Allontanati da tutto ciò che ti allontana da te stesso

16 dicembre 2015 in Psicologia 5311 Condivisi

Allontanati da tutto quello che ti fa star male, da quello che annebbia la tua vita, da quello che diventa oscuro e tetro. Allontanati da tutto ciò che non ha soluzione, da quello che ostacola il tuo benessere.

Allontanati emotivamente dal dolore, dal rifiuto e dal tradimento, osserva e impara. Impara a gestire le tue paure, controlla i tuoi demoni. Sii consapevole del fatto che la sofferenza è facoltativa. Non nascondere la tua realtà, vivila.

Tieni vicino tutto quello che ti conforta, che non ti uccide, che non ti obbliga a perdere qualcosa. Permettiti di scegliere un nuovo stile di gioco e penditi cura di te, non obbligarti a perdere qualcosa di te stesso.

La traccia emotiva del dolore

Di frequente lasciamo che le lancette dell’orologio percorrano il quadrante senza interferenze, mentre i giorni del nostro calendario passano senza pena né gloria. Ci stacchiamo dal mondo, ci isoliamo dalla realtà e lasciamo che la vita passi senza pensare alle conseguenze.

Non dobbiamo dimenticare, però, che scindere la nostra parte consapevole da quella inconsapevole ha delle conseguenze. Non si tratta di essere iper-riflessivi, ma di essere consapevoli del fatto che ciò che ci causa dolore è proprio la nostra intenzione di evitarlo.

La sofferenza non può essere eliminata dalla vita, ma ci impegniamo a superarne i limiti e a cercare di ignorarla. La tristezza non è una brutta cosa e nemmeno la preoccupazione o la rabbia.
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Sentirsi-in-gabbia

Ogni cosa ci permette di imparare qualcosa di nuovo. Cioè che ogni sofferenza è necessaria se vogliamo sperimentare il piacere. Per questo, se vogliamo evitare qualcosa, non dobbiamo giocare a nascondino con le nostre emozioni.

Ci sarà sempre qualcosa che ci farà del male

È impossibile vivere una vita senza emozioni tossiche o persone che ce la rovinino. Così come è impossibile vivere senza qualcosa che ci dia piacere o soddisfazione. Per questo motivo, dobbiamo riflettere bene e ringraziare la “sofferenza” con tutto quello che comporta.

Detto in altre parole: chi di voi non ha mai pensato che quella pugnalata alle spalle non vi è servita a maturare? Chi di voi non si è reso conto che se oggi siete forti, è perché ieri siete stati deboli?

Tutto nella vita ha la sua controparte. Non possiamo essere allegri se qualcosa un giorno non ci ha resi tristi. Tuttavia, anche se sembra facile ragionare in questo modo, accettarlo e metterlo in pratica è tutt’altra faccenda.

La vita a volte fa male, a volte stanca, a volte ferisce. La vita non è perfetta, non è coerente, non è facile, non è eterna, ma, nonostante tutto, la vita è bella.
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Vita

In fin dei conti, siamo noi ad alimentare ed auto-generare la nostra sofferenza. Questo meccanismo funziona come l’effetto di una palla di neve. Qualcosa ci fa male, cerchiamo di evitarla, ci facciamo ancora più male, permettiamo al dolore di accumularsi, soffriamo perché non riusciamo a liberarcene e, come risultato, otteniamo un’enorme palla di neve che all’inizio era soltanto una pallina di acqua gelata.

Con questa palla di neve abbiamo la possibilità di fare un bel pupazzo oppure di lasciare che ci schiacci. Ancora una volta, si tratta di scelte, di opzioni, di strade diverse, di biforcazioni.
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Se semplifichiamo in questo modo ogni situazione della nostra vita, otterremo la chiave che libererà tutte le forze che ci permettono di avanzare. In sostanza, si tratta di valutare due opzioni: accettare il cammino o rifiutarlo e soffrire per cercare di evitarlo.

Se accettiamo, cresciamo. Se rifiutiamo, viviamo sempre sottomessi al giogo dello sforzo di evitare. Se evitiamo di accettare la sofferenza e i danni come parte implicita della vita, non facciamo altro che aumentare l’ansia.

Se, al contrario, accettiamo la sofferenza come aspetto naturale della vita, ci liberiamo dell’ansia, il che ci permetterà di condurre la nostra esistenza senza il peso dell’intenso gioco di nascondino delle emozioni.

In definitiva, non possiamo lottare contro noi stessi perché, se lo facciamo, ne usciremo vincitori e sconfitti. E morire per vivere non vale la pena.
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