La pericolosa ansia che nasce dal voler controllare il tempo

· 9 ottobre 2016

Avere ben chiaro in mente il proprio concetto di tempo e il modo in cui si vuole organizzare le giornate al rispetto può servire ad allontanare l’ansia e, dunque, a migliorare la qualità della propria vita. Le persone ansiose commettono un errore fondamentale: sono convinte che più si preoccupano, più probabilità hanno di risolvere il problema.

Qual è l’insegnamento che il tempo ci fornisce? Lo rendiamo nostro alleato o diventa il nostro peggior tormento giornaliero?

Chi soffre d’ansia tende a credere che il semplice fatto di arrovellarsi su una questione significhi affrontarla, ma in realtà succede tutto l’opposto: così facendo si dà adito alla smania di controllare tutto, alla tendenza a valutare l’ambiente circostante, senza poter in realtà controllare nulla. Si tratta di una piccola tortura quotidiana a cui sottostiamo perché siamo incapaci di governare la nostra mente, siamo incapaci di fermarla.

Non cercate di manipolare il tempo, finirà per inghiottirvi

Probabilmente vi è capitato spesso di sentirvi dire che per organizzare la vostra vita dovete prima organizzare il vostro tempo. Ebbene è giusto cercare di organizzare le proprie attività per essere produttivi al massimo, sul lavoro così come per qualsiasi attività ludica. La verità è che l’esito di ogni cosa dipenderà dall’energia e dalla concentrazione che impiegheremo nel farla.

 “Cogli la rosa quando è il momento,

ché il tempo lo sai che vola…

e lo stesso fiore che oggi sboccia

domani appassirà.”

-Walt Whitman-

mani-con-orologio

Il problema sussiste quando si cerca sempre il momento adatto per ogni cosa: pianificare ogni più piccolo dettaglio e stabilire un’ora precisa per tutto può essere sinonimo di una buona organizzazione, ma può anche trasformarsi in un’ossessione che ci imprigiona e che ci porta a far passare il tempo, più che a viverlo.

Scansare il concetto di tempo futuro per liberare la nostra mente nel qui e ora

Una delle espressioni forse più conosciute e saggie mai pronunciate è “Carpe Diem”. Due semplici parole che racchiudono la volontà di ribellarsi a quella vita rinviata, a quei desideri ignorati e a quella libertà rinchiusa in una prigione di divieti, ostacolata da sbarre tanto ferree quanto invisibili. Carpe Diem vuol dire andare alla ricerca del momento presente debellando la paura che ci sia stato sequestrato – da noi stessi, dalla nostra programmazione mentale o da altri.

 “Il futuro ci tortura e il passato ci incatena. Ecco perché il presente ci sfugge.”

-Gustave Flaubert-

ragazza con farfalle ricordi

Per alcune persone è il presente a richiedere la massima attenzione, è in esso che risiede la propria pienezza vitale. Per altre, il presente rappresenta solo un tempo morto all’interno di continui fatti passati e futuri, che sembrano inghiottirlo. In questo senso, ognuno di noi ha la sua storia e il suo percorso biologico: non tutti siamo in grado di applicare principi positivi per il nostro benessere, forse perché in passato siamo stati influenzati nel modo sbagliato.

Da qui nasce l’importanza di esplorarsi, di essere dinamici e di ritrovare un equilibrio in cui sentire che la vita è fatta di sostanza, non di tempi persi.

Non manipolate il tempo, fluite con esso

Spesso la concezione orientale relativa a determinati temi filosofici si distanzia di molto da quella occidentale, soprattutto per quanto riguarda il  modo in cui si affrontano i problemi e si trova una soluzione. Con questo non vogliamo dire che l’una sia più giusta dell’altra, bensì capire che ciò che è diverso, se compreso, porta sempre un apprendimento.

Pensatori come Jiddu Krishnamurti sono stati molto criticati per alcune loro posizioni sulla psiche umana, punti di vista che possono raggiungere culmini del tutto diversi dalle idee a cui siamo abituati. Se nella cultura occidentale la visione del tempo è focalizzata sul futuro e sulla pianificazione, secondo altre prospettive, il tempo non dovrebbe basarsi su tale dimensione.

 “Desideriamo il cambiamento perché nella nostra vita c’è dolore, disagio, conflitto. Ma il conflitto si supera con il tempo? Se affermate che è solo questione di tempo, siete ancora invischiati nel conflitto. Potete sostenere che ci vorranno venti giorni o vent’anni per sbarazzarvi del conflitto, per cambiare ciò che siete; ma per tutto quel tempo siete ancora in conflitto e il tempo, dunque, non genera alcun mutamento.

Quando ci serviamo del tempo come di un mezzo per acquisire una qualità, una virtù o uno stato dell’essere, in effetti non facciamo altro che posticipare o evitare ciò che è; credo che sia importante comprendere questo punto.”

-Jiddu Krishnamurti-

A prescindere dai procedimenti testati per il trattamento dell’ansia, l’ideale sarebbe rivoluzionare alcuni concetti fondamentali come quello del tempo o di come il nostro pensiero si relazioni con la nostra percezione individuale.

Dovremmo cercare di focalizzare i nostri pensieri per organizzarci al meglio, pur restando aperti a possibili cambiamenti e svolte inaspettate. Prestare attenzione al nostro corpo e alle nostre sensazioni, al nostro benessere mentale e concentrarsi sul presente. Sappiate che investire sulla conoscenza di se stessi apporta sempre grandi benefici.

Immagini per gentile concessione di Patricia Ariel