Una buona salute è il risultato di coerenza ed equilibrio

· 2 dicembre 2016

Le medicine complementari o alternative ritengono che una buona salute sia il frutto dell’equilibrio interiore, più di qualsiasi altro fattore esterno. Questo equilibrio viene raggiunto grazie alla coerenza tra il modo di pensare, sentire e agire. Tutto questo è possibile quando si risolvono i conflitti in sospeso.

Diverse discipline arrivano a queste conclusioni, come ad esempio “la patobiografia”, che studia il momento della vita in cui si verifica una malattia. La Fondazione Luis Chiozza, in Argentina, ha analizzato migliaia di casi di persone ammalatesi nell’arco di 30 anni. Ogni volta è stata riscontrata una relazione diretta tra un peggioramento della salute e qualche conflitto che le persone malate si rifiutavano di riconoscere.

Dal canto suo, Enric Corbera, psicologo spagnolo, segnala che il segreto per recuperare la buona salute è arrivare all’emozione occulta. Secondo l’esperto, questa emozione potrebbe anche essere trasmessa da una generazione precedente.

Per godere di buona salute, dunque, dobbiamo indagare dentro di noi e trovare quegli angoli bui che hanno bisogno di un po’ di pulizia. La presa di coscienza si traduce in comportamenti più coerenti, vale a dire, più in accordo con ciò che desideriamo davvero fare. Infine, questo si proietta come uno stato di maggior equilibrio e il nostro corpo si sentirà meglio.

La buona salute e la coerenza

Si parla di coerenza quando ciò che proviamo coincide con quello che pensiamo e facciamo. Nessun essere umano è coerente in assoluto, ma chi mostra di avere una buona salute mentale in genere è coerente in tutti gli aspetti più importanti della sua vita. Per questo motivo, non si esaurisce emotivamente ad ogni situazione.

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Le persone coerenti di solito sono più interessate al proprio lavoro. Cercano la compagnia che le fa sentire a loro agio e intrecciano rapporti sulla base dell’armonia e dell’affetto. Sono brave anche a raggiungere compromessi a seconda dei limiti naturali delle relazioni stesse, senza cadere vittime dell’ansia o della preoccupazione. Dato che sono coerenti, in generale godono di buona salute, in quanto le loro emozioni seguono un ritmo che possono controllare e di cui si possono servire.

Altre persone, invece, avvertono un malessere costante per via del loro stile di vita, ma non osano chiedersi da dove provenga esattamente e non si sforzano davvero per superare questo disagio. Vorrebbero essere diverse o vivere in modo diverso, ma non si impegnano davvero per realizzare dei cambiamenti.

In questo caso, ogni situazione può comportare un alto livello di esaurimento emotivo. Se fanno un lavoro che non amano, dovranno fare uno sforzo eccessivo per sopportarlo. Se vivono o stabiliscono legami tossici dove c’è una forte componente negativa reciproca, si vedranno obbligate ad affrontare tante difficoltà in ogni momento. E in questo mare di emozioni, la loro salute probabilmente ne risentirà negativamente.

L’equilibrio e la salute

Molti definiscono la malattia come perdita dell’equilibrio in uno o più aspetti della vita. Un problema di salute potrebbe quindi indicare che c’è stato uno scambio eccessivo o scarso con l’ambiente circostante, nello specifico che l’organismo non è stato in grado di comprendere la necessità o l’abbondanza di qualcosa.

Quando le emozioni vengono alterate per qualche motivo, il corpo perde l’equilibrio e non può più funzionare in modo normale. Questo squilibrio è innanzitutto chimico, ma se si protrae per tanto tempo, avrà anche ripercussioni fisiche sugli organi del corpo.

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Lo si può facilmente verificare, ad esempio, quando dopo un attacco di rabbia o un evento impressionante, ci viene chiesto di mangiare. Di sicuro il corpo vorrà rifiutare l’alimento, perché deve prima placare gli effetti di quella esperienza. Una volta ripristinata la calma, il corpo tornerà a mangiare normalmente.

L’esempio è piuttosto semplice, ma serve ad illustrare il modo in cui la dimensione emotiva può influenzare il funzionamento del nostro corpo. E se questo capita con una certa frequenza, il corpo alla fine si ammala. Non è l’agente esterno a farlo ammalare, ma quei conflitti interiori che si esprimono come stati emotivi alterati  e che impediscono al corpo di accettare ed elaborare quanto accade fuori. La strada per la salute è quella che porta a queste emozioni mascherate, per svelarle e risolverle.