Bias attore-osservatore in psicologia sociale

18 luglio, 2020
Il concetto del bias attore-osservatore si basa su una tendenza attribuzionale che dipende dal nostro ruolo di attore o di osservatore in una situazione.

Il bias attore-osservatore è un tipo di bias di attribuzione. È un concetto della psicologia sociale che si riferisce alla tendenza ad attribuire i propri comportamenti a motivazioni esterne («Ho sbagliato perché il problema era molto difficile»); e al contempo ad attribuire i comportamenti altrui a fattori o cause interne («Anna si è sbagliata perché non è intelligente»).

Il bias attore-osservatore svolge un ruolo fondamentale nel modo in cui percepiamo e interagiamo con gli altri. In sostanza, tendiamo a fare attribuzioni diverse a seconda del fatto che siamo attori oppure osservatori in una data situazione.

«Gli attori tendono ad attribuire le cause del loro comportamento agli stimoli inerenti alla situazione; mentre gli osservatori tendono ad attribuire il comportamento a disposizioni stabili dell’attore.»

-Jones e Nisbett-

Il bias attore-osservatore

Quando una persona giudica il proprio comportamento ed è l’attore, molto probabilmente attribuirà le proprie azioni e i propri risultati -in particolare quelli negativi- a circostanze situazionali (es: il maltempo) o a particolarità personali temporanee (es: la stanchezza), piuttosto che a variabili interne e relativamente stabili come la personalità.

Se è invece l’osservatore a spiegare il comportamento di un’altra persona (ovvero l’attore), nella maggior parte dei casi attribuirà il comportamento alla disposizione generale degli attori piuttosto che a fattori legati alla situazione specifica.

Colleghi di lavoro che parlano

Il bias attore-osservatore tende a essere più marcato nelle situazioni in cui i risultati sono negativi: in un certo senso, incolpando le situazioni o le circostanze per quanto accaduto preserviamo il nostro autoconcetto. Tuttavia, quando una situazione spiacevole accade a un’altra persona, tendiamo a dare la colpa alla persona per via delle sue scelte, comportamenti e azioni, e non tanto alle circostanze esterne.

In tal senso, i ricercatori hanno scoperto che in genere non cadiamo nel bias attore-osservatore quando le figure coinvolte sono persone a noi care, come amici intimi e familiari. Come si spiega ciò?

A quanto pare, conoscendo meglio i bisogni, le motivazioni e i pensieri delle persone a noi care, teniamo maggiormente conto delle forze esterne che ne influenzano il comportamento.

Una possibile ragione a giustificazione del bias attore-osservatore è che quando siamo gli attori in una situazione, siamo più consapevoli delle circostanze. Quando invece facciamo un’attribuzione nella quale l’attore è qualcun altro, spesso ignoriamo buona parte di tali circostanze. Rimane il ricordo di qualcuno associato a caratteristiche stabili.

Bias attore-osservatore ed errore fondamentale di attribuzione

Spesso il bias attore-osservatore viene confuso con l’errore fondamentale di attribuzione. Tuttavia, sebbene si tratti in entrambi i casi di bias di attribuzione, sono diversi tra loro. Il bias attore-osservatore e l’errore fondamentale di attribuzione sono essenzialmente due facce della stessa medaglia. Entrambi i termini si riferiscono allo stesso aspetto del bias di attribuzione, ma non hanno lo stesso significato.

A differenza del bias attore-osservatore, l’errore fondamentale di attribuzione non tiene conto del nostro comportamento. Spesso, infatti, si limita alle cause interne del comportamento altrui.

La nostra tendenza a giudicare il comportamento degli altri in base a fattori interni, come la personalità o la disposizione, si spiega nell’errore di attribuzione fondamentale. Quest’ultimo, pertanto, si concentra solo sul comportamento altrui. Si tratta rigorosamente di attribuzioni per i comportamenti altrui.

Si può dunque affermare che l’errore fondamentale di attribuzione è un bias di attribuzione che mette in discussione la nostra tendenza a spiegare i comportamenti degli altri in base alle loro disposizioni interne; il bias attore-osservatore, invece, mette a confronto il modo in cui facciamo le attribuzioni quando occupiamo uno o l’altro ruolo (attori o osservatori).

Donna preoccupata

Implicazioni

Il bias attore-osservatore può risultare problematico, in quanto può portare a malintesi e discussioni. Questo perché, adottando punti di vista diversi -quello dell’osservatore e quello dell’attore- i due potrebbero non essere d’accordo su quanto accaduto.

È logico pensare, di fatto, che non si possa trovare un accordo se ambo le parti attribuiscono i comportamenti individuali a situazioni esterne (attribuzione esterna) e la situazione della controparte alle sue caratteristiche individuali (attribuzione interna).

Fare un passo indietro e tentare di capire le circostanze che hanno portato Anna a non risolvere il problema o Giovanni a mentire può evitarci spiacevoli discussioni, oltre a farci uscire dall’errore e donarci una prospettiva più corretta delle cose. Se lo facciamo con noi stessi, perché non dovremmo provare anche con gli altri?

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  • Storms, Michael (1973). Videotape and the attribution process: Reversing actors’ and observers’ points of view. Journal of Personality and Social Psychology. 27 (2): 165–175. doi:10.1037/h0034782. PMID 4723963.