I batteri intestinali possono influire sulle emozioni?

12 ottobre 2017 in Curiosità 860 Condivisi
La relazione tra i batteri intestinali e le emozioni

Mens sana in corpore sano. Nel tempo la scienza lo ha confermato, ossia che solo un corpo sano può ospitare una mente sana. Tra le numerose prove a favore di ciò, bisogna citare quella che forse ha ricevuto maggiori attenzioni negli ultimi anni: la relazione tra batteri intestinali e cervello ed emozioni.

Lo studio dei batteri intestinali è diventato uno dei maggiori ambiti di ricerca degli ultimi anni e questa sorprendente scoperta, infatti, è avvenuta solo di recente.

La stretta relazione tra intestino e cervello

Tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita la familiare sensazione delle “farfalle nello stomaco”. Recenti studi dimostrano che ci sia del vero in questa metafora. Dagli inizi del XXI secolo, molti scienziati si sono concentrati sullo studio della relazione tra i batteri che popolano il nostro intestino e la nostra salute mentale.

Non si tratta di certo di una tematica sconosciuta. Già agli albori del XX secolo, medici e scienziati avevano già prodotto una vasta letteratura sugli effetti del colon – e in particolare dei batteri dannosi che lo popolano – su fatica, depressione e nevrosi.

Relazione tra intestino e cervello

Nonostante i primi studi siano stati rifiutati per presunta non scientificità, negli ultimi 15 anni gli scienziati sono tornati sull’argomento riesaminando la relazione esistente tra intestino e cervello. Grazie alle ricerche, si fa sempre più strada l’idea di una relazione “a doppio senso” tra i due organi.

Il cervello influisce sulle funzioni immunitarie e su quelle gastrointestinali, le quali possono alterare la composizione del microbiota intestinale. A loro volta, i batteri intestinali producono composti neuroattivi, neurotrasmettitori e altri metaboliti che agiscono sul cervello.

In seguito ad esperimenti realizzati su cavie, si è scoperto che alcuni di questi composti influiscono sulla permeabilità della barriera emato-encefalica, la quale evita che le sostanze nocive passino dal sangue al cervello.

Batteri intestinali e stato d’animo

Da alcuni anni la comunità scientifica ha iniziato a studiare nello specifico l’effetto dei batteri intestinali sulle emozioni. Oggi, per esempio, si sa che i microrganismi intestinali rilasciano un gran numero di sostanze chimiche tra cui alcune utilizzate dai neuroni per comunicare e regolare gli stati d’animo: dopamina, serotonina e acido gamma-amminobutirrico (GABA). Queste sostanze, a loro volta, agiscono sui disturbi intestinali, che coincidono con alti livelli di ansia e stress.

Da sempre, inoltre, sappiamo che buona parte della trasmissione delle sostanze neurochimiche ha origine nell’intestino: questi segnali regolano l’appetito, la sensazione di sazietà e la digestione. È solo di recente che la ricerca ha preso in considerazione il ruolo che hanno i batteri nella produzione di tali sostanze, così importanti per l’intero organismo.

Il ruolo della relazione cervello-intestino-microbiota

Ricercatori della UCLA (Università della California, Los Angeles) hanno recentemente scoperto che il microbiota intestinale interagisce con le regioni cerebrali associate allo stato d’animo dell’individuo e al suo comportamento. Ricerche simili venivano svolte in passato su animali: è dunque la prima volta che le differenze comportamentali e neurobiologiche vengono associate alla composizione del microbiota in esseri umani sani.

Batteri intestinali ed emozioni

Questo studio riafferma la relazione di scambio che intercorre tra cervello-intestino-microbiota, relazione che gioca un ruolo fondamentale per la nostra salute e il nostro comportamento. Studi svolti in passato affermavano già che il microbiota, la comunità di microrganismi dell’intestino, può influire sul comportamento e sulle emozioni.

La domanda sorge spontanea: è l’intestino che influisce sul cervello o è il cervello che influisce sull’intestino? Affermare con certezza l’uno o l’altro è ancora impossibile. Come avvertono i ricercatori, è difficile trarre conclusioni che vadano oltre il riaffermare l’importanza della relazione tra cervello e intestino, trattandosi di un campo di studi ancora poco battuto e attualmente in via di sperimentazione.

L’importanza dei batteri intestinali

Come abbiamo detto, gli studi sul comportamento dei batteri intestinali e sull’influenza che essi esercitano sulle funzioni cerebrali sono ancora in corso. C’è ancora molto da scoprire e verificare. Per adesso, si sa con certezza che:

  • Il microbiota intestinale è una grande colonia di microrganismi importantissima per mantenere sani il metabolismo e le funzioni cerebrali;
  • Le vie di comunicazione tra intestino e cervello si avvalgono di connessioni tra neuroni;
  • Il microbiota intestinale è importante per lo sviluppo e può influire sulla rete di circuiti che generano lo stress;
  • I probiotici, o “batteri buoni”, hanno un impatto positivo sullo stato d’animo dell’individuo.

Non ci sono dubbi sull’importanza del microbiota come regolatore della salute e delle emozioni degli individui. Il microbiota prende parte al complesso e sfaccettato meccanismo di comunicazione necessario per garantire al cervello un equilibrio sano. Così, nell’attesa di ulteriori progressi in questo campo, accettiamo di prenderci cura del nostro corpo, stando attenti ai messaggi che esso ci invia.

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