Sulla cattiveria…

· 19 febbraio 2015

Se per salvare una persona a voi cara dovreste decidere di far ricevere il trapianto di cuore da un serial killer, lo accettereste? Prima di rispondere, riflettiamo sul “Un assassino ha un cuore?”

Rispondete ciò che volete,  dal punto di vista medico e scientifico non ha niente a che vedere, perché le donazioni sono anonime e non si sa mai chi è che dona, né la famiglia del donatore sa a chi andrà l’organo donato. La risposta alla quale veramente dobbiamo rispondere è : cosa porta una persona a fare del male ai suoi simili quando la sua vita non è in pericolo né lo sono i suoi interessi?

Siamo prodotti del male?

Secondo il catarismo (movimento religioso che sorse nel XII secolo e che, diffondendosi soprattutto nel sud della Francia e nato dalle antiche credenze pagane orientali, ha il bene e il male come dottrine principali) l’uomo è un prodotto del male.  Ed erano tanto convinti di questo che condannavano anche la procreazione, perché pensavano che avere figli significasse produrre altri prodotti del male.

Si potrebbe pensare che è demenziale dire che siamo prodotti del male, ma infelicemente è sufficiente guardare fuori dalla finestra, leggere il giornale o ascoltare la radio per capire che nel laboratorio della vita, se fosse un esperimento, le nostre azioni malvagie sono più che verificate. Ciò ci dimostra che l’umanità è propensa alla cattiveria e che se ci lasciassimo guidare dai nostri istinti, le conseguenze sarebbero catastrofiche.

La società tempera i nostri istinti aggressivi

Meno male che la società, che ci piaccia o meno, è un ente intrinseco a noi stessi, poiché è formata da tutti e da ognuno di noi. Si tratta di una macchina che deve seguire delle istruzioni per funzionare. Dipendiamo dal vicino di casa che deve comportarsi bene e non deve disturbarci con la musica alta di notte, in tal modo da non creare discussioni.

La lotta contro la bestia interiore

Di sicuro non potremo mai dimenticare che il sangue scorre nelle nostre vene e che in molte occasioni, durante la nostra vita, la nostra buona condotta verrà alterata da problemi interni ed esterni (insulti, attacchi fisici), ma non sarà sempre così, poiché forse un giorno riusciremo a controllarci meglio e a non alterare l’armonia della società.

Uno studio recente condotto dall’università di Beihang ha verificato che la rabbia è l’emozione che più si diffonde tramite i social network, a differenza dei post che parlano di allegria e felicità. Per questo  dobbiamo essere non solo un esempio per i nostri vicini, ma dobbiamo anche ricordare che i nostri istinti sono guidati dal nostro peggior nemico, noi stessi, e lottare con il nostro io interiore è un lavoro quotidiano. Ci saranno momenti in cui ci lasceremo vincere dall’ira e dalla rabbia. Può diventare davvero terribile l’animale che ci portiamo dentro. Molti di noi non la conoscono, ma sicuramente quando uscirà, spaventerà ognuno di noi. Per questo coloro che sentono la conosciuta bestia interiore devono stare più attenti, più cauti, tolleranti il doppio, dolci e a volte accondiscendenti, per non farla venir fuori e provocare danni a chi si troverà davanti a noi in quel momento.

Sarebbe bello se nessuno si portasse dentro questa bestia, anche se conviverci ci fa capire meglio chi siamo, i nostri difetti e i nostri limiti, ma anche ciò che abbiamo da condividere, perché anche se Ernest Hemingway  diceva che “tutto ciò che è realmente malvagio comincia con qualcosa di innocente” Martin Luther King Jr. ci ricorda che “L’uomo deve trovare la soluzione per qualsiasi conflitto umano che porti alla vendetta, all’aggressione e alla rappresaglia; e la soluzione è l’amore”.

Foto da:  http://www.flickr.com/photos/nachx/