Affrontare la paura secondo il buddismo

· 31 Gennaio 2019
Affrontare la paura significa superare i nostri problemi di attenzione e la mancanza di amore. Chiunque si concentri con fermezza sul qui e ora, colmando la sua anima di compassione, difficilmente proverà paura.

Per il buddismo, affrontare la paura è un lavoro interiore che ruota intorno alla percezione. Questo sentimento è considerato un errore percettivo che si traduce in immagini fantastiche e terribili che finiscono per prendere il sopravvento sulle nostre menti. Il pericolo non è fuori, ma dentro di noi.

I buddisti affermano che la paura trova terreno fertile in coloro che possiedono un cuore privo d’amore. Il risentimento, l’invidia e l’egoismo sono tutte modalità dannose di relazionarsi con gli altri. Sono forme che contengono il germe della guerra. E chiunque sia in guerra, prova paura.

In linea di massima, i buddisti affermano che lo strumento migliore per affrontare la paura è la piena concentrazione sul momento presente e la compassione. Questi fattori ci portano a essere e a sentirci più forti e, quindi, a provare meno paura.

“Meglio di mille parole vuote è una sola parola che porta la pace.”

-Buddha-

Paura e rifiuto della sofferenza

I buddisti sostengono che l’essenza fondamentale della paura è il rifiuto della sofferenza. Affermano anche che il dolore è inevitabile, mentre la sofferenza è facoltativa. Il primo ha a che fare con la comprensione della paura; la seconda, con l’accettazione.

La paura della sofferenza nasce dal rifiuto delle sensazioni spiacevoli che hanno origine nelle perdite, nei conflitti e nella mancanza di coincidenza dei nostri desideri con la realtà. D’altra parte, non è obbligatorio soffrire per tutto questo. La sofferenza è solo una delle tante risposte a nostra disposizione.

Diamo per scontato che il dolore debba farci star male, ma non è necessariamente così. Per affrontare la paura, bisogna anche sapere come affrontare il dolore. Esso perde molta della sua forza quando lo accettiamo e lo lasciamo fluire. E ancora di più quando cerchiamo e troviamo l’insegnamento in esso contenuto.

Scultura

Per affrontare la paura bisogna porre l’attenzione sul presente

In un modo o nell’altro, la paura si muove tra il passato e il futuro. Nel passato, quando rimaniamo legati alle esperienze che ci hanno causato paura e lasciato un profondo segno che continuiamo a ripercorrere. Qui aleggia le paura che ci succeda nuovamente la stessa cosa.

Accade una cosa simile con il futuro. Spesso ci spaventa perché immaginiamo o ipotizziamo che ci porterà difficoltà o situazioni dolorose. Ci sentiamo piccoli di fronte al domani e questo ci spaventa.

Ecco perché il Buddismo insiste sul fatto che uno dei modi per affrontare la paura è quello di stare nel presente, nel qui e ora. La consapevolezza impedisce alla nostra mente di riempirsi di fantasie che finiscono per nutrire paure inutili, in ogni momento.

L’attaccamento è la fonte della paura

La pace mentale e spirituale è l’opposto dell’attaccamento. Per noi occidentali risulta difficile da comprendere, dal momento che tutta la nostra logica ruota intorno all’avere. Termine che si riferisce non solo ai beni materiali, ma anche ai beni affettivi o spirituali. Parliamo anche di “avere” amore o di “avere” pace, ecc.

Il buddismo è una filosofia rivolta al distacco dall’avere attraverso il non attaccamento. In altre parole, capire che nulla ci appartiene, nemmeno la nostra stessa vita. Tutto ciò che giunge nella nostra vita e tutto ciò che siamo, è solo una realtà transitoria.

Quando non si comprende questo, nasce l’attaccamento e con esso la paura della perdita. È una delle paure più forti perché alimenta un circolo vizioso. Più attaccamento equivale a più paura; e più paura, a più attaccamento. Lasciar fluire e accettare che tutto è transitorio ci rende molto meno timorosi.

Buddha

La fuga non è mai una soluzione

Per il buddismo, ognuno è maestro di sé stesso e gli errori sono parte dell’insegnamento. Quando le cose non vengono accolte in questa forma, lo spirito comincia a riempirsi di paure e ansie. È come avere un conto perennemente in sospeso.

Quando un errore viene ignorato e non si impara da esso, la situazione che lo ha generato tenderà a ripetersi. Ed è in questo caso che si sperimenta una sorta di mancanza di controllo sulla propria vita. Questo, ovviamente, fa emergere le paure e la sensazione di debolezza in noi.

I principi buddhisti per affrontare la paura si traducono in esercizi complessi da apprendere con la pratica, la pazienza e la continuità. In buona parte, si scontrano con molti degli schemi occidentali ed è per questo che non sono facili da assimilare. Ma se ci si trova in una condizione di paura frequente, potrebbe essere molto utile approfondirli.

  • Uhlig, H. (2005). Buda y Jesús: los vencedores del miedo. Ellago.