La relazione fra emozioni e sovrappeso

· 21 settembre 2017

Il sovrappeso è uno dei grandi problemi del mondo contemporaneo. Finora la scienza non ha spiegato del tutto i processi microbiologici che portano all’obesità. È noto che ci sono molteplici fattori che possono condurre all’aumento di peso, ma alcuni aspetti sono ancora un enigma. Ad esempio, la relazione tra emozioni e sovrappeso.

I casi di sovrappeso sono aumentati in tutto il mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di un’epidemia, soprattutto in paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Messico o Cina, dove il numero di obesi è raddoppiato e triplicato in poco tempo.

“Alleggerisci il tuo carico per navigare meglio e imparare a vivere con ciò che il mare ti offre… Ogni oggetto che si ama e si possiede, ogni carico che viene trascinato in vita porta con sé, insieme al suo peso utile, anche una tara inevitabile… ”

-Luis Chiozza-

Questa situazione ha anche creato miti e pregiudizi sul sovrappeso. Un intero universo simbolico è stato costruito intorno all’obesità. È spesso associato alla mancanza di attenzione, cosa non vera in molti casi. Ci sono persone perennemente a dieta, tuttavia, non perdono peso. Viene associato anche alla dimensione del brutto e dell’indesiderabile. Ciò attribuisce all’argomento anche un forte peso psicologico.

Alcuni decenni fa la scienza ha iniziato a studiare l’influenza delle emozioni sulla tendenza al sovrappeso. Diete a basso contenuto calorico ed attività fisica costante a volte non sono sufficienti per ottenere risultati ottimali. Ciò ha portato a pensare che ci siano fattori associati appartenenti alla sfera dell’inconscio. 

Il peso e il sovrappeso 

Da un punto di vista rigorosamente anatomico, l’accumulo di grasso nel corpo non sempre è indice di sovrappeso. Aumentando la quantità di grasso, il peso aumenta. È chiaro. Quello che non è così chiaro è se questo aumento dell’adiposità si riflette nel peso complessivo di una persona. Con frequenza, infatti, ad un aumento della percentuale di massa grassa corrisponde una riduzione di quella muscolare.

Ciò significa che il peso di una persona non riflette necessariamente la quantità di grasso accumulata. E perdere peso non è sinonimo di essere magro. Infine, ciò che preoccupa molti non è il peso del proprio corpo, ma la forma che assume.

Il grasso accumulato in alcune aree diventa visibile e indesiderabile, perché esiste un modello di silhouette ideale. Un individuo con rotolini alla vita o un addome prominente può pesare alla pari di una persona molto più magra, ma che ha una massa muscolare più sviluppata. Nel complesso, il peso in sé non è il problema. Quello che influisce psicologicamente su molte persone è il contrasto tra la loro silhouette e quella ideale.

Fattori incoscienti che incidono sul peso

Ci sono prove scientifiche che dimostrano che alcune persone tendono ad accumulare grasso con una certa “facilità”. I loro corpi hanno una speciale resistenza a mobilitare il grasso accumulato. Per determinare il motivo di questo fenomeno, dobbiamo rimetterci alla funzione essenziale del tessuto adiposo: funge da riserva di calorie o di energia.

Vi sono fantasie inconsce associate alla riserva e alla ritenzione del grasso nel corpo. In linea di massima, l’accumulo di tessuto adiposo è una risposta adattiva ad ipotetici tempi di scarsità. Il grasso viene conservato così da poter essere usato in momenti di scarsa disponibilità di alimenti. Gli uccelli migratori, ad esempio, aumentano la quantità di massa grassa prima di compiere i loro viaggi faticosi.

Nell’uomo il corpo accumula il grasso basandosi su una fantasia di scarsezza futura, concependolo come scorta a lungo termine. Questa fantasia, a sua volta, è legata ad un’altra fantasia di “autosufficienza”: non aver bisogno di niente e di nessuno all’infuori di sé per garantire la continuità della vita.

Infine, il cambiamento della forma del corpo dipende da una terza fantasia: sfuggire dalla forma, ovvero venire meno alla norma. In questo caso della forma reale.

Gli studiosi concludono affermando che il sovrappeso potrebbe essere una forma di difesa legata ad un conflitto inconscio relativo ad una sensazione di incapacità. Il grasso accumulato è un modo di riservarsi ad un’azione che alla fine non intraprendiamo per paura di non farcela. L’aumento della corpulenza sarebbe una sorta di compensazione a tale sentimento di impotenza. In definitiva, il soggetto non è in grado di accettare il sentimento inconscio di incapacità e nasconde il conflitto tramite il sovrappeso.

In un modo o nell’altro, è necessario differenziare il rischio fisico, particolarmente alto in alcune persone e connesso al sovrappeso, dal disagio psicologico, generato dalla mancata corrispondenza del proprio corpo agli standard di bellezza imposti dalla società.

La verità è che le due circostanze di solito coesistono, quindi una buona valutazione è importante e fondamentale. In questo senso, è possibile utilizzare la motivazione del paziente legata al desiderio di essere in forma affinché segua determinati esercizi e una precisa alimentazione, insieme al metabolismo, sono i fattori principali nella regolazione del peso.