Volersi bene: 5 consigli per riuscirci

17 marzo 2018 in Psicologia 529 Condivisi
Donna con fiori sugli occhi volersi bene

Imparare a volersi bene è di somma importanza per la nostra salute emotiva. Se essere positivo con gli altri apporta una serie di vantaggi importanti, esserlo con se stessi è fondamentale. In fine dei conti, siamo le persone con cui resteremo per il resto della nostra vita.

Volersi bene, valorizzarsi, in altre parole coltivare l’amor proprio è simile a esercitare un sano egoismo, a partire dal quale vederci come delle priorità e trattarci bene. Da ciò deriva il riconoscimento di chi siamo e l’accettazione delle nostre virtù e dei nostri difetti.

Inoltre, solo quando impariamo a volerci bene e a nutrirci come se fossimo i nostri stessi figli, potremo dare amore agli altri. Se ci sottovalutiamo, non riusciremo mai a sviluppare un senso di fiducia in noi stessi e la nostra autostima sarà sempre a terra. Volersi bene è una priorità.

“Puoi cercare in tutto l’universo qualcuno che sia meritevole del tuo amore e del tuo affetto più di te stesso e non lo troverai in alcun luogo. Tu stesso, come chiunque altro nell’intero universo, meriti il tuo amore e il tuo affetto.”
– Buddha –

Molte persone pensano di non volersi bene. Questo, in parte, non è corretto. Ci vogliamo bene perché è impossibile il contrario, dato che il mittente e il destinatario di questo sentimento sono la stessa persona. Tuttavia, alcune persone continuano a pensare di non volersi bene. In realtà ciò che intendono con questa affermazione è che vi sono degli aspetti della loro persona o della loro personalità che non apprezzano.

Possiamo pensare di non volerci bene anche quando ci pentiamo o vergogniamo di aver fatto, detto o pensato qualcosa. È normale che ci capiti una cosa del genere, non siamo perfetti. Tutte le persone hanno dei difetti, delle imperfezioni e dobbiamo imparare ad affrontarli. Ma non per questo dobbiamo smettere di volerci bene e apprezzarci. 

Cuore di carta

Caratteristiche delle persone con bassa autostima

La bassa autostima ha una cattiva fama, poiché da essa hanno origine numerosi problemi psicologici. Di fatto, è associata a problemi di dipendenza, a un eccessivo bisogno di approvazione e a disturbi come l’ansia e la depressione.

Le persone con un’autostima bassa, oltre a trattare male se stesse, tendono a denigrare e a scoraggiare anche gli altri. In altre parole, proiettano i loro sentimenti su questi ultimi. Inoltre, presentano anche altre caratteristiche:

  • Cercano costantemente l’approvazione altrui.
  • Desiderano controllare gli altri.
  • Vengono sfruttate da partner, colleghi o amici.
  • Creano relazioni di dipendenza con persone, istituzioni, cause o sostanze.
  • Hanno pensieri distorti.
  • Provano sentimenti di insoddisfazione, auto-odio, autodispiacere e disprezzo.

Come vediamo, una bassa autostima implica una serie di problematiche aggiuntive, come avere problemi interpersonali, lavorativi o in qualsiasi altro ambito.

L’autostima bassa può essere l’origine di alcuni disturbi psicologici

Imparare a volersi bene è un fattore di protezione dalle malattie mentali. Una bassa autostima agisce come un fattore facilitante nei confronti della depressione, dell’ansia, dei disturbi alimentari e dei disturbi della propria immagine corporea.

Nelle persone anziane, l’autostima bassa è stata associata a una salute peggiore, a una maggiore disabilità, a livelli più alti di ansia, a depressione, somatizzazione e dolore. Allo stesso tempo, un’autostima bassa può essere anche un fattore di rischio di suicidio. Tuttavia, in ciascun caso è uno dei molti fattori che interagiscono con altri. In altre parole, l’autostima bassa di per sé non è la causa, per esempio, di un disturbo alimentare.

Ragazza triste

5 consigli per imparare a volersi bene

Imparare a volersi bene è intimamente connesso al concetto di autostima. Per migliorarla, possiamo servirci di alcune strategie.

Parlare in modo positivo

Il modo che abbiamo di parlare con noi stessi ha delle conseguenze. Se ci critichiamo e colpevolizziamo continuamente, ci sentiremo male. Viceversa, se ci trattiamo con rispetto e facciamo attenzione al nostro linguaggio, eviteremo il malessere.

Comportarci come giudici rigidi di noi stessi ci impedisce di crescere e progredire. È importante imparare a percepire i nostri aspetti positivi e a rallegrarci per essi, così come ad accettare i nostri difetti. Cercare di cambiarli e arrivare a essere perfetti equivale a pretendere di non essere umani. Di fatto, il cambiamento è possibile solo se lo accettiamo.

Guarda anche