7 abitudini che non vi porteranno da nessuna parte

· 13 ottobre 2016

Molto spesso le abitudini si acquisiscono in modo inconsapevole. Semplicemente, pian piano, diventano meccaniche finché non ci ricordiamo nemmeno più perché la pensiamo in un certo modo o perché facciamo sempre le cose seguendo lo stesso schema. Finiamo col credere che quello sia l’unico modo possibile di pensare o di vivere, e tutto diventa così ovvio che non ci fermiamo nemmeno per rifletterci o metterlo in dubbio.

Purtroppo, molto spesso, acquisiamo le abitudini a partire da persone o esperienze negative. Ci abituiamo ad avere una nuvola nera sopra di noi e, come no, alla fine i fatti ci danno ragione. Perché quando ce l’andiamo a cercare, le probabilità di trovare ciò che temevamo aumentano.

“Il tuo carattere è essenzialmente la somma dei tuoi atteggiamenti; è dato da come ti comporti di solito”.

-Rick Warren-

Allo stesso modo in cui acquisiamo certe abitudini comportamentali e di pensiero che non ci portano da nessuna parte, possiamo anche decidere di aumentare la nostra consapevolezza del modo in cui agiamo e adottare nuovi punti di riferimento. Non è così difficile e, se lo facciamo, possiamo migliorare di molto la nostra qualità di vita.

Di seguito vi presentiamo sette abitudini che dovreste abbandonare se volete riuscire ad assaporare davvero le gioie della vita!

7 abitudini negative da abbandonare

1. Criticare: una delle abitudini più distruttive

Molte persone hanno la tendenza di sputare giudizi negativi di fronte a qualsiasi persona, situazione o realtà incrocino. È come un tic che non riescono a fermare e che le porta a criticare gli altri, senza un vero scopo.

La critica, al contrario, è valida solo quando ha l’obiettivo di migliorare qualcosa. Tuttavia, se ha il solo scopo di trovare il lato negativo in tutto, se non fa che svalutare gli altri, finisce col creare un ambiente molto negativo. E questo, naturalmente, porterà anche gli altri a vedere solo i vostri difetti.

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2. Attendere passivamente che “accada qualcosa”

Questo si verifica quando la vostra risposta al malessere non è la ricerca di una soluzione, bensì l’attesa di un fattore esterno che risolva il vostro problema. Aspettate che arrivi l’amore, che vi offrano un lavoro migliore o che qualche dottore trovi finalmente la cura alla vostra emicrania.

In fondo, sognate ad occhi aperti che qualcuno vi salvi. Vi vedete come qualcuno che non ha i mezzi necessari per risolvere i problemi o per intraprendere una nuova strada. Ma quest’abitudine vi porterà a trascorrere i giorni senza agire, perdendo del tempo prezioso che non tornerà mai indietro.

3. Fare della lamentela uno stile di vita

Forse senza rendervene conto vi siete convinti che le lamentele siano positive. Credete che lamentarvi sia un modo per dimostrare i vostri sforzi o per far sapere agli altri quante difficoltà avete dovuto affrontare nella vita.

Forse lo fate in cerca di una reazione degli altri, e vi abituate a lamentarvi per ottenere in cambio ammirazione, approvazione o solidarietà. Ma la verità è che ottenete tutto il contrario. La lamentela, infatti, è un metodo di comunicazione negativo che, alla lunga, esaspera le persone che vi circondano.

4. Fingere che la questione non vi riguarda

L’evasione è un’abitudine molto comune, soprattutto tra gli uomini, anche se ci sono molte donne che si comportano allo stesso modo. Apparentemente volete solo “sdrammatizzare” la situazione o non volete dare troppo peso a certi problemi per quanto siano gravi. Forse credete che questo atteggiamento sia solo un modo per vivere più tranquilli, e ne andate persino fieri.

La cosa certa, però, è che i veri problemi della vita non si possono ignorare. Per quanto velocemente scappiate, prima o poi vi raggiungeranno. Ostinandovi a ignorarli, non farete altro che alimentarli e farli crescere. Nessun problema serio si risolve da solo, e nascondere la testa sotto terra complica solo le cose.

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5. Consumare, consumare e consumare…

Diventare uno schiavo del consumismo è un’abitudine che, senz’ombra di dubbio, vi condurrà all’infelicità. Potete arrivare a credere che avere un cellulare di ultima generazione vi farà sentire la persona più fortunata della Terra. E forse sarà davvero così… per qualche ora. Dopo di che, tornerete con i piedi per terra, e i vostri occhi si poseranno sul prossimo capriccio.

Associare il benessere agli oggetti materiali serve solo a proiettare il vostro vuoto interiore su di essi. A tutti piace andare a fare shopping e concederci qualche sfizio ogni tanto. Ma quando l’acquisto diventa il solo modo di raggiungere la felicità e, soprattutto, si trasforma in un’abitudine, significa che abbiamo intrapreso una strada sbagliata. Una strada che non farà altro che aumentare il senso di vuoto che proviamo.

6. Restare sempre in casa

Quando non ci sentiamo bene, tendiamo a diventare passivi e a non volerci muovere da dove siamo. Di solito uscire da questo stato di apatia è questione di un pomeriggio o, al massimo, di un paio di giorni. Ma quando continuiamo a vivere in questo modo e lo trasformiamo in un’abitudine, è arrivato il momento di chiederci che cosa sta succedendo.

Il problema non è tanto che rimaniate rinchiusi. La vera difficoltà risiede nel fatto che questo modo di agire costruisce uno stile di vita che ruota intorno all’isolamento. E l’isolamento, a sua volta, alimenta la condizione depressiva e la sensazione di diventare sempre più fragili e vulnerabili.

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7. Rifiutare la novità e il cambiamento

Avere abitudini troppo rigide è un modo di auto-sabotarsi. Se fate sempre le stesse cose, di certo anche i vostri pensieri, sentimenti e percezioni rimarranno gli stessi. È come se aveste impagliato per sempre ciò che c’è dentro di voi.

I cambiamenti sono sempre positivi, perché, in un modo o nell’altro, vi fanno uscire dalla vostra zona di comfort. E questo vi obbliga ad attivare il vostro mondo interiore, per riuscire ad adattarvi alla novità. Questa nuova condizione è quella che ci fa sentire vivi, che ci dimostra che ci sono molte altre attività interessanti oltre a quelle quattro a cui siete abituati.