Black Friday: 3 effetti psicologici

17 gennaio 2018 in Psicologia 0 Condivisi
Black Friday

Molti di noi sanno bene cos’è il Black Friday: sconti e offerte in quasi tutti i negozi della città, così come su tutte le piattaforme di vendita online, durante l’ultimo venerdì di novembre.

Probabilmente programmiamo da settimane gli acquisti da fare quel giorno per sfruttare i saldi. Ma siamo davvero a conoscenza di quali sono i fenomeni psicologici che ruotano attorno a questa strategia di marketing?

Il Black Friday o “venerdì nero” esiste per uno scopo ben preciso: incrementare e focalizzare il consumo. Se già durante tutto l’anno la pubblicità mira a creare delle necessità, durante quel giorno lo sforzo aumenta con il calo dei prezzi (in molti casi solo apparente). È come se ci dicessero: “se lo vuoi, questo è il momento giusto”.

La verità è che le grandi ditte utilizzano conoscenze di psicologia sociale per aumentare le vendite. Molto spesso lo fanno in modo subdolo, altre volte più sfacciatamente. Non ci sono dubbi sul fatto che abbiamo ormai imparato a segnare sul nostro calendario questo giorno e che alcuni di noi lo aspettano con ansia per potersi concedere qualche capriccio. Nell’articolo di oggi proveremo a fare uno schema di come le imprese ci inducano a comprare.

Strategie psicologiche del Black Friday

1.Risvegliano in noi il senso di urgenza e necessità

Il fatto che gli sconti e le offerte abbiano una data di scadenza annunciata e vicina stimola l’urgenza a comprare oggetti di cui non abbiamo bisogno. Naturalmente potremmo fare a meno di quei prodotti, ma come possiamo lasciarci sfuggire l’occasione?

Un’altra delle cause del successo del Black Friday è che cade in prossimità delle vacanze natalizie, il che aumenta il concetto di urgenza in termini esponenziali. Tutto questo ci porta a pensare che saremmo pazzi a lasciarci scappare l’opportunità di comprare un articolo scontato adesso…se fra una settimana il prezzo sarà aumentato di nuovo.

È evidente come i consumatori tendano a lasciarsi suggestionare dall’idea che un articolo esclusivo sia deprezzato, processo fomentato anche dalle pubblicità che durante le settimane precedenti fanno crescere ancora di più la sensazione di urgenza. Gli annunci sono poi molto diversi tra di loro, e sono così in grado di “catturare” persone con vari stili di vita.

Coppia sorpresa davanti al computer

2.Ci vendono prodotti in cambio di felicità

Le nostre emozioni, al contrario di quanto alcuni potrebbero pensare, esercitano una grande influenza sulle decisioni economiche che prendiamo, comprese quelle relative allo shopping. Come abbiamo detto, al contrario di quel che pensiamo, le nostre spese non sono condizionate tanto dai bisogni reali quanto più dai bisogni percepiti.

Durante il periodo che precede il Black Friday e in cui siamo sommersi dalla pubblicità, abbiamo tutto il tempo che ci serve per fantasticare su quello che vorremmo comprare. Magari un articolo che in un giorno qualsiasi non potremmo permetterci, ma che quel giorno sarà scontato e potrebbe finalmente essere nostro.

Inoltre, abbiamo tempo a sufficienza per pensare a come migliorerà la nostra vita con quell’articolo, convincendoci che ne abbiamo davvero bisogno. Poiché non vogliamo distanziarci dall’immagine e dai pensieri positivi che abbiamo immaginato, non ci resta altro rimedio che partecipare al “venerdì nero”. Sarebbe da pazzi lasciarsi scappare quest’occasione, vero?

Coppie con buste dello shopping

3.Annullano il nostro senso critico quando valutiamo il prezzo

Acquistare prodotti scontati genera in noi un piacere che può arrivare ad annullare il nostro pensiero critico, vale a dire la nostra capacità di raziocinio. Gli esperti sanno che il cervello delle persone si mette in “modalità acquisto” nel momento stesso in cui entrano in un negozio. A partire da quel momento, è compito dei dipendenti indurli ad acquistare.

Le strategie di marketing usate dalle grandi ditte mirano a guadagnare clienti e a vendere quello che vogliono al prezzo che hanno stabilito. Probabilmente quel prezzo continua a essere alto, ma la strategia consiste nel far vedere al consumatore che il prodotto all’inizio costava molto di più. Ed ecco che la pubblicità deve nuovamente generare l’urgenza di comprare un prodotto che non ci serve.

Sappiamo bene che ciascuno di noi a volte finisce per comprare molto più di ciò di cui ha bisogno, ma dopo aver letto quest’articolo, almeno, lo faremo in maniera più cosciente. Tenetelo a mente la prossima volta che entrate in un negozio ed eviterete che gli “affaroni” del Black Friday aprano una voragine nella vostra economia.

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