e le aspettative al solo amore di coppia ci impoverisce enormemente, oltre a renderci più vulnerabili.

Albero sul mare

Vale la pena anche riflettere sul contenuto della solitudine post-moderna. Quando cominciamo a negare la solitudine? È una realtà senza antidoto. Nasciamo soli e moriremo soli. Le persone che entrano a far parte della nostra vita sono di passaggio, sono un prestito. Più cerchiamo di comprendere la nostra o le nostre solitudini, più saremo preparati a vivere e anche a morire.