L’ombra della vecchiaia compare quando si spegne la luce della curiosità

17, febbraio 2017 in Psicologia 2633 Condivisi

La vera vecchiaia compare quando si avvicina un’ombra in concreto: quella dell’abbattimento e dell’ossessione per il trascorrere del tempo. Forse, per questo, arriva un momento nel quale ci rendiamo conto che compiere gli anni è inevitabile, ma invecchiare nel cuore è una scelta, qualcosa per il quale non vogliamo essere pronti.

Ebbene, a parte il nostro atteggiamento positivo rispetto al passare del tempo, tutti sappiamo che invecchiare fisicamente non è certo la parte più piacevole del processo di vita. Gli anni fanno male alle ossa, alle articolazioni e a volte anche all’animo, quando una persona anziana deve accettare la morte del proprio coniuge o di un familiare. Arrivare alla stagione autunnale del nostro ciclo vitale presuppone unire le forze per prepararsi poco a poco.

Helen Kivnick, psicologa sociale dell’Università del Michigan ed esperta nel promuovere l’invecchiamento sano, ci dice che la vecchiaia di oggi non è più quella di un tempo. Viviamo in una società in cui il settore della terza età ha acquisito una grande rilevanza all’interno della piramide della popolazione. Ebbene, questi “giovani di una certa età” sono molto attivi, rivestono un ruolo importante nella nostra società e vivono questa fase della vita in modo molto fruttifero.

Si dice spesso che saper invecchiare è l’opera maestra della vita e anche se molti lo fanno nel miglior modo possibile e ci ispirano, c’è chi si rifiuta di accettare il passare del tempo. Difatti, e probabilmente molti non lo sanno, niente ci fa invecchiare più che pensare in modo ossessivo al fatto che stiamo diventando vecchi.

Vi invitiamo a riflettere a riguardo.

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L’ombra dello scorrere del tempo

Susan Sontag è stata per molto tempo la voce critica della coscienza statunitense. Saggista, scrittrice, regista e sceneggiatrice, per diversi decenni è stata il chiaro esempio di persona che sa portare alla luce ciò che vive all’ombra di un paese come gli Stati Uniti. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2004, suo figlio e la sua compagna, la fotografa Annie Leibovitz, pubblicarono una serie di immagini evocatrici di un archivio in cui la Sontag ripeteva con tanta emozione che “adorava essere viva”.

Esattamente come lei stessa affermò in diversi suoi libri, l’autentica paura di invecchiare nasce quando una persona si rende conto che non sta conducendo la vita che vorrebbe davvero. È allora che sorge l’ombra: quella che ci rende coscienti di non vivere al meglio il presente. Anche se gli etologi ci dicono che ogni generazione affronta in modo diverso la vecchiaia in base al contesto sociale ed economico nel quale vive, ci sono alcuni fattori che comportano tale invecchiamento poco armonico ed insoddisfacente.

L’importanza della nostra salute psicosociale

Si parla spesso della necessità di favorire la salute psicosociale delle persone, per garantire una vecchiaia più degna e felice. Questo approccio ci permetterà di eliminare l’insoddisfazione della quale parlava Susan Sontag: la sensazione di aver sprecato la propria giovinezza e di proiettare un profondo malessere nel presente. Una disconnessione capace di portare la persona all’isolamento più profondo e, ovviamente, di causarne la depressione.

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I problemi di salute psicosociali si affrontano da diversi punti di vista. Ad esempio, in aspetti come la frustrazione, il controllo degli impulsi, l’adattamento e integrazione della persona nel suo contesto sociale e, inoltre, ci si impegna per offrire adeguate strategie per la gestione delle emozioni.

Oltre a vedere queste strategie come strumenti puntuali con i quali aiutare gli anziani che soffrono di isolamento o fragilità emotiva, sono fattori sui quali investire ogni giorno, qualsiasi sia la nostra età. Perché invecchiare è, in fin dei conti, come scalare una montagna. Prima o poi, ci rendiamo conto che ci mancano le forze.

Tuttavia, solo chi arriva in cima con la mente limpida e il cuore saggio avrà uno sguardo ampio, libero e sereno, capace di ammirare la bellezza che si cela nella vita.

Consigli per mantenere il cuore sempre giovane

Secondo quanto ci spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le stime di invecchiamento della popolazione presuppongo un’autentica sfida. Si stima che nel 2050 sul nostro pianeta saranno presenti 2000 milioni di persone adulte.

La speranza di vita è notevolmente maggiore e, pertanto, uno dei propositi dei settori sanitario, assistenziale, culturale e dei servizi è quello di garantire una vecchiaia degna e soddisfacente.

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Ebbene, tralasciando momentaneamente gli organismi sociali, affrontare lo scorrere del tempo è un aspetto molto personale. Siamo noi che, grazie ad adeguate risorse psicologiche ed emotive, dobbiamo affrontare questa nuova tappa della nostra vita. Ecco alcuni semplici consigli:

  • Cercate di comprendere che l’ombra della vecchiaia arriva quando si smette di imparare, quando si spegne la curiosità e si vive più di ricordi che di sogni. È uno sbaglio.   
  • Non aprite mai gli occhi ad un nuovo giorno senza un progetto da realizzare, senza un obbiettivo da compiere o un’attività gratificante alla quale dedicare del tempo.
  • Non rimanete sempre in casa: dedicate del tempo alla vita sociale, alle amicizie, alle passeggiate, ai viaggi, alle risate, ai balli…

Vivete il presente con l’intensità che il vostro corpo vi permette, senza dimenticare mai di prestargli attenzione, di seguire il suo ritmo e di dimostrargli affetto, ma allo stesso tempo ascoltate quella musica che non abbandona mai un cuore giovane.

Immagine per gentile concessione di Des Brophy

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